Addio alla chemio e alla radioterapia

Un giorno, probabilmente, la radio e la chemioterapia saranno un ricordo. Certamente non brutto, perché nel frattempo avranno salvato la vita a milioni di persone. Saranno tuttavia sostituite da trattamenti con minori effetti collaterali.

Merito, come sempre, della scienza e della sperimentazione scientifica, che aprono la strada a percorsi terapeutici nuovi, caratterizzati da una tossicità decisamente ridotta. A tutto vantaggio della qualità della vita del paziente, che all’AIL di Taranto sta molto a cuore.

Il nuovo protocollo è stato messo a punto dall’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica di Milano. In pratica si interviene sulle cellule staminali del paziente, correggendole, e nel farlo si esclude il ricorso alla chemio e/o alla radioterapia. Quel che i ricercatori sono riusciti a realizzare è la correzione, nelle cellule cancerose, di un gene che presenta un difetto. Un’espressione che usiamo per semplificare, ma il concetto è quello.

La notizia riguarda da vicino anche i pazienti ematologici, naturalmente. Attualmente le cellule staminali ematopoietiche vengono ‘prelevate’ dal midollo osseo con un trattamento farmacologico e successivamente, dopo la ‘correzione’, vengono ‘reimpiantate’ nel paziente. In questo genere di protocollo, cioè quello d’elezione in questo momento, prima che le cellule siano nuovamente trasferite nell’organismo del paziente, quest’ultimo viene sottoposto alla chemio o alla radioterapia. Lo si fa per eliminare le staminali malate e per lasciare spazio alle altre. Purtroppo, non tutti i pazienti possono sottoporsi a questa terapia; inoltre, gli effetti collaterali che radio e chemio provocano possono essere avvertiti sia nel breve, sia nel lungo periodo.

La sperimentazione del San Raffaele Telethon ha dimostrato come sia possibile utilizzare i farmaci impiegati per trasferire le cellule da processare dal midollo osseo al laboratorio (fase di mobilizzazione), col fine di fare l’operazione detta di condizionamento (cioè fare spazio alle ‘cellule staminali corrette’ ed eliminare quelle malate), senza dover passare per lunghe sedute di chemio o radio.

La tecnologia usata per arrivare a questo risultato è la stessa adottata per la messa a punto dei vaccini anti-Covid19. Manca ancora un tassello, prima di poter essere davvero certi che la tecnica possa funzionare sull’uomo. Se la scoperta fosse confermata, ne trarrebbero vantaggio non soltanto i pazienti ematologici, ma anche altre categorie di malati.

L’AIL è lieta di comunicare notizie come questa. La sperimentazione del San Raffaele è l’ennesima testimonianza di quanto sia importante credere nella scienza e sostenerla concretamente. Anche con piccoli gesti, come la donazione del 5X1000. Doniamo all’Ail (codice fiscale 80102390582), e avremo la possibilità di proseguire insieme sulla strada del progresso scientifico, sempre più velocemente. Più saremo, più veloce sarà il progresso.

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