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AIL sezione di Taranto

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News e prossimi appuntamenti

Vaccino anti-Covid, FOCE chiede priorità per i pazienti con grandi malattie

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La Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (FOCE), il Governo e l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali hanno siglato un documento per la tutela dei cittadini con tumori e malattie cardiache. Si tratta di circa 11 milioni di persone affette da grandi patologie. La priorità emersa dal confronto tra istituzioni e associazioni riguarda la continuità di cura dei pazienti più fragili, nell’attuale contesto di emergenza sanitaria. Linee guida ufficiali valide per tutte le Regioni. 

Foce ha inoltre chiesto al Ministero della Salute che si dia precedenza assoluta, nella vaccinazione anti-Covid, a quasi 400 mila pazienti con malattie ematologiche, oncologiche e cardiologiche. In altre parole, secondo la Federazione, questa categoria di persone dovrebbe ricevere il vaccino già in questa prima fase della campagna, esattamente come il personale sanitario. Quasi 4 milioni di cittadini dovrebbero (sempre secondo le istanze di FOCE) invece rientrare tra i destinatari di vaccino della seconda fase, possibilmente prima delle persone che hanno un’età compresa tra i 60 e i 69 anni e non sono affette da patologie. 

Il documento di indirizzo e programmazione prevede la totale separazione dei pazienti Covid e non Covid, compresi personale dedicato e servizi sanitario-ospedalieri. Deve cioè essere ripristinata, se interrotta, la continuità di cura dei pazienti cronici e garantita la piena operatività di reparti e strutture ospedaliere. Anche gli screening oncologici devono riprendere, è infatti altissimo il numero delle persone che, anche a Taranto, lamentano l’impossibilità di prenotare, attraverso l’Asl, un esame di controllo o un primo esame diagnostico. C’è chi ha necessità di seguire un piano terapeutico, perché in fase di follow up, rispetto ad un pregresso problema onco-ematologico, eppure fatica a stare al passo con la tabella di marcia, ad avere accesso ai controlli ordinari, alle visite specialistiche.

Ciò poteva essere comprensibile a marzo e aprile, ad inizio pandemia, non certamente oggi. Per quel che riguarda il vaccino (Pfizer e Moderna sono quelli attualmente somministrati in Italia), i pazienti onco-ematologici possono riceverlo in tutta sicurezza. Come sottolineato da epidemiologi e virologi, in particolare dal dottor Paolo Fortunato D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, interpellato dall’AIL nazionale, il vaccino può essere somministrato anche alle persone immunodepresse, in terapia o trapiantate. Questa tipologia di farmaco è stata realizzata con le moderne tecnologie, non contiene il virus ma solo un frammento di mRNA modificato; esso offre all’organismo la possibilità di produrre la proteina spike, quella che il virus usa per penetrare nelle cellule umane. Dopo il vaccino, il sistema immunitario impara a riconoscere questa proteina e a sviluppare gli anticorpi specifici. Tali anticorpi vengono poi attivati con la somministrazione della seconda dose; sono in grado di impedire al virus di penetrare nell’organismo. 

La Sezione provinciale AIL di Taranto, con le sue attività e i suoi progetti, è sempre al fianco dei pazienti ematologici. Sarà ancora più attiva, rispondendo anche ai vostri quesiti, durante la campagna vaccinale che riguarda tutta la popolazione; in particolare assisterà le persone affette da patologie ematologiche anche nel momento in cui dovranno essere sottoposte al vaccino anti-Covid-19.

 

Chi siamo

L'AIL nasce a Taranto il 10 Gennaio 1994, a meno di un anno dalla nascita del Reparto di Ematologia.

Lo statuto ricalca quanto già presente nella totalità degli statuti AIL e persegue la finalità di migliorare l'assistenza agli ammalati e favorire la ricerca nelle principali malattie ematologiche.
Scopo specifico per Taranto era, ed è tuttora, ridurre la forte emigrazione dei pazienti verso altre strutture sanitarie, cercando, in collaborazione con il Reparto di Ematologia, di creare le condizioni ottimali di cura e la fiducia nei pazienti.
I primi interventi dell'AIL sono stati l'istituzione di borse di studio-lavoro per medici, infermieri professionali e biologi e la donazione all'ospedale dell'attrezzatura per la prima camera sterile.
Subito dopo, attraverso una serie di manifestazioni a carattere locale, inserite in sintonia con quanto avveniva a livello nazionale (Campagna Stelle di Natale, Campagna Uova di Pasqua, Settimana Europea contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma), si è avviata l'Unità di Cure domiciliari medico, infermieristiche, fisioterapiche, psicologiche gratuite per i pazienti elegibili per tale forma di intervento.
Attualmente infatti, grazie anche alla stipula di una convenzione con la ASL e alla collaborazione di 4 infermieri professionali, 3 medici, 1 psicologo, 1 fisioterapista e una assistente sociale è possibile garantire assistenza domiciliare gratuita per 132 pazienti, per un numero complessivo di 6900 accesso (dati relativi all'anno 2006).
 

