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Lottare contro la malattia: l’impresa di Sarah Thomas

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SarahThomas AIL 17SET2019-1Il numero delle malattie ematologiche e di altre patologie tumorali che trovano una cura, cresce sempre di più, grazie alla ricerca scientifica, ai volontari e ai sostenitori di associazioni come l’Ail. Oltre ai farmaci, è importantissimo anche lo spirito con il quale si affronta una malattia “importante” come il cancro. Possono fare molto, in questo senso, gli aiuti psicologici. Altrettanto rilevanti sono le attenzioni e l’affetto che il paziente riceve dai suoi cari, dal personale sanitario, da chiunque gli sia accanto.

Non bisogna mai arrendersi nemmeno di fronte alla più dura delle diagnosi. Casi illustri dimostrano come spesso la risposta dell’organismo ai farmaci possa completamente ribaltare le previsioni negative e portare il paziente sulla strada della completa guarigione. 

L’esempio di Josè Carreras, il tenore divenuto famoso in tutto il mondo anche grazie alla sua collaborazione con Pavarotti e Domingo, durante l’esperienza “I tre tenori”, è emblematico. 

La sua è una storia di rinascita: nel 1987, infatti, si ammala di leucemia e i medici gli danno scarse possibilità di guarigione: 1 su 10 addirittura. L’artista invece sopravvive e riprende anche a cantare, dando vita, un anno dopo, ad una fondazione che finanzia la ricerca scientifica e creando un registro per i donatori di midollo osseo. 

La sua storia non è l’unica a dimostrare che si può guarire dal cancro. Gli esempi positivi sono infiniti: è notizia fresca di stampa quella riportata dal quotidiano britannico The Guardian e poi rimbalzata su tutti i giornali, relativa ad una straordinaria impresa compiuta da una 37enne, sopravvissuta al cancro.  

La donna americana è la prima persona ad aver attraversato il Canale della Manica, ben quattro volte, senza mai fermarsi. La sua maratona in acqua è durata oltre 54 ore, coprendo una distanza di circa 215 chilometri. 

Nel novembre del 2017, le era stata diagnosticata una forma aggressiva di tumore al seno. Dopo le cure, naturalmente per lei molto impegnative, Sarah Thomas, questo il suo nome, ha deciso di mettersi alla prova, affrontando la Manica.

Al termine dell’impresa l’americana ha festeggiato con champagne e cioccolatini, la sua guarigione e la traversata. Un modo per celebrare la vita, evidentemente. Thomas ha dichiarato ai microfoni della BBC (la televisione inglese), che non pensava di farcela.

Eppure è riuscita a portare a casa un record. La nuotata attraverso la Manica è stata dedicata a tutti i sopravvissuti - come lei li ha definiti - tutte le persone che hanno lottato e lottano ancora contro il dolore e la paura. Sconfiggere la malattia è possibile, con l’aiuto di tutti. E sostenere la scienza, come fa l’Ail, è fondamentale. 

 

 

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