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AIL sezione di Taranto

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L’AIL dà una mano alla telemedicina

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Telemedicina AILLa telemedicina è uno strumento ancora poco usato, ma fondamentale, soprattutto nei momenti critici, come quello attualmente segnato dalla pandemia. Le curve epidemiologiche in Italia stanno lentamente aprendo spazi di cauto ottimismo, tuttavia occorre essere vigili.

La riapertura di tutti gli esercizi commerciali, degli stabilimenti balneari (in Puglia a partire dal 25 maggio) e la possibilità di spostarsi non solo all’interno della propria regione, ma di viaggiare anche all’estero, a partire da giugno, sono passi che riportano ad una ordinarietà a lungo sperata. Al tempo stesso si tratta di libertà ritrovate che devono indurre cautela. Possiamo uscire, senza limitazioni di sorta, ma indossando sempre la mascherina e rispettando le distanze sociali. 

Molti reparti ospedalieri sono tornati in attività, regolarmente, per quel che concerne esami di controllo e diagnostica; tuttavia le criticità non mancano. Se già il nostro sistema sanitario ne era afflitto, al momento ne è assediato. 

In questo contesto, la telemedicina può fare molto, almeno in quelle situazioni che non richiedono l’incontro fisico tra paziente e medico. La sezione provinciale AIL di Taranto, durante la fase acuta della pandemia, ha dovuto fare delle scelte, come chiunque, come qualunque ente o associazione. Il servizio di assistenza domiciliare non è mai stato interrotto, grazie all’impegno dell’equipe multidisciplinare, al loro coraggio, alla collaborazione dei pazienti, agli aiuti dei donatori, alcuni dei quali hanno acquistato mascherine, guanti e disinfettanti per donarli all’associazione. 

Al tempo stesso, considerati i notevoli disagi nell’offrire il servizio, il rischio che volontari e pazienti correvano, incontrandosi, seppure con tutte le cautele del caso, per molti pazienti, l’Ail ha scelto l’assistenza a distanza. Non esattamente telemedicina, ma quasi. I volontari hanno monitorato quotidianamente quei malati per i quali la presenza fisica a domicilio comportava più rischi che vantaggi, non era strettamente necessaria. I volontari hanno formato anche i familiari a svolgere semplici operazioni come le medicazioni e altro. In questo modo si è potuto garantire sostegno a centinaia di pazienti ematologici e alle loro famiglie. 

L’esempio di Taranto non è isolato. È notizia di qualche giorno fa che l’AIL di Livorno ha donato al reparto di Oncoematologia dell’ospedale della città toscana, strumenti informatici utili per mettere in contatto medici e pazienti. In questo modo il personale sanitario potrà effettuare teleconsulti e visite a domicilio, per via esclusivamente telematica, non lasciando indietro nessun paziente. Che si chiami telemedicina o smartworking sanitario, il Covid-19 ha reso evidente quella che era già una necessità, per tutte le strutture sanitarie. 

Le donazioni in favore dell’AIL servono anche a questo. A far fiorire le idee e a metterle in pratica. Sempre per il bene di chi affronta una patologia del sangue. Donare fa bene a chi dona e a chi riceve, mai dimenticarlo!

Chiamate la sede Ail di Taranto, allo 0994533289, un volontario vi spiegherà cosa fare per dare una mano all’associazione. 

 

 

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