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AIL sezione di Taranto

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News e prossimi appuntamenti

L’AIL, la ricerca e le nuove cure

sangue-responsabile-civileQuando si parla di AIL si parla di 81 Sezioni provinciali dell’associazione italiana fondata dal professor Mandelli contro le leucemie, i linfomi e i mielomi. A Taranto l’Ail è attiva da 26 anni ed è stata una delle prime ad avviare il servizio di assistenza a domicilio. 

Sono solo 42 le province in cui questo genere di supporto è garantito ai pazienti ematologici e alle loro famiglie. Le Case di Accoglienza, che invece si trovano nei pressi dei maggiori Centri di Ematologia italiani sono gestite in 34 Sezioni su 81. Anche in questo caso, l’associazione tarantina è una delle 34 che garantiscono ospitalità a chi viene a curarsi presso il reparto di Ematologia dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto. I pazienti che vengono da altre province, da altre regioni, per affrontare percorsi di cura anche lunghi trovano, presso le residenze Ail, un sostegno importantissimo.

Quanto alla ricerca scientifica, in un anno l’associazione ha potuto destinare a questo ambito più di 9 milioni di euro. 

Tutto ciò è possibile grazie alle donazioni, grazie a chi crede nei valori Ail, in primis quello della solidarietà. Servizi e attività in favore dei pazienti ematologici sono possibili, ogni anno, grazie all’impegno di tanti volontari, sostenuti dalle donazioni. Piccole o grandi; ciascuna di esse è fondamentale per la prosecuzione della missione Ail. Per questo, chiediamo a quanti non abbiano ancora deciso a chi destinare il 5x1000, di pensare all’Ail.

Di guardare lontano, alimentando la ricerca che rende possibile un numero sempre più alto di guarigioni. Pensiamo agli altri, ma pensiamo anche a noi. Alle possibilità di cura, di diagnosi puntuali, che crescono, seguendo il ritmo delle donazioni. Perché, come abbiamo scritto tante volte, gli altri siamo noi. 

Le notizie che arrivano dai reparti di Ematologia di tutta l’Italia sono ogni giorno sempre più sorprendenti e incoraggianti. Quello che un tempo sembrava impossibile, oggi è realtà. Esistono rimedi e cure, grazie alle sperimentazioni continue e al coraggio dei medici, anche per i casi più difficili. Pensiamo, per esempio, al paziente testimone di Geova con una rara forma di malattia linfoproliferativa cronica.

L’uomo è stato curato con tecniche “bloodless”, riferiscono le agenzie di stampa, presso il policlinico di Modena. Il suo ricovero è avvenuto in piena pandemia, la sua situazione era molto critica; oggi, a distanza di due mesi dal suo ingresso in ospedale, il paziente sta bene e secondo i medici che lo hanno in cura sarebbe persino in grado di tornare al lavoro. Sicuramente potrà proseguire le terapie con maggiore serenità. La scienza è riuscita a trovare una via per curarlo, nonostante il divieto della sua religione di fare ricorso alle trasfusioni di sangue. Ecco cosa significa sperimentare, fare ricerca. 

Dona il tuo 5x1000 all’AIL.

Scrivi il Codice Fiscale dell’Associazione 80102390582 e firma.

Farai del bene agli altri e a te stesso!

 

 

Chi siamo

L'AIL nasce a Taranto il 10 Gennaio 1994, a meno di un anno dalla nascita del Reparto di Ematologia.

Lo statuto ricalca quanto già presente nella totalità degli statuti AIL e persegue la finalità di migliorare l'assistenza agli ammalati e favorire la ricerca nelle principali malattie ematologiche.
Scopo specifico per Taranto era, ed è tuttora, ridurre la forte emigrazione dei pazienti verso altre strutture sanitarie, cercando, in collaborazione con il Reparto di Ematologia, di creare le condizioni ottimali di cura e la fiducia nei pazienti.
I primi interventi dell'AIL sono stati l'istituzione di borse di studio-lavoro per medici, infermieri professionali e biologi e la donazione all'ospedale dell'attrezzatura per la prima camera sterile.
Subito dopo, attraverso una serie di manifestazioni a carattere locale, inserite in sintonia con quanto avveniva a livello nazionale (Campagna Stelle di Natale, Campagna Uova di Pasqua, Settimana Europea contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma), si è avviata l'Unità di Cure domiciliari medico, infermieristiche, fisioterapiche, psicologiche gratuite per i pazienti elegibili per tale forma di intervento.
Attualmente infatti, grazie anche alla stipula di una convenzione con la ASL e alla collaborazione di 4 infermieri professionali, 3 medici, 1 psicologo, 1 fisioterapista e una assistente sociale è possibile garantire assistenza domiciliare gratuita per 132 pazienti, per un numero complessivo di 6900 accesso (dati relativi all'anno 2006).
 

