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AIL sezione di Taranto

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La rivoluzione ambientale: un Ecoparco a Taranto?

Lo scorso 17 dicembre la Regione Puglia ha firmato un protocollo d’intesa con Enel.si per dare un ulteriore contributo allo sviluppo delle energie alternative e quindi all’ambiente.
Con il protocollo d’intesa sono offerte due soluzioni ai proprietari degli immobili che vorranno realizzare un impianto fotovoltaico (chiavi in mano) di piccola e media taglia (da 1 a 50 Kwp).
Nel primo caso l’impianto fotovoltaico sarà realizzato (a costo zero per il cittadino pugliese) dall’affiliato dell’Enel.si, che conserverà per 20 anni la proprietà dello stesso, intascando gli incentivi previsti dallo Stato e facendosi carico del costo di realizzazione, della manutenzione e della gestione. Dopo 20 anni, cioè allo scadere degli incentivi statali, l’impianto passerà gratuitamente al proprietario dell’immobile che fin dall’inizio usufruirà dell’energia prodotta con conseguenti benefìci in bolletta fino ad esaurimento dell’impianto, cioè almeno 25 anni come da garanzia.
Nell’altro caso la piena proprietà dell’impianto è da subito del proprietario dell’immobile, che realizzerà a proprie spese l’investimento usufruendo dell’energia prodotta e degli incentivi erogati dal gestore dei servizi elettrici.
Con questa intesa si vuole dare a tutti quelli che hanno lo spazio “idoneo” o un tetto predisposto la possibilità di installare un impianto fotovoltaico scegliendo così di inquinare di meno e di risparmiare cospicuamente il costo della bolletta.
 
Inquinare: un paradosso
Inquinare di meno significa avere il “lusso” di migliorare la qualità della nostra vita e dell’ambiente in cui viviamo. La natura è la nostra primaria fonte di vita è dunque amare e rispettare la Natura, oltre che il nostro primo grande dovere, è anche e soprattutto nostro primario interesse. L’uomo moderno vive invece costantemente in contraddizione con se stesso perché si trova nel paradosso di crescere e curare la propria persona in un ambiente che è per lui linfa vitale ma che egli stesso contribuisce a degradare.
Degradare l’ambiente in cui viviamo significa estinguerci catastroficamente e molto più velocemente, quindi inquinare l’aria che respiriamo,  ciò che mangiamo e beviamo è un controsenso. Eppure è quello che facciamo. E non lo facciamo inconsciamente o involontariamente. Tutt’altro: lo facciamo quotidianamente e volontariamente, per perseguire una spasmodica e incessante conquista di tante “comodità”, per una vita più ricca di piaceri e divertimenti  a scapito di tutto e di più di tutto.
Ed ecco il paradosso: come si fa a “violentare quotidianamente” la natura quando poi è fonte delle nostre attività come lavoro, sport, tempo libero e divertimenti? 
Come si fa ad amare i nostri figli, il nostro prossimo quando poi rimaniamo quasi completamente inermi nel curare il mondo dove essi vivono?
E come si fa a “violentare quotidianamente” la natura quando poi è da essa che attingiamo ciò che siamo?
Sì, perché persino il nostro comune sentire e il nostro carattere sono fortemente influenzati da tutto ciò che ci circonda. La poesia, la musica, la scultura, la pittura, la scrittura, tutte le arti hanno sempre avuto come musa ispiratrice la Natura e il nostro interagire con essa. E’ assurdo perciò non rispettare ciò che di più caro abbiamo.
 
Dall’homo sapiens all’uomo ridicolo
Gli indiani d’America avevano fondato il loro stile di vita ritenendo la terra come un dono del “Grande Spirito” e diventando cosi transumanti per scelta, per  meglio rispettare la natura e integrarsi con essa.
Noi occidentali invece siamo ormai da tempo passati dall’era “dell’homo sapiens” a quella dell’ ”uomo ridicolo” attraverso una rivoluzione industriale che ha mostrato tutti i suoi lati nocivi per il nostro “habitat”.
E’ ora di iniziare “l’era ecologica”  dell’uomo ponderato e umile che fa scelte coraggiose e lungimiranti ritenendo legale, dignitoso  e indispensabile – e per questo autenticamente intelligente -  solo uno sviluppo sostenibile e un consumo responsabile.
La difesa della natura dovrebbe pertanto essere considerata al pari di altri princìpi fondamentali come la democrazia e la libertà diventando così la prima regola della nostra educazione civica.
E’ ora di cambiare profondamente il nostro stile di vita in modo rivoluzionario e radicale partendo dal riconoscimento insindacabile dell’importanza della difesa della natura quale unica soluzione per preservare il nostro futuro e quello dei nostri figli.
Per moltissime cose della natura e già troppo tardi, per altre lo sarà presto. Ma esiste un progetto per rivoluzionare il nostro stile di vita?
 
