Ricerca USA: nessun effetto nocivo della “carenza di ferro” sulla qualità del sangue donato

L’American Society of Hematology ha pubblicato, qualche giorno fa, un articolo con dati molto positivi riguardanti la pratica della donazione del sangue.

Secondo le statistiche che i ricercatori statunitensi hanno analizzato, non esiste alcun effetto nocivo della carenza di ferro del donatore sul sangue donato, né sulla sua salute.

Negli USA i volontari che donano abitualmente sono circa cinque milioni. Le frequenti donazioni di sangue possono provocare una carenza di ferro nei donatori, è stato riscontrato. Ciò ha fatto a lungo pensare che questa conseguenza potesse avere effetti sulla qualità del sangue donato, e anche sul benessere del donatore. 

Invece, un nuovo studio pubblicato su Blood rassicura i pazienti e i donatori. I criteri esistenti per la donazione del sangue hanno dimostrato di essere efficaci, sia nel preservare la qualità del sangue donato, sia nel tutelare la salute dei donatori abituali.

Lo assicura ldad A. Hod, professore associato di Biologia cellulare al Columbia University’s Irving Medical Center di New York, alla guida dello studio suddetto.

I donatori abituali sono seguiti e in presenza di carenze di ferro significative o altri elementi che possano compromettere la loro salute vengono tutelati, con l’esclusione dalla donazione. 

Eldad A. Hod ha anche sottolineato che se il numero dei donatori crescesse (siamo nel contesto americano, ma la considerazione vale anche per il nostro Paese), sarebbe un vantaggio anche per i volontari abituali, colori i quali donano regolarmente e perciò rilevano carenze di ferro.

Insomma, una pratica che coinvolga quante più persone possibili è auspicabile per tutti, riceventi e donatori.

Non sarebbero sempre gli stessi a fare questo gesto salvavita, di conseguenza il loro sangue sarebbe meno esposto al rischio di carenze. 

Donare il sangue è un gesto semplice ma di grande generosità. Durante le fasi acute della pandemia, lo abbiamo sottolineato più volte, si è verificato un “fisiologico” calo delle donazioni. Attualmente siamo fuori dalla fase emergenziale della pandemia.

Anzi, secondo l’OMS non siamo mai stati così vicini alla conclusione della stessa. I vaccini, i dispositivi di protezione e le altre precauzioni, oltre ai farmaci a disposizione per la cura e la prevenzione della Covid nelle sue forme più gravi rendono l’infezione meno temibile rispetto a due anni fa. 

Ma le donazioni di sangue continuano a essere insufficienti. Si sono registrati buoni segnali di ripresa, ma siamo ancora lontani dalla meta.

Ricordiamo che donare il sangue è un gesto semplicissimo che la maggior parte di noi può fare senza problemi.

Nella consapevolezza che anche una sola donazione in più può significare la salvezza per una persona in difficoltà. I pazienti ematologici (e non soltanto loro) hanno spesso bisogno di trasfusioni di sangue. Alcune patologie si trattano esclusivamente attraverso le trasfusioni.

Quindi doniamo senza timori. Per scegliere il centro trasfusionale più vicino, consultare la seguente pagina del sito ASL Taranto https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/centri-donazione-sangue. 

Settembre 2022: i progressi delle terapie ematologiche e i nuovi vaccini anti-Covid

Più della metà del mese di settembre è già volata via. Non senza risultati. La campagna di sensibilizzazione sulle malattie del sangue è stata sin dai primi giorni molto vivace. Diversi i canali di comunicazione, tra i quali i social, fondamentali per raggiungere soprattutto le fasce più giovani della popolazione.

Come sappiamo l’Ail, in occasione del mese di settembre, ha deciso di concentrare gran parte della comunicazione sull’evoluzione delle terapie destinate ai pazienti ematologici. 

Siamo nel bel mezzo di una vera e propria rivoluzione nel modo di curare i pazienti. A contare sono i farmaci e gli interventi terapeutici ma anche e soprattutto le caratteristiche delle persone alle quali i medicinali, sia di vecchia che nuovissima generazione, sono destinati. 

Chi segue le attività dell’Ail ha sempre accesso, in particolar modo in questo mese, a confronti con i medici, seminari, interviste realizzate con i ricercatori e con i medici in prima linea nella cura dei pazienti ematologici. 

Come abbiamo sottolineato in precedenza, il tema di questa campagna a cavallo tra l’estate e l’autunno 2022 è l’ematologia di precisione.

La ricerca non si ferma mai.

Chi sostiene l’AIL può ben fare affidamento su questa certezza. Ogni donazione serve a finanziare il lavoro incessante dei ricercatori.

Test diagnostici altamente sofisticati, analisi cellulari e molecolari e biotecnologia sono gli elementi che determinano una svolta nei trattamenti delle malattie ematologiche.

I linfomi, le leucemie e i mielomi non sono tutti uguali. Le caratteristiche genetiche del paziente, la sua storia clinica, il contesto ambientale e sociale in cui vive entrano a pieno diritto nell’elenco degli elementi da considerare, prima di decidere di somministrare una determinata cura.

L’efficacia dei farmaci cambia da persona a persona, così come accade con gli effetti collaterali, sebbene ci sia ovviamente un bacino di risposte comuni a tutti. 

