Il Pegaspargasi allunga la vita dei pazienti con leucemia linfoblastica acuta

Ancora buone notizie per i pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta. Il farmaco Pegaspargasi (il principio attivo contiene l’enzima asparaginasi), solitamente utilizzato dai medici per il trattamento della malattia in età pediatrica, è stato recentemente introdotto in un protocollo destinato ai pazienti adulti, grazie a uno studio GIMEMA LAL avviato nel 2013

Il meccanismo che il farmaco innesca consente di degradare, attraverso l’asparaginasi, l’aminoacido asparagina. Senza questo elemento, le cellule tumorali non riescono a replicarsi. Come si legge sul sito Gimema, l’approvazione definitiva da parte dell’EMA (Agenzia europea del farmaco), per l’uso di questo medicinale nella terapia per la leucemia linfoblastica acuta, risale al 2016. Quando è partito il lavoro di ricerca di Gimema, sull’impiego della molecola nei casi non pediatrici di leucemia, il farmaco non aveva ancora ottenuto la registrazione d’uso per gli adulti. 

Renato Bassan, direttore del reparto di Ematologia dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e primo riferimento (per questo studio), ha dichiarato:

“L’obiettivo dello studio era migliorare i risultati ottenuti con i protocolli di trattamento precedenti, che davano sopravvivenza libera da malattia nel 45% dei pazienti, a due anni dalla remissione; per questo abbiamo adottato uno schema di trattamento che è di ispirazione pediatrica, come quelli che danno i risultati migliori”.

In effetti, i risultati hanno premiato l’impegno e l’intuizione dei ricercatori.

Con l’impiego della molecola si allungano, infatti, i tempi di sopravvivenza (liberi dalla malattia), per questa categoria di pazienti. Le stime per ora individuano un arco di tempo che va ben oltre i due anni, raggiungendo i tre. Per i dettagli relativi allo studio in questione, si consiglia la lettura del testo pubblicato sul sito Gimema.

Fare ricerca significa anche avere la capacità di immaginare, spingersi in terre aspre, a volte impossibili; ma solo osando si possono ottenere dei risultati.

La ricerca ha un ruolo fondamentale nella vita di tutti noi, non soltanto in quella dei pazienti ematologici. Quando tutti ne avremo compreso le potenzialità, i traguardi da raggiungere saranno ancora più vicini. Quando ciascuno di noi sarà capace di essere al fianco di un parente, un amico o una persona che non conosce (in lotta contro una malattia), l’orizzonte solidarietà non avrà più confini.

A Taranto tale orizzonte è già molto luminoso: un mare di persone che credono nei valori dell’AIL e li sostengono

I volontari, guidati dalla presidente della Sezione di Taranto, Patrizia Casarotti, ringraziano i donatori, per la loro costante presenza in tutte le iniziative organizzate in favore del reparto di Ematologia del Moscati di Taranto, in favore dei pazienti.

Tantissimi vengono seguiti a casa dall’equipe multidisciplinare dell’Ail tarantina. Un servizio importantissimo, soprattutto con le temperature record di questi giorni e l’impennata dei casi Covid.

Sosteniamo l’AIL, doneremo sorrisi e salveremo vite!

Sosteniamo l’Associazione, avremo maggiori possibilità di condividere notizie e dati importantissimi. Per tutti!

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