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AIL sezione di Taranto

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Le residenze Ail e l’importanza di cure appropriate in ogni Regione

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1510129347229.jpg--Una diagnosi di un certo tipo spesso può significare doversi allontanare dalla città di residenza, per avere accesso a cure e terapie di ultima generazione. In alcuni distretti, le strutture sanitarie pubbliche sono carenti anche per quel che riguarda la diagnostica. 

Per le persone che sono colpite da una malattia importante, alla patologia da affrontare, si aggiunge un carico ulteriore rappresentato proprio dall’urgenza di cercare un altro luogo, un’altra città presso la quale sottoporsi ad un intervento o curarsi.

Secondo il Censis sono 90 mila gli italiani che ogni anno sono costretti ad emigrare per affrontare l’iter di cura che una diagnosi di cancro comporta. I costi di questi spostamenti raggiungono cifre considerevoli, somme che non tutti hanno la possibilità di spendere. Si parla di 7 mila euro all’anno per famiglia, sempre stando alle statistiche del Censis. 

L’attività Ail si inserisce in qualche modo anche in questa dimensione dell’esperienza malattia, mettendo in campo risorse e idee per sostenere il paziente e i suoi familiari, nel momento in cui si trovano a dover affrontare un momento così complicato, lontani dal loro domicilio. 

Hanno accesso alle Case Ail i malati ematologici costretti a sottoporsi a lunghe terapie, somministrate in genere presso i Centri di Ematologia altamente specializzati e non presenti in tutte le città italiane. Le strutture dell’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma consentono ai pazienti e alle loro famiglie, di seguire le terapie, non in regime di ricovero, ma all’interno di una di queste residenze.  

Le regioni che offrono il servizio Casa Ail sono 32, su 81 sezioni provinciali presenti in tutta Italia.

Taranto è tra le città che dispongono di questa possibilità (con Bari e Foggia, in Puglia), naturalmente grazie all’impegno costante dei volontari locali, dei professionisti Ail, di tutto lo staff in coordinamento con il reparto di Ematologia dell’Ospedale San Giuseppe Moscati, diretto dal Dottor Patrizio Mazza. 

Anche per questo è importante far sentire il proprio sostegno alla sezione provinciale dell’Associazione. Per permettere ai volontari di continuare a garantire questo ed altri servizi alla comunità di tutta la provincia jonica. 

Le reti oncologiche regionali necessitano di pratiche mediche che possano essere uniformi. Tutte le regioni dovrebbero poter avere le stesse caratteristiche, nei servizi che erogano; in questo modo si invertirebbe la tendenza che vede tanti migrare per curarsi. Garantire a tutti le stesse cure, concentrando l’attenzione sul paziente è un obiettivo che unisce diverse realtà sanitarie.

Anche l’Ail, in collaborazione con Favo (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), con Acto (Alleanza contro il Tumore Ovarico), Vidas (Volontari Italiani Domiciliari Assistenza Sofferenti) e altre sigle sta lavorando su questo versante.

Di recente, presso la Conferenza Stato-Regioni è stato firmato un accordo che prevede la revisione delle Linee Guida organizzative per le Reti Oncologiche. Perché le cure siano appropriate, in ogni realtà territoriale, anche dal punto di vista sociale. 

Il lavoro dell’Ail è ricco di sfumature, l’associazione ha un ruolo anche ai tavoli di discussione. Aiutare i suoi volontari significa quindi non solo dare una mano a chi soffre, ma anche poter dire la propria nelle sedi che contano.

Non dimenticatelo. Per informazioni sulle Case Ail a Taranto potete chiamare il numero di telefono 099 4533289 oppure recarvi presso la sezione provinciale, in Via Palmiro Togliatti 23.

 

 

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