Covid e malattie ematologiche - Tavolo Tecnico Ministero Salute

Pazienti onco-ematologici e pandemia. Un importante incontro sul tema, organizzato dal Ministero della Salute, si è tenuto lo scorso 6 luglio. Il Ministro Roberto Speranza ha riunito attorno ad un tavolo virtuale gli esperti in materia, per comprendere in che modo gestire i pazienti ematologici ed oncologici nella fase che il Paese sta attraversando. 

L’emergenza sanitaria è stata affrontata con le misure che conosciamo, ma il virus continua a circolare e ciò dovrebbe suggerire a tutti i cittadini la massima cautela. È necessario inoltre rivolgere la massima attenzione agli altri pazienti, a chi segue delle terapie oncologiche o percorsi di diagnosi, a chi ha problemi cardiovascolari o di altro genere. 

Gli esperti contattati dal Ministro hanno invitato le associazioni dei pazienti onco-ematologici ad un webinar (incontro formativo a distanza) in cui sono state discusse “le linee guida” da proporre a pazienti e medici nella fase attuale della pandemia. All’evento ha partecipato, tra gli altri, anche il presidente dell’AIL, Sergio Amadori. 

Si è cercato di tracciare la strada che d’ora in avanti si dovrà seguire (personale medico; pazienti e associazioni) per scongiurare il più possibile il rischio di contagio da coronavirus, per i pazienti onco-ematologici; sono state vagliate anche le buone pratiche finora messe in atto nelle diverse regioni italiane, da replicare, perché possano diventare veri e propri modelli. 

In previsione di una seconda ondata autunnale, al momento solo un’eventualità, non certo una certezza, occorre non farsi cogliere impreparati. La prima misura da attuare riguarda le persone che risultassero positive, dopo un tampone, all’interno di un reparto ospedaliero (come del resto è già accaduto proprio in questi giorni). La procedura corretta prevede l’isolamento e il contenimento del contagio, attraverso il tracciamento dei contatti della persona risultata infetta.  

Il tavolo tecnico convocato dal Ministro della Salute ha inteso soprattutto individuare gli iter necessari a garantire la tutela dei pazienti ematologici ed oncologici, la prosecuzione delle terapie e il recupero dei percorsi di diagnosi e terapia che non sono stati completati perché travolti dall’onda del virus. 

Come tutti gli intervenuti hanno sottolineato, sono necessarie strategie nuove per evitare che il Sistema Sanitario Nazionale non debba nuovamente affrontare una crisi come quella già vissuta.

Da più parti è stata invocata una differente organizzazione dei servizi, soprattutto di quelli relativi a certe patologie. Per leggere il Vademecum frutto della discussione è sufficiente aprire il seguente file http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_4911_0_file.pdf, pubblicato sul sito AIL.

 

Intanto continuiamo a donare!

Tra bracciali Marea, donazioni libere e 5x1000 (Codice Fiscale da inserire nella dichiarazione dei redditi: 80102390582), le modalità per sostenere l’AIL sono tante. Taranto e l’Italia intera hanno dimostrato tanta solidarietà durante l’emergenza sanitaria.

Continuiamo così! 

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Car-T, un’altra buona notizia

Car-T AILLe buone notizie sono necessarie come l’aria in questa particolare fase storica; fondamentali per i pazienti ematologici e in generale per chi affronta una malattia importante. Un nuovo risultato positivo arriva dal Niguarda di Milano, dove una persona affetta da un tumore del sangue si è sottoposta alla terapia Car-T, raggiungendo un traguardo che i sanitari hanno giudicato molto positivamente. 

Ricordiamo che questo genere di cura, approvata da pochi mesi dall’Agenzia Italiana del Farmaco per specifiche patologie, si basa sul prelievo delle cellule (i linfociti T) dal paziente, sulla loro ingegnerizzazione in laboratorio (per semplificare, sulla loro lavorazione) e, in un secondo momento, sulla reinfusione delle stesse nel sangue del paziente. 

I linfociti vengono praticamente armati in laboratorio a riconoscere le cellule tumorali e a neutralizzarle. Si tratta di un percorso di cura che viene scelto soltanto quando tutte le altre possibilità non sono attuabili.