Mieloma multiplo, buone notizie per i pazienti over 70

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Il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche si dimostra efficace anche nei pazienti ultrasettantenni colpiti da mieloma multiplo. Lo rivela un recente studio statunitense, pubblicato sulla rivista Cancer.

La ricerca ha preso in esame oltre 2000 pazienti con un’età superiore ai 70 anni, sottoposti a trapianto autologo. L’arco di tempo monitorato copre gli anni compresi tra il 2013 e il 2017.

I pazienti oggetto dello studio avevano ricevuto la diagnosi non oltre 12 mesi prima ed erano stati sottoposti ad un trattamento chemioterapico con il melfalan. Si tratta di un farmaco antitumorale che svolge la sua azione intervenendo sulle cellule del DNA e causando la morte di quelle neoplastiche. 

Senza scendere troppo in dettagli tecnici, il dato da sottolineare è il numero dei pazienti che ogni anno si sottopongono al trapianto autologo. Tale dato è in crescita, e ciò significa che questo genere di intervento è efficace in una buona percentuale di casi. 

La terapia tradizionale (per gli ultrasettantenni) si basava esclusivamente sulla somministrazione di basse dosi di chemioterapico, con risultati modesti. Il passaggio al nuovo approccio, rappresentato dall’adozione dei farmaci chemioterapici, in dosi più elevate, in combinazione con il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche, ha dato ottimi risultati. 

In Italia il mieloma multiplo colpisce soprattutto le persone in età matura; dopo i 65 anni aumentano le probabilità, in determinate condizioni, di sviluppare questa patologia.

Nel nostro Paese ne sono colpite circa cinque mila persone. Finora si era ritenuto di non poter sottoporre i pazienti più maturi al trapianto, perché considerati più vulnerabili rispetto ad eventuali effetti avversi. Lo studio statunitense ha ribaltato la prospettiva, dimostrando che il trapianto autologo è un’efficace terapia di consolidamento, a tutte le età. 

Per quanto riguarda il chemioterapico melfalan, sarà opportuno procedere con la ricerca, perché appare chiaro, alla luce dei dati più recenti, che uno dei fattori da considerare, al momento della pianificazione delle cure, non è l’età anagrafica, ma quella funzionale (l’effettiva condizione di salute del paziente, le reazioni del suo fisico, etc.). 

Lo studio americano attesta, ancora una volta, l’importanza della ricerca scientifica. Non solo per i pazienti ematologici, ma per tutti noi. L’emergenza sanitaria sta mostrando anche agli scettici quanto sia fondamentale la scienza (dovrebbe essere un dato ormai acquisito) nel ridurre l’incidenza di una malattia, nel piegarne il decorso all’efficacia delle terapie.

In altre parole, nel rendere curabile un numero sempre maggiore di patologie, anche nei soggetti anziani e con problemi pregressi.

Donare un contributo all’AIL significa, dunque, partecipare ad una missione che riguarda il futuro di tutti. Insieme si può renderlo migliore. L’AIL Sezione di Taranto ringrazia i donatori abituali e chiunque volesse sostenere, anche solo occasionalmente, le sue attività. Per donare visitare l’apposita pagina del sito o chiamare il seguente numero: 099 4533289.   

 

 

La solidarietà è l’impresa più grande

La ricerca è fondamentale per il futuro di tutti

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L’AIL assiste i pazienti ematologici da oltre 50 anni, negli ospedali e a domicilio. Al tempo stesso sostiene la ricerca scientifica. Il ruolo dei ricercatori è sotto i riflettori, in questo momento più che in altri.

È a loro che si deve l’avvio della campagna vaccinale anti-Covid 19 in Europa e nel mondo. Ai Centri di ricerca che in questi difficili mesi non hanno mollato nemmeno un secondo, con scienziati e ricercatori costantemente in laboratorio, per tentare di scoprire la chiave per prevenire la terribile nuova malattia. 

Alla fine, ne sono venuti a capo. Diversi vaccini sono stati messi a punto; il prossimo passo è il raggiungimento dell’immunità di gregge, nella speranza che tutto funzioni come ci si attende. Naturalmente non basterà uno schiocco di dita. 

Forse non tutti sanno che la ricerca è un universo sconfinato di professionalità differenti. Ogni ambito di studio si intreccia inevitabilmente con altri. Dunque, è accaduto che nella corsa al vaccino per il SARS-CoV-2, abbiamo lavorato in stretta connessione tra loro anche ricercatori concentrati su altre malattie.  

Per le patologie ematologiche, quelle sulle quali si concentra l’impegno delle Sezioni provinciali AIL, compresa la Sezione di Taranto (una delle più feconde, in termini di servizi offerti), sono nate negli anni, nuove terapie, frutto proprio della ricerca. Alcune molecole utilizzate nella cura dei tumori, anche quelli del sangue, sono servite nei trattamenti somministrati ai pazienti Covid, in taluni casi. 

Ecco l’intreccio delle competenze e dei trial sopra citato. Questa lunga premessa è un invito a considerare l’importanza cruciale che la ricerca scientifica riveste nell’era delle terapie geniche, della biotecnologia, della medicina predittiva, delle cure personalizzate e dei grandi cambiamenti climatici. 

