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La ricerca ematologica utile contro il Covid

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SperimentazioneEmatologiaCovid AIL

La ricerca scientifica in ambito ematologico favorisce anche gli studi sul Covid-19.

Il Ruxolinitib potrebbe rappresentare un ulteriore approccio terapeutico contro il nuovo Coronavirus. Lo dimostra il progetto Respire (REduce cytokine storm in acute reSPIratory DistREss), i cui dati sono appena stati pubblicati sulla rivista Leukemia. Una sperimentazione avviata dalla ASL Toscana Nord-Ovest; Enrico Capochiani, direttore della UOC (Unità Operativa Complessa) di Ematologia ha pensato di usare il farmaco, già utilizzato per i pazienti ematologici, per le persone colpite dal virus Sars-CoV-2. 

Sul sito della Fondazione GIMEMA è possibile leggere un’intervista a Monica Bocchia, responsabile dell’UOC di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Siena. La professoressa è responsabile, con Capochiani, della sperimentazione. 

I pazienti che finiscono in terapia intensiva necessitano della ventilazione meccanica, a causa di un’esagerata risposta al virus del loro sistema immunitario. Quando il coronavirus raggiunge i polmoni danneggia gruppi di cellule, ma è il sistema immunitario ad aggredire il polmone per eliminare il virus. Il farmaco che è stato somministrato ad alcuni malati di Covid rallenta gli effetti di quella che viene definita “tempesta immunitaria”.

I pazienti affetti dalle forme più gravi di polmonite bilaterale, conseguenza del virus, non riescono a respirare perché i polmoni sono occupati dalle cellule immunitarie, negli spazi utili all’ossigeno per arrivare al sangue. I pazienti coinvolti nella sperimentazione con il Ruxolinitib sono 18 ed hanno un’età compresa tra i 28 e gli 86 anni.

Alla terapia hanno risposto positivamente 16 malati (che sono migliorati già nelle prime 48 ore successive alla somministrazione) su 18 e nessuno è morto per Covid.  

Uno studio, dunque, che apre la via ad altre ricerche. Ecco perché è importante sostenere le sperimentazioni scientifiche. Possiamo farlo attraverso l’AIL. Aiuteremo non solo le persone colpite da una malattia del sangue, supporteremo anche altri studi.

La scienza non prevede “camere separate”. Farmaci nati dalla ricerca avviata per determinate patologie possono rivelarsi utili per altre malattie, migliorandone gli approcci terapeutici. 

Doniamo! Facciamolo per noi. Per un futuro migliore, per una sanità più equa. Le modalità per sostenere l’AIL sono tante. Visitate il nostro sito o contattateci allo 099 4533289.

Oppure venite a trovarci in sede (Via Palmiro Togliatti, 23/B), sarà un modo per conoscersi e magari per avviare una bella collaborazione.

 

 

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