Stando alle notizie pubblicate su diversi quotidiani negli ultimi giorni, si è potuto constatare che il paziente trattato con Car-T al Niguarda ha avuto una remissione completa della malattia. 

Le Car-T riescono a dare una speranza ai malati che altrimenti non ne avrebbero. Dall’America all’Italia, la cura sta dando già da tempo ottimi risultati sui pazienti indicati per riceverla. Sono i medici a fare una selezione, in base al tipo di patologia e ad altri requisiti, per così dire, che non devono mancare per proporre questo tipo di trattamento. 

In tempi di Covid-19, la notizia che arriva da Milano fa ancora più piacere. Lo scorso febbraio, prima dell’esplosione della pandemia, il reparto di Ematologia dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto aveva già ricevuto il riconoscimento di adeguatezza da parte dell’AIFA e il nulla osta ministeriale, per la somministrazione dell’immunoterapia cellulare autologa, ovvero della Car-T. Mancava soltanto l’accordo con la casa farmaceutica che distribuisce il “farmaco”.

Anche nel caso di queste terapie la ricerca scientifica sulle malattie del sangue è risultata fondamentale. Senza il lavoro in laboratorio, non si sarebbe arrivati ai risultati che oggi vediamo: un aumento delle guarigioni di alcune malattie del sangue, evidenziabile anche a livello statistico.

I ricercatori italiani o che operano all’estero sono costantemente sostenuti dall’AIL. La Sezione locale di Taranto destina parte dei fondi raccolti ai ricercatori; inoltre i contributi in denaro sono utilizzati anche per lo sviluppo di progetti sul territorio e per l’assistenza ai pazienti, in corsia e a casa.

Ecco perché il tuo sostegno è indispensabile. Dona il 5x1000 all’AIL.

Codice Fiscale: 80102390582. Non far mancare il tuo supporto, la tua firma può salvare tante vite!

 

 

Paziente refrattario alle cure guarisce

IEO logo copiaNon rispondeva alle cure tradizionali. Oggi non solo sta bene ma è stato dichiarato “clinicamente guarito”.

Si tratta di un giovane uomo di 35 anni sottopostosi a trapianto di midollo osseo, perché affetto da una forma di leucemia mieloide acuta. Prima dell’intervento (occorre ottenere la remissione della malattia prima di eseguirlo, per scongiurare il rischio di ricadute), il suo quadro clinico restava per i medici pressochè invariato, nonostante i trattamenti. Poi l’equipe della Divisione di Ematoncologia e Trapianto di midollo dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) ha deciso di cambiare strada, modificando la chemioterapia in corso e proponendo al paziente la combinazione con un altro farmaco, già in uso, ma su un’altra fascia di malati ematologici.

La notizia è apparsa sul sito di Repubblica, mentre i risultati della “sperimentazione” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Leukemia & Lymphoma

Il farmaco che ha salvato la vita al paziente in un primo momento refrattario alle cure si chiama venetoclax. Fino ad ora era stato impiegato per la cura dei pazienti anziani colpiti da leucemia mieloide acuta. In fase iniziale viene già da tempo somministrato loro questo medicinale. 

Il dottor Corrado Tarella e la dottoressa Elisabetta Todisco dello IEO hanno deciso di organizzare uno studio clinico nell’ambito del Gruppo Italiano Trapianto di Midollo; credono fermamente che questi risultati siano replicabili. Se la ricerca dovesse avere esito positivo, come ci si aspetta, d’ora in poi si avrebbe un’arma in più contro la resistenza alla chemioterapia di alcune forme di leucemia acuta. Da solo il venetoclax potrebbe d’altro canto rappresentare un’efficace terapia di supporto per i pazienti che hanno subito un trapianto allogenico. 

La ricerca scientifica segna ogni giorno nuovi importanti progressi. Poter fare ricerca significa avere a disposizione sempre più farmaci per la cura delle malattie ematologiche, nuove modalità diagnostiche, terapie sempre più mirate ed efficaci, trattamenti personalizzati. AIL sostiene la ricerca scientifica, grazie alle vostre donazioni. I volontari AIL Sezione di Taranto assistono i pazienti in ospedale e a domicilio; essi rappresentano, con i medici e gli infermieri, un punto di riferimento anche per le famiglie dei malati ematologici, che vengono sostenute anche dal punto di vista psicologico. Esattamente come i malati. 

Abbraccia la missione AIL. Ogni contributo, piccolo o grande che sia, può salvare molte vite. Dona il 5x1000 all’AIL. Codice fiscale: 80102390582. La tua firma è fondamentale. 

 

 
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