Curarsi al Moscati con le CAR-T e grazie all’assistenza AIL

Queste settimane pre-estive sono caldissime sul fronte meteorologico e su quello delle notizie. Ottime per i pazienti ematologici e per chiunque lotti contro il cancro.

La struttura complessa di Ematologia dell’ospedale S. G. Moscati di Taranto è finalmente in grado di erogare le terapie CAR-T. Diventa così il primo centro in Puglia per la somministrazione di terapie innovative per il trattamento di alcune malattie ematologiche. Nell’immediato futuro, anche diverse tipologie di tumori (non soltanto quelli del sangue) saranno trattate, al Moscati, con le rivoluzionarie CAR-T.

Abbiamo già comunicato la notizia attraverso la pagina Facebook dell’Associazione. Tra i contenuti di questa sezione del sito, le CAR-T hanno sempre avuto uno spazio privilegiato, proprio perché rappresentano una nuova frontiera nelle cure onco-ematologiche.

I pazienti con linfomi non Hodgkin o leucemie linfoblastiche che hanno sperimentato una recidiva della malattia possono ora intraprendere un nuovo percorso di cura, e possono farlo (ciò è estremamente importante) senza lasciare la città in cui risiedono. Coloro i quali vivono nelle località di provincia (o in altri centri della Puglia) possono facilmente raggiungere il Moscati, potendo anche contare sul sostegno dei volontari Ail e delle Residenze dell’Associazione. Appartamenti situati nei pressi della Struttura Complessa di Ematologia, aperti a chiunque abbia necessità di sottoporsi a cure e terapie a Taranto (senza dover aggiungere all’impegno che la malattia comporta, la preoccupazione legata alla ricerca di una sistemazione, seppure provvisoria).

La terapia si basa sui linfociti T, globuli bianchi che si occupano della difesa dell’organismo umano dalle malattie. Alcune malattie del sangue compromettono l’attività dei linfociti, i quali non sono più in grado di garantire la difesa immunitaria.

Grazie a tecniche sofisticate i linfociti del paziente vengono prelevati dal suo sangue e separati dalle altre cellule e dal plasma (con una tecnica definita aferesi). A questo punto i linfociti prelevati raggiungono il laboratorio per essere ingegnerizzati. Queste cellule vengono cioè armate (con l’introduzione, al loro interno, del Chimeric Antigen Receptor [da cui l’acronimo CAR]) a combattere il tumore. Le cellule così processate sono in grado di riconoscere l’antigene del tumore, di attaccare quindi le cellule malate ed eliminarle.

Quanto al Moscati, la certificazione della struttura di Ematologia è stata possibile grazie al suo accreditamento presso il JACIE, ente europeo di accreditamento, con l’avallo delle aziende farmaceutiche interessate alle CAR-T. Una certificazione fondamentale sulla qualità del centro. Hanno accesso alle CAR-T i pazienti che hanno ottime chance di guarigione e per i quali le terapie convenzionali non hanno dato l’esito sperato. Un’altra buona notizia riguarda la beta-talassemia. Arriva la conferma circa l’efficacia di un nuovo percorso terapeutico (ne abbiamo già scritto su questo sito). I particolari con i prossimi aggiornamenti.

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