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Sangue - Pagina 2

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Indice
Sangue
Le normative
Ridurre il rischio infettivo
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Al raggiungimento di tale scopo contribuiscono le normative relative ai criteri di protezione della salute del donatore ( Artt. 5-18, D.M.S. 15-01-1991). Un approfondimento ulteriore nell’accertamento dello stato di salute è attuato nel donatore periodico attivo, cioè in colui che si presenta presso una struttura trasfusionale per compiere l’atto della donazione almeno una volta ogni due anni. In tale categoria di donatori, ogni anno vengono effettuati esami laboratoristici e strumentali che comprendono: lo studio degli indici ematici di funzionalità epatica e renale; la valutazione del bilancio del ferro mediante il controllo della sideremia e della ferritinemia, rendendo possibile l’intervento terapeutico precoce nei casi di carenza marziale, prima dell’insorgenza dell’anemia; i livelli ematici del colesterolo e dei trigliceridi, importanti cofattori nell’instaurarsi di patologie a carico dell’apparato cardio-circolatorio. 
Per quanto riguarda le normative relative ai criteri di protezione del ricevente, particolare attenzione è stata posta nei confronti delle malattie infettive trasmissibili con il sangue. Molte importanti decisioni sono state determinate dall’avvento dell’AIDS. L’introduzione dello screening delle donazioni di sangue per HIV in tutti i centri trasfusionali ha comportato l’individuazione di donazioni contenenti anticorpi anti HIV, donazioni che sono state e che vengono regolarmente eliminate e distrutte.
 
Tale procedura ha indubbiamente prodotto una drastica riduzione delle infezioni trasmesse con il sangue e gli emoderivati , ma non ha eliminato totalmente la possibilità che sangue infetto, negativo al test, sia trasfuso. Ciò è legato alla biologia e alla storia naturale dell’infezione da HIV. La conoscenza di questi due aspetti è indispensabile per stabilire quale è il rischio della trasfusione, a cosa sia dovuto , come possa essere individuato, come possa essere ridotto. E’ al cosiddetto “periodo finestra” - periodo di induzione della risposta anticorpale- che si deve attualmente il rischio residuo per le trasfusioni di sangue. Il periodo finestra non è il tempo di incubazione della malattia AIDS; il primo dura alcune settimane, il secondo anni. Il test attualmente prescritto dalla normativa legislativa nei centri trasfusionali non può individuare casi di infezione nel periodo finestra, dal momento che si tratta di test per la ricerca di anticorpi, di quegli anticorpi che non sono ancora presenti in questa fase nel soggetto contagiato.


 

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