Ciascuno di noi, in futuro, avrà a disposizione cure specifiche, adatte al proprio organismo, alla propria storia clinica. Accade già e ciò è soltanto merito della scienza. 

Sostenere l’AIL significa quindi sostenere il futuro, avere la possibilità di curarsi meglio, con maggiore efficacia e quindi con maggiori chance di guarigione, anche in caso di patologie come le leucemie, i linfomi e il mieloma. La crisi economica, conseguenza di quella sanitaria, rende tutti più vulnerabili e riduce la capacità di donare. 

Chi può, chi dispone di adeguate risorse, doni oggi, per sé e per gli altri. Per un domani migliore. Anche le aziende possono entrare a far parte della grande famiglia AIL. Un’impresa è una squadra, chi ne dirige una lo sa bene.

Coloro i quali stanno combattendo contro gli effetti della pandemia sanno cosa voglia dire avere bisogno di un sostegno. Di quel supporto abbiamo bisogno tutti. 

I pazienti ematologici di oggi e quelli di domani. Come cittadini si può donare in qualsiasi momento. Come aziende si può contribuire a sostenere le sfide attuali della scienza e le prossime, attraverso il GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto) e i Centri legati al lavoro dell’AIL.

Contestualmente si dà una mano a migliorare i servizi di assistenza attualmente offerti dall’Associazione. I benefici investono anche la vita stessa dell’azienda donatrice. La partnership con AIL rafforza infatti il brand aziendale e fa crescere la fiducia dei consumatori. Inoltre, tutte le donazioni in favore dell’Associazione sono fiscalmente deducibili.

La solidarietà è la più grande delle imprese. Per informazioni chiama lo 099 4533289 (sede di Taranto) o visita la pagina Aziende solidali | AIL.  

 

 

Un progetto per aiutare i pazienti ematologici a raggiungere il Moscati

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Una scelta d’amore. È la raccolta fondi promossa dal Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) in favore dell’AIL Sezione di Taranto.

Il 2021 comincia diversamente dagli altri anni, per i rappresentanti SAP. Niente omaggi da distribuire agli iscritti e agli amici, quindi non le tradizionali agendine, ma un racconto da costruire con gli altri, con chi ha bisogno di supporto e con chi quel sostegno ha voglia di offrirlo. La solidarietà, dunque, riempie il calendario 2021 del Sindacato Autonomo di Polizia e idealmente finisce con l’essere la copertina di quelle agendine che hanno lasciato spazio alla campagna pro AIL. 

Opere di bene, come è stato sottolineato anche dal segretario del SAP jonico Arnaldo Di Michele. Una donazione consistente che giunge alla sede locale dell’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma.

“Per il nuovo anno abbiamo diversi progetti che speriamo di realizzare” - ha fatto sapere Patrizia Casarotti, presidente AIL di Taranto. Tra i tanti progetti, un servizio del quale i pazienti e i loro familiari hanno grande necessità. “Pensiamo di attivare, anche grazie alla donazione del SAP, un servizio navetta per i pazienti che non possono recarsi in ospedale autonomamente”. 

Di Michele ha ribadito, durante l’incontro con i referenti dell’AIL, che il Sindacato ha preferito, invece delle solite agendine, fare un gesto concreto in favore dei pazienti seguiti dai volontari dell’Associazione. 

Chi lotta contro una malattia del sangue trae energia anche da notizie come questa, dalla vicinanza espressa quotidianamente dai tanti donatori che credono nei valori dell’AIL, che conoscono bene l’importanza della ricerca scientifica.

AIL Sezione di Taranto non significa soltanto servizi fondamentali, sia per il reparto di Ematologia dell’ospedale Moscati, sia per i pazienti in cura a casa e per le loro famiglie. AIL Sezione di Taranto promuove campagne di informazione sulle patologie del sangue, sui centri di cura e sulle nuove terapie. L’Associazione, inoltre, coglie attraverso il diretto contatto con i malati, quelle che sono le priorità del territorio, rispetto al supporto medico-assistenziale. 

Individua ambiti da sviluppare, per esempio la formazione dei care giver. La presidente e i volontari auspicano che il 2021 possa concedere loro l’opportunità di riprendere progetti interrotti dalla pandemia, tuttora in corso. Con l’aiuto degli altri è possibile.

Gesti come quello del SAP sono preziosi e possono aprire la strada ad altre iniziative analoghe. Perché pazienti siamo tutti, nella vita, anche se non in una corsia d’ospedale. Pensiamo a quanto possa essere complicato affrontare una patologia “importante” e, come non bastasse la malattia in sé, ritrovarsi nelle acque alte di una pandemia. 

L’AIL è una nave grande e solida, che ha bisogno di tanti marinai. Ha bisogno di voi, di tutti noi, perché i sogni dei pazienti possano veleggiare e arrivare in porto, anche dopo aver attraversato la tempesta. Grazie a chi potrà e vorrà donare.

Per sapere come fare, basta chiamare in sede, allo 099 4533289 o visitare la pagina dedicata, su questo sito. 

 

 
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