Ogni dettaglio sulla campagna Ail, che comprende il servizio di consulenza e assistenza offerto attraverso il numero verde dell’Associazione, è consultabile alla seguente pagina EMATOLOGIA DI PRECISIONE

Quest’anno, settembre è un mese importante anche per via dei nuovi vaccini anti-Covid approvati dall’EMA e per la ripresa della campagna vaccinale che dovrà tornare a essere più decisa rispetto alle scorse settimane. Andiamo incontro all’autunno e quasi sicuramente l’Italia sarà alle prese con nuove ondate di Covid. In più, i virus influenzali messi all’angolo dal Sars_CoV-2 negli ultimi due anni, torneranno a farsi sentire, per via dell’abbandono delle mascherine e delle restrizioni. 

Occorre dunque che i soggetti fragili, le persone over 60, gli operatori sanitari e gli ospiti delle Rsa prenotino subito il vaccino adattato alla variante Omicron BA.1. Inoltre, di recente, l’EMA ha valutato positivamente anche i dati relativi al vaccino Pfizer Biontech adattato contro le sottovarianti BA.4 e BA.5.

Questo farmaco non sarà però disponibile prima della fine del mese. 

Chi avesse dei dubbi rispetto all’offerta dei vaccini, può rivolgersi al medico di base per chiedere chiarimenti. Quel che è certo è che i vaccini originali, che ovviamente non erano già adattati a varianti non ancora presenti e diffuse, continuano a essere efficaci e a offrire protezione contro il contagio, le forme gravi della malattia e il decesso. 

I pazienti ematologici hanno il sistema immunitario compromesso, per questa ragione hanno bisogno più di altri di difendersi dal contagio da Sars-CoV-2.

Tuttavia, per essere sicuri di fare il vaccino più appropriato alle esigenze personali, occorre rivolgersi all’ematologo presso il quale si è in cura. In questo modo si eviteranno tante inutili ansie. 

Con Asciminib si riducono gli effetti collaterali ai danni del cuore

Abbiamo scritto spesso, nelle ultime settimane, a proposito di leucemia mieloide cronica.

Sappiamo che non deve più essere considerata una malattia inguaribile. Sappiamo che è cresciuta in brevissimo tempo la disponibilità di principi attivi per il trattamento di questa patologia.

Torniamo a segnalare in proposito il seminario Ail Pazienti – Medici in programma a Pisa, alla stazione Leopolda, il 24 settembre.

Un’occasione per approfondire tutte le tematiche legate alla leucemia mieloide cronica. La partecipazione è gratuita. Tutti i dettagli circa le modalità di accesso sono sulla nostra pagina Facebook e sul sito Ail nazionale. 

In Italia si registrano 700 nuovi casi all’anno di leucemia mieloide cronica; una patologia che ha bisogno di interventi adeguati. Se non diagnosticata in tempo, può degenerare con conseguenze molto serie.

Si tratta di una malattia rara che colpisce una o due persone su 100.000 all’anno, eppure nelle strutture ospedaliere sono in tanti a recarsi per il trattamento di questa patologia. Il motivo è nella possibilità di convivenza con la malattia, oggi realizzabile grazie ai farmaci a disposizione e quindi nella sopravvivenza per lunghi anni, anche per decenni delle persone con leucemia mieloide cronica.

Il problema maggiore è rappresentato piuttosto dagli effetti collaterali dei farmaci somministrati. Quattro pazienti su dieci sono costretti a cambiare terapia, perché quest’ultima non dà l’esito desiderato oppure perché è mal tollerata. 

Gli effetti collaterali si manifestano principalmente attraverso il sistema cardiovascolare.

Tuttavia, i pazienti ematologici cui sia stata diagnosticata questa forma di leucemia devono sapere che esiste una ricerca svedese secondo la quale le persone trattate con i nuovi farmaci (ricordiamo asciminib, del quale abbiamo recentemente scritto sul nostro sito) hanno più o meno un’aspettativa di vita pari a quella delle persone sane.

Al momento quindi la scienza è concentrata sugli effetti collaterali di questi farmaci, responsabili di altre malattie a carico soprattutto del cuore, come abbiamo già visto. 

Come effetti secondari possono verificarsi anche trombosi o disturbi di origine autoimmune.

Per prevenire eventi del genere, i quali vanificherebbero i brillanti risultati dei nuovi trattamenti, occorre che i medici sappiano scegliere la terapia, in base alle caratteristiche del paziente, alla sua storia clinica e ad altri fattori. I ricercatori riescono, sempre più frequentemente, a mettere punto molecole che siano in grado di colpire solo le cellule malate, senza dare effetti secondari in altri distretti del corpo, agevolando quindi il lavoro dei medici. 

Asciminib è un farmaco che è risultato molto efficace, anche da questo punto di vista. Un farmaco cioè sicuro, soprattutto per il cuore.

Una notizia che viene confermata da diversi dati. Un’ulteriore conquista per tutti i pazienti affetti da leucemia mieloide cronica, ai quali l’AIL di Taranto è lieta di poter offrire questo genere di comunicazioni.

Di approfondire nel dettaglio ogni novità. 

Sostenere la ricerca attraverso l’Ail significa (come scriviamo spesso) sostenere nuove possibilità di sopravvivenza per tutti i pazienti ematologici. Non si tratta solo di terapie di mantenimento, ma di vie attraverso la quali garantire a chi si ammala una convivenza pacifica con la malattia e una lunga aspettativa di vita.

Il vantaggio enorme è che la maggior parte delle persone trattate con i nuovi principi attivi conduce un’esistenza pressoché normale. Per chi cura, per chi assiste e per chi dona è davvero un’immensa soddisfazione.

Dona il 5×1000 all’Ail, contribuirai all’assistenza dei pazienti e ai progressi della ricerca scientifica. Il codice fiscale da inserire nell’apposito spazio del modello 730 o ex Unico è il seguente: 80102390582.

Grazie!