L’esempio di Chicago: città a impatto zero
Qualcosa si sta muovendo. Dopo la rivoluzione industriale stiamo iniziando la lenta ma obbligata rivoluzione per entrare “nell’era ecologica” che ci porterà ad avere un stile di vita atto a salvare e rigenerare la nostra linfa vitale. 
Non possiamo nemmeno più ripararci dietro la scusa che tutto accade a causa di un irrefrenabile sviluppo tecnologico legato all’interesse economico, perché si sta dimostrando ampiamente che l’economia verde è tra i migliori investimenti che l’uomo può fare, non solo per gli interessanti utili economici che sta dando ma anche perché crea un consumo responsabile, uno sviluppo sostenibile ed è rigenerante per la natura.
Alcuni Stati e grandi municipalità americane, come Chicago e Los Angeles, stanno studiando la possibilità di emettere provvedimenti che permetterebbero a livello locale di applicare il trattato di Kyoto. Sono provvedimenti molto importanti: basta pensare che gli Stati del New England, da soli, producono tanto biossido di carbonio quanto un grande Paese industrializzato come la Germania.
In particolare la città di Chicago sta applicando il programma di ‘città ad impatto zero’, un programma difficile ma che sarà il nuovo motore del suo sviluppo e il fiore all’occhiello del suo turismo.
 
L’economia verde
Le grandi rivoluzione storicamente sono sempre partite dal basso. E dal basso dobbiamo iniziare ad abituarci ad avere un stile di vita che rifiuti a priori quelle comodità palesemente “nocive” o superflue, rifiutando quelle invenzioni o evoluzioni che non sono in simbiosi con la natura in modo da rendere inutile ed economicamente sconveniente produrre certi prodotti tossici per noi e per l’ambiente.
Oggi non diamo abbastanza importanza se una cosa che utilizziamo o facciamo è inquinante o meno: l’importante che sia utile e che ci faccia comodo. Dobbiamo rivoluzionare il concetto di utilità e di comodità. Oggi una cosa per essere utile e comoda deve essere anche compatibile con la Natura. Se noi iniziamo ad acquistare e a consumare soprattutto prodotti eco-compatibili, aumenteremo la loro domanda scoraggiando anche la messa in commercio dei prodotti inquinanti. Di conseguenza si abbasseranno inevitabilmente anche i prezzi degli “eco-prodotti”.
Per scegliere più facilmente gli “eco-prodotti” sarebbe opportuno che fossero contrassegnati da un simbolo che certifichi “l’eco-compatibilità” come avviene già per i prodotti biologici.
Ma attenzione che la rivoluzione ambientale non diventi un boomerang invadendo il nostro territorio di nuovi prodotti certamente ecologici (pale eoliche, pannelli solari, ecc.) ma dei quali dovrà essere valutato scrupolosamente l’impatto ambientale e programmato il riciclaggio ad esaurimento degli impianti. 
 
Un ECOPARCO permanente a Taranto
Visto poi che alcune città e Paesi ritengono “l’economia verde” una grande motore di sviluppo tecnologico e turistico sarebbe addirittura utile un ‘PARCO A TEMA PERMANENTE SULL’ECOLOGIA’ come Centro studi e laboratorio di ricerche e sviluppo; come promotore di nuovi prodotti; come punto di incontro e confronto per la divulgazione di tante realtà positive per l’ambiente e di tante possibilità e scelte che possono esser fatte per migliorare la nostra integrazione con la Natura.
Un grande spazio costruito magari ad impatto zero, dove trascorrere almeno una giornata o un breve periodo in completa simbiosi con la natura, dimostrando praticamente uno stile di vita e tutte le iniziative utili all’ambiente.
Sarebbe opportuno anche uno spazio dedicato alle varie arti che, riconoscendo nella natura la principale ispirazione, diventassero uno strumento attrattivo per il Parco e promotore di una vita più degna, più sana, più responsabile.
E allora perché non far nascere un ‘ECOPARCO’ permanente proprio qui a Taranto?
 

Periodico bimestrale di informazione socio-sanitaria e di approfondimento scientifico

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