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La terapia Car-T presto anche al Moscati

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CAR-T LWB 3SET2019Il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco alla terapia Car-T apre la strada, anche nel nostro paese, ad un trattamento che potrebbe essere risolutivo, per molti pazienti in lotta contro i tumori del sangue. 

La Car-T dovrebbe fare il suo ingresso anche nel reparto di Ematologia dell’Ospedale “S. Giuseppe Moscati” di Taranto, diretto dal dottor Patrizio Mazza. Una strategia immunoterapica che sarà prescrivibile, quindi a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Come già sottolineato in un precedente articolo, non si tratta di un farmaco in senso stretto, quanto piuttosto di una possibilità di cura che lo stesso organismo umano è in grado di darsi. Le Car-T (acronimo di Chimeric Antigen Receptor T-cell) fanno leva sulle stesse cellule del paziente, in particolare i linfociti T.

Questi ultimi vengono prelevati e trattati in laboratorio, in modo che siano in grado di riconoscere e combattere (dopo la reinfusione) le cellule malate. Il trattamento non è così semplice come appare in queste parole di sintesi; tra le altre cose prevede infatti una fase durante la quale il malato viene sottoposto ad una sorta di chemioterapia. Un ciclo di somministrazioni che predispongono il suo sistema immunitario ad agire con maggiore efficacia contro le cellule tumorali, “accogliendo e attivando” quelle trasformate in laboratorio e quindi reinfuse nell’organismo. 

Questo genere di percorso, che ha già dato in alcuni casi degli ottimi risultati, non è adatto a tutti i pazienti. Al momento i medici possono scegliere questa via per trattare, negli adulti, i linfomi diffusi a grandi cellule B resistenti alle altre terapie o nei casi di ricomparsa della malattia, in determinate circostanze. 

Gli scienziati stanno sperimentando altre potenziali applicazioni della Car-T, per esempio nella cura del mieloma multiplo, della leucemia linfatica cronica e di alcuni tumori solidi. 

In Puglia la Struttura di Ematologia diretta dal Dottor Patrizio Mazza possiede, com’è noto, la certificazione del Centro Nazionale Trapianti, vanta inoltre un prestigioso accreditamento: lo Jacie (Joint Accreditation Committee of ISCT and EBMT), concepito da due enti no-profit che sono i più importanti riferimenti a livello europeo nell’applicazione medica delle cellule staminali. 

L’ospedale Moscati, il cui reparto di Ematologia è attrezzato anche per far fronte a situazioni di emergenza, possiede dunque tutti i requisiti per poter proporre ai pazienti la Car-T.

A breve sarà resa pubblica la lista dei Centri italiani che disporranno di questo “nuovo” percorso terapico. Per quel che riguarda la Puglia, l’Ematologia del Moscati dovrebbe entrare di diritto nell’elenco delle strutture adatte a pianificare e somministrare la strategia immunoterapica rappresentata dalla Car-T, ai pazienti che saranno di volta in volta valutati e giudicati idonei a riceverla. 

 

 

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