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AIL sezione di Taranto

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L’amore è un potente antidoto contro la malattia


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LaStoriaDiZeno AIL

“L’amore non ha confini” è un’espressione forse abusata, qualche volta persino svuotata del suo reale significato. Nel caso di Zeno, è la perfetta sintesi di una storia che sembrava non poter avere un epilogo felice.

A settembre mi sposo e non vedo l’ora; il mio matrimonio sarà una festa per la gioia e per la vita”. 

La camera sterile di un ospedale trascina i pensieri in una dimensione dove la preoccupazione, la paura e le ansie sono i grandi protagonisti. Mai si penserebbe di poter coronare un sogno d’amore in una condizione di totale fragilità, fisica e mentale, tra aghi, provette e flebo. Eppure Zeno ha provato l’emozione più grande della sua vita, proprio in quella stanza.

Era lì per un secondo trapianto di midollo, ci è rimasto per 50 giorni e in una di quelle lunghissime giornate ha ricevuto una proposta di matrimonio. 

La sua compagna Elena gli ha detto: “Vorrei sposarti, dopo la prova durissima che stiamo affrontando, cosa può spaventarci?”. 

E’ stata proprio la malattia a farle comprendere quanto il loro legame fosse forte, più di qualunque minaccia.

Zeno racconta all’AIL che lui ed Elena si conoscevano in realtà da poco, quando sono arrivate quelle parole inaspettate, per giunta in un luogo difficile come l’ospedale e quindi in una situazione per lui complicata. Ma se l’amore è autentico, evidentemente le barriere spazio temporali non contano. 

Quando l’uomo aveva scoperto di essere malato, sostenuto dalla sua compagna, aveva combattuto e tutto era sembrato andare per il meglio, dopo il primo trapianto. Poi la leucemia era tornata, e con essa tutte le paure di Zeno, compresa quella di dover rinunciare al suo amore. 

“E invece restare uniti è stata la nostra forza, lei ha creduto nella mia capacità di guarire e io ce l’ho messa tutta pur di non deluderla”. Di quel periodo Zeno ricorda tutto il dolore e le difficoltà, ma anche l’aiuto costante ricevuto dalla sua famiglia e dai volontari AIL: i medici in reparto e i professionisti dell’assistenza domiciliare.

L’Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma è accanto a chi si ammala in modi differenti: attraverso la ricerca scientifica, che sostiene (anche grazie alle donazioni del 5x1000) e attraverso l’assistenza che offre ai pazienti e ai loro familiari.

Dona il 5x1000 all’AIL, scrivendo nell’apposito spazio del modello 730 o della Certificazione Unica, il codice fiscale 80102390582. Con 25 mila volontari e 81 sezioni provinciali, compresa quella di Taranto, sostiene i pazienti ematologici, garantendo loro terapie efficaci e assistenza lungo l’intero percorso della malattia.

Con AIL #maipiùsognispezzati

 

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