Un grande supporto dal SAP Taranto

A dicembre 2020 il Sap Taranto – Sindacato Autonomo di Polizia di Taranto, nella persona del segretario provinciale Arnaldo Di Michele , ha donato una quota all’associazione Ail di Taranto che si occupa prioritariamente di assistenza a malati oncologici.
La presidente dell’associazione Ail di Taranto Patrizia Casarotti ha comunicato ufficialmente in una sobria cerimonia di consegna delle chiavi, che la quota donata dal SAP, integrando una somma elargita dalla stessa Associazione AIL, ha permesso l’acquisto di un mezzo che servirà al trasporto pazienti fornendo un grande aiuto alle attività della stessa.

Il segretario Di Michele ha dichiarato che i tesserati SAP sono fieri dell’azione sociale messa in atto dall’Ail e intende sensibilizzare tutti, a partire dai sindacati di polizia, a donare o quantomeno a supportare fattivamente le associazioni del terzo settore affinché queste, soprattutto alla luce del momento critico dettato dalla presenza del covid 19, non siano sole.


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Nuovi modelli organizzativi per favorire le cure

Ogni anno, in Italia, 15 persone su 100.000 si ammalano di leucemia, con un’incidenza diversa rispetto al genere d’appartenenza. Si stimano quindi 5300 nuovi casi tra gli uomini e poco meno di 3900 tra le donne. Le leucemie più comuni sono la linfoblastica acuta, la linfocitica cronica, la mieloide acuta e la mieloide cronica. Altre tipologie di leucemia sono più rare.

L’aumento, nel tempo, dei casi e lo sviluppo di terapie sempre più specifiche determinano nuove esigenze, come quella di avere una rete di centri di riferimento con strutture periferiche che possano far fronte ai bisogni dei pazienti, quale che sia la città nella quale risiedono.

I medici sono concordi: soprattutto per alcune malattie del sangue è necessario mettere a disposizione dei pazienti un modello organizzativo nuovo.

La leucemia mieloide acuta, per esempio, colpisce ogni anno circa 2000 persone. Come ha sottolineato Giovanni Martinelli, direttore scientifico dell’Istituto Romagnolo per lo Studio dei tumori Dino Amadori, questa particolare patologia si presenta nella maggior parte dei casi in modo subdolo. Si tratta di una malattia rara, per la quale occorre individuare sin da subito il percorso di cura. In questo contesto diventa fondamentale avere strumenti diagnostici e professionalità (medici esperti nelle singole patologie) che individuino subito la malattia, mettendo il paziente nelle condizioni di ricevere quanto prima i trattamenti. L’importante è che non ci siano distinzioni territoriali, che le cure siano possibili sia nei centri dedicati che nelle strutture periferiche (almeno rispetto a tali centri).

Una rete attiva su tutto il territorio nazionale è quel che ci vuole. L’argomento è al centro di diversi convegni di recente organizzazione. Su questo blog si è già fatto riferimento alla rete LabNet, per i pazienti affetti da leucemia mieloide cronica. Una rete, appunto, che sia in grado di prendere in carico le persone colpite da questo genere di leucemia, ovunque si trovino, senza costringerle a estenuanti e ripetute trasferte.

Un progetto del genere ha bisogno di tempo, ma soprattutto fondi, per realizzarsi. Ciascuno può dare il proprio contributo, nelle forme che ritiene opportune. Sostenere l’AIL significa anche promuovere un modello organizzativo più efficiente. Promuovere la possibilità di avere medici specializzati nelle diverse malattie del sangue in un numero sempre maggiore di strutture ospedaliere.

Essere accanto a un paziente ematologico significa anche aiutarlo a curarsi nella propria città. A Taranto la Sezione provinciale AIL si prende cura delle persone colpite da leucemia, assistendole a domicilio, alleggerendo, al contempo, il lavoro della struttura ospedaliera. Doniamo all’AIL, saremo accanto ai pazienti, alimenteremo la ricerca scientifica e contribuiremo a favorire modelli organizzativi più efficienti.

In occasione della dichiarazione dei redditi, doniamo il 5X1000 all’AIL. Il codice fiscale da inserire nell’apposito spazio del 730 o Modello Unico è il seguente: 80102390582. Grazie!

LabNet: standard di cura uguali ovunque

Si chiama LabNet ed è un progetto della Fondazione Gimema rivolto alle persone affette da leucemia mieloide cronica. Si tratta di una rete nata per aiutare questi pazienti a comunicare con i centri di cura e, al tempo stesso, è un ponte che unisce gli stessi centri di ematologia ai laboratori di biologia molecolare.

LabNet si pone dunque l’obiettivo di rendere la vita più semplice a chi deve affrontare tutti i problemi che una malattia importante come la leucemia mieloide cronica comporta.

È fondamentale, per il buon esito della patologia, che chi si ammala possa contare su standard qualitativi identici in tutta Italia. Il riferimento è alle analisi di laboratorio, agli esami che in genere si fanno durante e dopo le terapie. Spostarsi da un centro a un altro, quindi da una regione a un’altra è un ulteriore disagio per i pazienti e per le loro famiglie, già impegnati a fronteggiare la malattia.

Per questa ragione l’idea di LabNet è omologare gli standard di cura, in modo che le persone con leucemia mieloide cronica non si sentano costrette a curarsi lontano da casa, nel timore di ricevere terapie non aggiornate, per così dire, di seguire protocolli meno efficaci.

La qualità della vita del paziente migliora, in presenza di cure (le stesse, fatte con la medesima accuratezza) garantite a tutti, a prescindere dal luogo di residenza. Come si legge sul sito Gimema, tutti i medici che si affiliano a LabNet, infatti, lavorano nello stesso modo e garantiscono il medesimo standard qualitativo. Inoltre, la possibilità di individuare i pazienti che possono sospendere la terapia è agevolata da LabNet, perché un medico inserito nella rete può rendersi conto della condizione del suo paziente comparandola con quelle di pazienti simili in altri centri e trovare risposte ai suoi dubbi. 

Anche in questo caso, come in altri, a fare la differenza è proprio la comunicazione assicurata dalla rete. Per la cura delle leucemie l’ospedale Moscati di Taranto, in particolare il reparto di Ematologia, è ritenuto un’eccellenza. Sono ancora diversi i pazienti che raggiungono il capoluogo jonico per un consulto con i medici del Moscati, per ricevere terapie che altri ospedali meno attrezzati offrono con difficoltà oppure non offrono affatto. Esattamente il problema che LabNet sta tentando di risolvere, per quel che riguarda la leucemia mieloide cronica.

A Taranto esiste la residenza AIL, dove chi viene da un’altra regione trova accoglienza per tutto il periodo della terapia presso il Moscati. A volte è possibile seguire le cure proprio presso l’AIL, presso la struttura messa a disposizione anche dei parenti che accompagnano il paziente.

Un servizio che la Sezione locale dell’associazione guidata da Patrizia Casarotti riesce a garantire proprio grazie alle donazioni di chi abbraccia i valori AIL.

Sostenere l’AIL significa aiutare qualcuno a guarire, aiutare i suoi familiari a stargli accanto nel modo giusto, aiutare i volontari dell’associazione a fornire a queste persone tutta l’assistenza della quale hanno bisogno. Per sapere come fare per donare, visita la pagina dedicata AIL TARANTO – OdV – Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mielomi.