Educare al dono – Accordo Ail Admo

La generosità e l’altruismo sono qualità più diffuse di quel che si possa pensare. La cultura della solidarietà, inoltre, può essere promossa. Nasce sulla base di questo concetto il protocollo che l’Ail ha firmato con l’ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo).

Due realtà, Ail e Admo, che pongono da sempre al centro delle loro attività la salute, l’assistenza e la condivisione dei valori della solidarietà e del dono. Il protocollo firmato a Palazzo Madama, a Roma, intende promuovere esattamente la cultura del dono e dell’impegno per gli altri.

Come si legge sul sito Ail nazionale, gli obiettivi principali del protocollo d’intesa sono: favorire una collaborazione istituzionale tra AIL e ADMO, legate ad attività di interlocuzione istituzionali su argomenti di reciproco interesse, nonché favorire la partecipazione congiunta a bandi nazionali ed europei; promuovere, attraverso attività congiunte, la cultura del dono e del volontariato tra le giovani generazioni; promuovere e favorire un rapporto diretto tra le ADMO regionali e le sedi locali AIL, per sviluppare attività e iniziative realizzate congiuntamente e, infine, dare massima visibilità, attraverso i propri canali di comunicazione, alle attività nelle quali la collaborazione si articolerà.

I progetti e le iniziative comuni che le due associazioni avvieranno dovranno riguardare anche il mondo della formazione e dell’istruzione. È proprio in classe che i ragazzi imparano a relazionarsi con i compagni e con gli adulti, imparano a diventare adulti consapevoli, a loro volta.

Nelle aule le associazioni devono, attraverso attività direttamente o indirettamente organizzate, saper aprire canali di comunicazione attraverso i quali illustrare il ruolo dell’associazionismo, il ruolo dei singoli individui rispetto alla comunità, in particolare alle comunità di pazienti verso le quali si indirizzano tutte le attività dell’Ail e dell’Admo.

Una classe non è altro che una società in miniatura, una famiglia allargata, e può capitare che qualcuno abbia bisogno di aiuto, durante il percorso. Accade a scuola, accade nella vita. I giovani devono essere coscienti dei propri diritti e devono poter maturare quella stessa coscienza anche rispetto ai doveri verso il prossimo.

I ragazzi sono già bravissimi a fare rete, del resto. Molti dei giovani che l’AIL di Taranto ha incontrato nella sua trentennale attività sul territorio hanno deciso di unirsi agli altri volontari, dedicando parte del loro tempo alle attività di raccolta fondi o agli altri pazienti. Ragazzi che hanno attraversato l’esperienza della malattia. Una volta guariti, hanno sentito il desiderio di dare il loro contributo, per esprimere gratitudine, in qualche modo, per il sostegno ricevuto. Non bisogna essere stati pazienti ematologici, per avvicinarsi all’associazione. Basta la volontà di essere attivi, di fare qualcosa di molto importante per gli altri e per sé. Diventare volontario Ail significa ‘vivere al massimo’, gioire dei sorrisi che si regalano e riceverne di più belli. Chiunque fosse interessato alle attività di volontariato, può contattare la sede Ail di Taranto (i riferimenti sono sul sito). Tutte le informazioni sull’accordo AIL-Admo sono invece sul sito www.ail.it.   

CONDIVIDI: