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Obiettivo Salute
Periodico bimestrale di informazione socio sanitaria e di approfondimento scientifico.

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dal sito nazionale
adotta una casAIL L'AIL Taranto ha provveduto a creare condizioni di maggiore tranquillità per i pazienti domiciliati lontano da Taranto con l'istituzione di CasaAIL.
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per i diritti del bambino malato Il progetto prevede una serie di interventi di sostegno psicologico ed educativo a favore di bambini da 0 a 14 anni affetti da malattie ematologiche in fase acuta e cronica.
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Testimonianze
Un donatore di 18 mesi
Il 14 gennaio 2002 in un normale pomeriggio invernale ci fu diagnosticata la terribile malattia che aveva colpito il mio piccolo Giuseppe: “leucemia linfoblastica acuta”. Se sei così forte da superare la disperazione iniziale, non lo sarai abbastanza per poter rispondere a tutte le domande che affollano la tua mente. Da quelle più pratiche: “cosa fare?”, “dove andare?” a quelle più personali che interpellano la fede: “perché mio figlio”, “ quale è il senso di questo avvenimento?”.
Cercando di rimanere lucidi abbiamo guardato nostro figlio e il modo in cui era stato accolto nel reparto ematologia guidato dal dott. Patrizio Mazza. Si sentiva un principe, coccolato da medici e infermieri.
Due anni di protocollo sono lunghi e duri da passare ma non siamo mai stati lasciati soli. Uno dei problemi principali da affrontare era la frequenza scolastica. Qui entra in gioco l’importantissimo supporto pratico e psicologico offerto ai piccoli pazienti dalle educatrici che aderivano al progetto di interventi per la tutela dei diritti del bambino malato a cura dell’ Arciragazzi di Taranto in collaborazione con 1’AIL. Per due anni Giuseppe è rimasto in contatto con la sua classe e le sue maestre e ha svolto i suoi compiti compatibilmente con i problemi conseguenti alla chemio. Il 22 maggio del 2003 è nato Vincenzo, un bellissimo bambino con un midollo perfettamente compatibile e il 27 gennaio del 2005, mio figlio Giuseppe ha affrontato l’ostacolo più duro: il trapianto.

Ora Vincenzo ha quattro anni. Sa che ha contribuito alla guarigione del fratello che, dimesso dall’ospedale debilitato e debole tanto da perdere l’uso delle gambe per un anno, oggi è un giovanotto di dodici anni, testimone di una esperienza straordinaria, una esperienza che ci ha fatto crescere tutti un po’ più in fretta.
Il mio pensiero va a tanti amici o bambini che nel corso di questo cammino hanno perso la vita; in particolare il piccolo Giuseppe F. a cui non è bastato avere un fratellino compatibile; il piccolo Kevin che un donatore non lo ha mai trovato e alla carissima Doriana che aveva trovato un donatore il quale poi per paura si è rifiutato non lasciandole alternative.