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AIL sezione di Taranto

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Uè ma' dimmi la verità: devo morire?

In una calda sera d’estate, la sera del 22 agosto sotto un cielo stellato e la luna luminosa, tutto sembra contribuire a uno scenario magico: le parole, le persone, i fatti, le testimonianze. Si è svolta nel salotto culturale della villa Peripato, la presentazione del libro ‘Nicco per sempre’. A presentarlo è stata la stessa autrice, cioè la mamma Luana: una mamma speciale, che da Niccolò veniva chiamata familiarmente ‘Ueh, ma’.
Una mamma che ha perso il suo unico figlio di 20 anni. Una mamma che ha seguito il percorso della malattia del figlio scrivendo un diario.
“Il diario è un mezzo per elaborare la più ingiusta e la più crudele delle esperienze che una madre possa vivere”: così inizia il suo percorso, il suo libro.
Dalla perdita di un figlio può riemergere un senso alla vita? Sì, è possibile. Luana ci è riuscita aiutando il prossimo, trasmettendo energia, passione e amore. Questa ultima parola, amore, è il senso, è la ricchezza, la sorgente a cui Luana attinge per andare avanti quotidianamente.
Niccolò ha soli 17 anni quando scopre per caso di avere la leucemia. Incomincia per lui e la sua famiglia un calvario lungo tre anni. Intorno a loro una gara di solidarietà tra parenti, amici, insegnanti, alla ricerca di un donatore compatibile. Tra questi, gli amici di Niccolò, “veri angeli”, che dimostrano come i giovani di oggi, anche se apparentemente smidollati, sono capaci di cose grandi. Da qui l’invito di Luana alle mamme a “non rompere le scatole” ai figli adolescenti: “ Non bisogna dar fretta di crescere. Cresceranno, con le loro responsabilità”.
Poi, il racconto del viaggio a  Medjugorje nel giugno 2007. Luana decide di andare e, al ritorno, fa questa considerazione: “Come sarebbe bello vivere così anche a Milano: tutti gentili, sorridenti, disponibili. Quanto sarebbe meno faticoso se non ci dovessimo sempre difendere gli uni dagli altri. Come siamo stupidi...”.
Dalla conversazione-intervista che ha tenuto i presenti col fiato sospeso per più di un’ora, traspare tutta l’enorme ricchezza interiore di Luana. Una ricchezza che l’aiuterà ad andare avanti perché illuminata dalla fede.
Luana, con suo marito Dario Alessano, si è impegnata a sostenere l’Ail, (Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi) istituendo una borsa di studio per giovani ricercatori intitolata a Niccolò e destinando all’associazione i diritti d’autore.
Un impegno tutto teso a sostenere in vario modo le mamme e le famiglie impegnate oggi a sostenere le sue stesse prove.
 

Periodico bimestrale di informazione socio-sanitaria e di approfondimento scientifico

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