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Sangue - Pagina 3

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Indice
Sangue
Le normative
Ridurre il rischio infettivo
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Per ridurre il rischio infettivo legato al periodo finestra si è incentivata l’autoesclusione del donatore, fornendogli questionari contenenti domande esplicite relative a comportamenti a rischio; si è consentito l’accesso al test per la popolazione generale presso strutture pubbliche, in forma anonima e gratuita; si è incentivata la donazione periodica in quanto a minor rischio rispetto a quella occasionale, secondo i dati riportati dalla letteratura. Attualmente si calcola che il rischio di trasmissione dell’HIV sia < 1.000.000 unità di sangue trasfuse.
Ben più rilevante è il rischio di contrarre epatite. Le cause per cui un soggetto negativo alla ricerca di HBsAg ( esame richiesto dalla normativa vigente) può trasmettere l’infezione possono essere attribuite ad espressione parziale o nulla dei geni HBV o alla presenza di sottotipi diversi di HBV. Per quanto riguarda l’epatite C, notevole importanza rivestono il periodo finestra e l’assenza di risposta umorale nei confronti del virus.
 
Accanto alla maggior sicurezza della trasfusione da un punto di vista infettivo, il donatore periodico offre una maggior garanzia anche da un punto di vista immunologico. Infatti, oltre alla tipizzazione eritrocitaria routinaria dei sistemi AB0 e Rh, un certo numero di donatori periodici viene tipizzato anche per altri antigeni eritrocitari.
Quando un paziente è sottoposto a numerose trasfusioni, può sviluppare anticorpi rivolti contro antigeni presenti sui globuli rossi dei donatori, causandone la distruzione e di conseguenza la mancata resa trasfusionale. Per poter trasfondere successivamente questi pazienti, è necessario convocare telefonicamente quei donatori che sono privi degli antigeni responsabili della reazione e che risultano così compatibili con il ricevente, effettuando in tal modo una trasfusione sicura ed efficace.
Un altro tipo di sicurezza offerta dal donatore periodico è rappresentato dalla possibilità di trasfondere i pazienti anche nei periodi di emergenza dovuta alla carenza di sangue, come accade nelle grandi città durante i periodi di esodo estivo. Infatti il donatore periodico, comunicando anticipatamente la propria disponibilità, consente al centro trasfusionale di programmare la raccolta del sangue sulla base delle esigenze.
 
Da quanto detto si evince come, nell’ambito della popolazione dei donatori, si selezioni un gruppo, quello dei donatori periodici, che, in quanto maggiormente controllato, offre migliori garanzie non solo per la salute del donatore e del ricevente, ma anche del bene collettivo. Per le ragioni su esposte appare evidente come l’obiettivo di tutti i servizi trasfusionali sia quello di poter contare su donatori per lo più o esclusivamente periodici, anche perché la scelta del donatore di diventare periodico implica una sua assunzione di responsabilità e di impegno morale, che costituiscono una solida base per il raggiungimento della sicurezza del ricevente.


 

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