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AIL sezione di Taranto

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Il teatro aiuta l’AIL a finanziare un importante corso di formazione

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Sabato scorso (30 novembre, per chi legge), al teatro Tatà, un pubblico caloroso ha accolto la commedia Aggiungi un posto al diavolo.

Scritta e diretta da Francesco Piccinni e portata in scena dalla Compagnia Teatrale del Belvedere, la piece è servita a raccogliere fondi per la sezione provinciale dell’AIL.

Applausi, risate ed entusiasmo hanno caratterizzato la serata di solidarietà. Si è praticamente sfiorato il tutto esaurito: quasi 260 i biglietti venduti. 

Grande la soddisfazione della Compagnia, altrettanto grande quella dell’AIL. Dei volontari che hanno lavorato per settimane, perché la serata fosse un’occasione di incontro, un momento di intrattenimento e, al tempo stesso, di solidarietà nei confronti dei pazienti ematologici. 

I fondi raccolti attraverso la magia del teatro e l’arte degli attori della Compagnia del Belvedere avranno una nobile destinazione: serviranno a finanziare un corso di formazione per un medico e due infermieri e ad acquistare un dispositivo elimina-code, da installare nella hall del Day Hospital del reparto di Ematologia, presso l’ospedale S. Giuseppe Moscati di Taranto. 

La formazione riguarderà professionisti (già volontari AIL) che andranno a costituire il team medico-infermieristico impegnato in un nuovo servizio che l’associazione jonica intende offrire ai pazienti onco-ematologici del territorio. 

La prospettiva era stata illustrata nel corso del convegno “La nuova frontiera della medicina - Prendersi cura a domicilio”, tenutosi lo scorso giugno in occasione delle celebrazioni del 25esimo anniversario della sezione locale AIL. Grazie a questo corso di formazione e all’intesa raggiunta con la direzione della struttura ospedaliera e con il dottor Patrizio Mazza (alla guida dell’Ematologia al Moscati), l’equipe dell’AIL sarà in grado di applicare ai pazienti il PICC a domicilio. 

Il PICC, acronimo di “Peripherally Inserted Central Catheter”, è un dispositivo inserito perifericamente al terzo medio del braccio, con l’aiuto di un’ecoguida. Si tratta di un tubicino di silicone che può restare in sede fino a sei mesi e permette a medici ed infermieri di somministrare farmaci al paziente in tutta sicurezza. Un’operazione (la somministrazione ripetuta e costante nel tempo) che con i metodi tradizionali potrebbe danneggiare le vene del braccio. 

Il sistema, come si legge in un documento dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), riduce i rischi di infezione e di trombosi venosa centrale; consente inoltre al paziente, libertà di movimento. Attualmente a Taranto, per l’applicazione del PICC occorre recarsi in ospedale. Grazie ai fondi raccolti sabato 30 novembre, il progetto dell’AIL, naturalmente sostenuto da un comitato scientifico, comincerà a trovare realizzazione. 

 

 

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