http://farmacia-senzaricetta.com/
CPanel

AIL sezione di Taranto

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

 



Volontari si nasce... e si diventa!

E-mail Stampa PDF
Il termine solidarietà deriva dalla parola francese ‘solidair’ ed ha un significato etico-sociologico. Indica un atteggiamento di benevolenza e comprensione ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.
Si parla di ‘solidarietà sociale’ in riferimento ad attività svolte dalle istituzioni (e/o dall’apposito Ministero) per sollevare persone costrette ai margini della società a causa di problemi economici (disoccupati, pensionati, ecc.) o di altro genere.
La solidarietà, quando viene esercitata durante il tempo libero dai singoli cittadini o da cittadini riuniti in associazioni no-profit, assume il nome di ‘volontariato’, attività civile regolata da leggi concernenti le ONLUS.
Il volontariato è dunque una attività libera, non retribuita, prestata per ragioni di solidarietà.
Viene da chiedere: come mai si inizia a fare volontariato?
 
Personalmente sin da piccola ho sempre fatto qualcosa per gli altri, pur se spontaneamente e inconsapevolmente, per il semplice fatto che  ‘amare’ è una cosa innata nell’animo umano. Come quando un uomo e una donna si innamorano per un meccanismo a noi sconosciuto. Quindi tutti, proprio tutti, abbiamo il bisogno di amare. 
Amare, aiutare gli altri per me rappresentava il senso della vita, come una fame dell’anima. Il bisogno di fare qualcosa per gli altri rappresenta una forma di arricchimento del mio essere, un bisogno primario. Allora mi sono convinta che dare è più che ricevere.
Quattro anni fa si è presentata l’occasione di entrare a far parte di una associazione di volontariato, l’Ail. Trascorro il mio tempo libero con altri volontari. Ed è bello perché si condivide lo stesso obiettivo. Per me l’Ail rappresenta una seconda casa, la cui famiglia di   volontari – oltre 17mila in Italia – è molto ricca non solo come numero ma anche, e soprattutto, moralmente.
Moltissimi di loro hanno avuto una storia di sofferenza che è la molla del loro impegno volontario, anche perché a loro volta hanno ricevuto quello che ora donano ad altri: solidarietà e amore.
Credo che la solidarietà come sentimento sociale sarà una delle rivoluzioni del III millennio. In una società come questa, per molti versi priva di regole e sani princìpi, l’Ail mi ha dato la possibilità di credere che esiste una parte di essa ancora sana nella quale posso rispecchiarmi.
Mi sento parte di quella parte d’Italia che funziona. Per questo penso che per migliorare la nostra società ognuno di noi dovrebbe dare un personale contributo nell’impegno sociale.
Una conferma l’ho avuta da altre testimonianze raccolte.
 
“Non sono io ad avere scelto l’Ail – racconta Loredana – ma l’Ail ha scelto me, perchè la malattia di mio nipote, che ci ha lasciati all’età di 26 anni, ci ha portati all’Ail. Tutto quello che faccio lo dedico a lui, alla sua memoria. E’ una decina d’anni che sono attiva nell’associazione e ogni volta mi sento emozionata ed entusiasta perché è parte di me stessa. L’Ail è circondata di belle persone, pulite e trasparenti, che si dedicano con tutto il cuore, con tutta l’anima”.
Che posto ha questo impegno nella tua vita di coppia e di famiglia? le chiedo. “Mio marito – risponde Loredana – all’inizio non era molto entusiasta ma dopo un mese si è affiancato a me spontaneamente, forse con più accanimento e comunque con molta partecipazione. La nostra speranza, per la quale ci sentiamo impegnati, è che la ricerca faccia sempre nuovi passi avanti perché altri possano avere quelle cure che nostro nipote non ha potuto avere”.
 
Anche un’altra coppia tarantina, Antonello e Dina, confida che “come molti volontari ci siamo avvicinati a questo mondo in seguito ad una malattia del sangue che ha colpito nostra nipote: una malattia che per una bambina di soli tre anni non aveva cure specifiche, solo la ricerca poteva darle speranze di vita.
Inizialmente, avendo avuto una educazione cristiana, avevamo trovato conforto nella preghiera. In seguito, la sensazione di impotenza e comunque il desiderio di poter fare qualcosa per dare il nostro contributo ci hanno avvicinati all’AIL di Taranto. Ormai, a distanza di qualche anno, oltre che partecipare attivamente alle campagna di Natale  e di Pasqua che ci vede impegnati nella distribuzione delle piante delle stelle di Natale e delle uova di cioccolato nelle piazze della città, diamo il nostro piccolo contributo anche durante il resto dell’anno o appena ci è richiesto per il buon andamento dell’AIL.
Più volte la gente ci ha chiesto che cosa ne ricaviamo da quest’impegno e guardando le persone negli occhi abbiamo sempre risposto come ci è stato insegnato dai nostri genitori: “nella vita perché non fare del bene se puoi…?”. A guadagnarne potremmo essere tutti noi.    
 
Anche Irene racconta di avere incontrato l’Ail durante un periodo difficile per la sua famiglia: “L’umanità e l’amore per i malati espressi giornalmente da medici e infermieri mi è rimasta nel cuore. Mio cugino non c’è più ma collaborare con l’Ail mi dà pace e in un certo senso mantiene viva la sua memoria”.
Carmela invece dice che da tempo sentiva l’esigenza interiore di intraprendere la strada del volontariato, “ma non conoscevo nessuno che mi indirizzasse. Poi un giorno è arrivata una cara persona incuriosendomi e coinvolgendomi. Nell’associazione Ail ci sono entrata non per un motivo particolare, ma sento di essere solo una barchetta in questo grande oceano che è il volontariato”.
“Nel passato ho spesso pensato di impegnarmi nel volontariato – prosegue Tonia – ma purtroppo non mi è mai stato possibile per vari motivi. Ecco che oggi, maturando e crescendo, ho l’opportunità di approfondire non solo a parole ma anche nei fatti. Il volontariato si rispecchia nel mio stile di vita, cercando di dare un impegno personale con uno spiccato senso di capacità”.
Mi piace fare mia una frase di Aristofane:”Chiunque è uomo libero non può starsene a dormire”... E noi italiani siamo un popolo libero!