http://farmacia-senzaricetta.com/
CPanel

AIL sezione di Taranto

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size


Il Coronavirus al Moscati e il trasferimento del reparto di Ematologia

E-mail Stampa PDF

sello-urgente-rojo2L’emergenza Covid-19 ha travolto il sistema sanitario nazionale: da nord a sud gli ospedali hanno dovuto riorganizzare, adeguare, trasferire reparti per poter accogliere un numero sempre crescente di pazienti positivi al virus. 

È successo naturalmente anche a Taranto, dove l’ospedale oncologico “S. Giuseppe Moscati” è diventato la struttura di riferimento per i pazienti Covid di tutta la provincia. I reparti di Oncologia ed Ematologia del Moscati sono stati trasferiti presso strutture private, sia per far fronte all’emergenza, sia per tutelare i pazienti immunodepressi.

Come ha specificato una nota dell’ASL, si è preferito individuare due case di cura (Villa Verde, per i malati oncologici e D’Amore, per i pazienti ematologici) che non fossero troppo distanti dal Moscati, dove comunque sono rimaste “organizzazioni strutturali inamovibili”, quali la Radioterapia PET e il laboratorio di preparazione dei farmaci antiblastici. Le due strutture sono state scelte, si legge nella nota dell’Asl, perché adeguatamente attrezzate, rispetto alle esigenze dei pazienti di entrambi i reparti.

L’AIL Sezione locale, però, non concorda del tutto con questa scelta, poiché al momento, come ha dichiarato la presidente Patrizia Casarotti, anche ai microfoni di “Non è l’arena” - trasmissione La7, presso la D’Amore non ci sono camere sterili, né un’equipe di rianimazione dedicata ai pazienti ematologici. “C’è chi, affetto da leucemia, aspetta di fare il trapianto e, al momento, non sa quando sarà possibile sottoporsi all’intervento. Non si può pensare di mettere le malattie in attesa”.

Occorre anche fare un po' di chiarezza: conosciamo tutti le cause che hanno determinato, negli ultimi anni, disfunzioni e disagi, negli ospedali e negli ambulatori, e liste d’attesa chilometriche per l’accesso agli esami diagnostici.

A volte i pazienti con patologie importanti e anche meno importanti (non scriviamo nulla di nuovo), sono stati costretti a viaggi fuori regione, sopportando, con le loro famiglie, spese non indifferenti.

I tagli, effettuati negli anni, da parte del Ministero della Salute, il piano di riordino ospedaliero di qualche anno fa che ha chiuso reparti e Pronto Soccorso, in tutta la Puglia, non potevano non avere conseguenze. I cittadini ne facevano già le spese da tempo. La diffusione del contagio da Coronavirus ha esacerbato i problemi già esistenti, travolgendo qualsiasi comparto all’interno della Sanità. Ecco sotto gli occhi di tutti le situazioni, ora moltiplicate all’ennesima potenza, che quei tagli alla spesa hanno generato.

Ovunque in Italia, e ancor più al Sud. Certo sarebbe stato comunque complicatissimo gestire l’onda della pandemia, ma forse lo si sarebbe potuto fare con qualche mezzo in più e presumibilmente si sarebbero ammalati meno medici, meno persone. Ci sarebbero stati meno disagi per gli altri pazienti. Forse. Di sicuro, quando il Paese sarà fuori da questa drammatica fase, le istituzioni italiane dovranno ripensare l’intero sistema sanitario. E non solo quello. 

L’AIL nel frattempo, ben consapevole della necessità di far fronte all’emergenza Covid e solidale nei confronti delle persone che hanno contratto il virus e delle loro famiglie, confida che presto, anzi prestissimo (non c’è da perdere una sola ora), il quartiere operatorio della D’Amore abbia camere sterili o che si trovi una soluzione alternativa per tutti i pazienti ematologici con maggiori criticità, persone che aspettano di fare il trapianto e non solo loro. 

 

 

Diventa donatore

Orario sede

Lunedì

09.00 - 13.00

Martedì

09.00 - 13.00

Mercoledì

09.00 - 13.00

Giovedì

09.00 - 13.00

Venerdì

09.00 - 13.00

Facebook FanBox