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Car-T, per il Moscati si attende la conclusione del processo di accreditamento

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La terapia Car-T rappresenta una vera e propria rivoluzione, in ambito onco-ematologico. A Taranto dovrebbe essere disponibile presso l’ospedale San Giuseppe Moscati, non si sa ancora con quali tempi. Il reparto di Ematologia, diretto dal Dottor Patrizio Mazza possiede, come già certificato dall’Asl locale, tutti i requisiti per poter offrire ai pazienti questo genere di percorso. Tuttavia, ad oggi, non risulta ancora completato il processo di accreditamento della struttura. 

Si tratta, come già sottolineato in precedenti articoli, di una terapia pionieristica nell’ambito delle malattie ematologiche; in ogni caso non adatta ad affrontare qualunque genere di patologia. Per ora si rivolge a chi è affetto da linfoma diffuso a grandi cellule B e ai pazienti con la leucemia linfoblastica acuta. L’acronimo Car-T sta per Chimeric Antigen Receptor T cells. Attraverso una serie di step, il sistema immunitario del paziente viene programmato per riconoscere le cellule tumorali e distruggerle. 

Un simile approccio apre scenari di notevole interesse per ricerche e sperimentazioni relative anche ad altre patologie. Ma la strada da percorrere è ancora lunga. 

Finora i risultati ottenuti sui pazienti cui la Car-T è stata somministrata sono risultati molto incoraggianti, in alcuni casi sorprendenti. La Car-T è stata sviluppata negli Stati Uniti d’America e brevettata da due colossi farmaceutici. L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha da poco dato una buona notizia a tutti i pazienti e ai loro parenti, approvando la rimborsabilità, da parte dell’Asl, del farmaco.

Per l’esattezza, il Parlamento italiano ha destinato 10 milioni di euro al Progetto Italia Car-T cells: fondi divisi in due trance, la prima per l’anno in corso, la seconda per il 2020. Non solo: altri finanziamenti, 60 milioni di euro, sono stati stanziati per realizzare sei centri d’eccellenza per lo sviluppo di un lavoro in rete, in favore dei pazienti da trattare (non solo terapia, ma anche ricerca).

Ad oggi però non esiste un cronoprogramma per la realizzazione dei centri e l’avvio della loro attività, in regime di cooperazione. Si attendono con ansia notizie dal Ministro della Salute, da poco insediatosi. Pazienti, medici, ricercatori, volontari AIL e tutti gli operatori della sanità si augurano che le procedure per l’accreditamento dell’ospedale Moscati (reparto di Ematologia) quale struttura presso la quale seguire un percorso Car-T, possano trovare presto compimento.  

 

 

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