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AIL sezione di Taranto

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Rosalba Di Filippo - La mamma delle Stelle

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Rosalba Di Filippo Scali è la presidente della sezione AIL Reggio Calabria, la persona che ha avuto l'intuizione di distribuire le piantine anche a livello nazionale.

 

Oggi, a distanza di trenta anni, migliaia di Stelle di Natale fioriscono contemporaneamente in 4800 piazze italiane, in occasione della festa dell'Immacolata Concezione, e sono ancora il simbolo dell'AIL nonostante la tanta concorrenza.

 

Si ricorda il momento in cui propose di distribuire le Stelle di Natale?

 

Non lo scorderò mai. Era durante un Consiglio Nazionale quando timidamente, al fine di reperire fondi, suggerii agli altri consiglieri l'idea di offrire ai passanti una piantina fiorita di Stelle di Natale, in cambio di un contributo. Non immaginavo minimamente il successo che avrebbe riscosso l'iniziativa a livello nazionale!

 

Da allora, da quel giorno, la Stella di Natale è diventata senz'altro il simbolo dell'AIL, a chi è dovuto il grande successo?

 

Sicuramente alla meravigliosa e incredibile macchina organizzativa di un'associazione giovane, come giovane era l'Ematologia nel 1989, ma fortemente motivata e magnificamente sostenuta da illustri ematologi, primo tra tutti il Professor Mandelli. L'entusiasmo dei fondatori, dei volontari AIL e dei sostenitori, è stato ed è ancora oggi incredibilmente coinvolgente. Grandi nomi dell'arte, in tutte le sue declinazioni e dell'imprenditorialità, professionisti affermati in campo nazionale ed internazionale, hanno sposato la causa dell'AIL e sono stati co-artefici del successo delle "Stelle di Natale per la Vita".

 

 

 

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Si ricorda della prima Stella in assoluto?

 

La prima Stella di Natale dell'AIL è fiorita in una domenica di dicembre, a Reggio Calabria, nella centralissima Piazza Camagna, salotto buono della città. A riparare dalla pioggia me e Caterina, altra fondamentale artefice del miracolo, era un grande ombrellone chiesto in prestito ad un commerciante ortofrutticolo della città. Era stata necessaria molta tenacia per sostenere la nostra idea, sia presso l'ente pubblico che aveva finanziato l'impresa, sia presso lo stesso Consiglio Direttivo che non condivideva l'idea di andare in piazza a chiedere soldi.

 

All'epoca l'espressione "fundraising" non esisteva. Quali furono le più grosse difficoltà che avete incontrato?

 

Fu necessario molto coraggio per scendere in piazza per rispondere alle domande che ci venivano rivolte, la maggior parte interessate a capire quale fosse la destinazione dei soldi che chiedevamo. Con profonda umiltà ci siamo messi in gioco, abbiamo risposto a tutti: noi sapevamo soltanto che occorreva urgentemente una certa somma per l'acquisto di una cappa sterile! Ce l'aveva chiesta il Professor Alberto Neri, primario dell'allora Reparto di Ematologia di cui conoscevamo il valore professionale ed umano. Ci bastava!

 

 

 

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Dietro una Stella AIL c'è la solidarietà di sempre?

 

Certamente, anzi di sempre si più! I sostenitori sanno riconoscere le stelle buone, quelle dell'AIL; sanno che, grazie ad esse, negli anni, sono stati finanziati mille e mille progetti di ricerca, sono state realizzate numerosissime Case AIL, ludoteche ospedaliere e servizi di assistenza domiciliare; attività tutte a favore dei pazienti affetti da gravi patologie ematologiche.

 

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