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AIL sezione di Taranto

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Leucemia linfoblastica acuta - Con le cellule Carcik 6 pazienti su 7 guariscono

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Buone notizie per chi è affetto da leucemia linfoblastica acuta. Le Carcik, cellule particolari perché ingegnerizzate, aiutano i pazienti adulti e quelli in età pediatrica a guarire. Tra i pazienti cui è stata somministrata la dose più elevata di questa terapia, sei su sette hanno superato completamente la malattia. 

A conferma di tali risultati uno studio clinico condotto in Italia, nei laboratori della Fondazione Tettamanti.

La ricerca è stata coordinata dal Centro di emato-oncologia pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la Mamma. Preziosa la collaborazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Investigation, una pubblicazione di alto livello che si occupa di ricerca biomedica avanzata. Fondato nel 1924, è il giornale della prestigiosa Società americana di sperimentazione clinica; gli articoli relativi alle ricerche in corso sono accessibili a chiunque gratuitamente, sin dal giorno della loro pubblicazione. 

Rispetto allo studio italiano sulla leucemia linfoblastica acuta, le Carcik sono praticamente delle Car-T ottenute dalle cellule del sistema immunitario di persone sane (che si offrono volontariamente per questo genere di sperimentazione). Una volta processate in laboratorio, cioè opportunamente modificate, esse sono in grado di riconoscere le cellule malate e neutralizzarle. 

I pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta hanno dunque un’arma in più per lottare e maggiori speranze di guarigione. Ancora un traguardo importantissimo per i ricercatori, impegnati quotidianamente nella lotta contro le malattie del sangue. Alimentare la ricerca scientifica è semplice, basta sostenere l’AIL, impegnata da oltre cinquant’anni (più di venticinque a Taranto) al fianco dei pazienti e degli scienziati. 

Chi può dia una mano, pensi a quanta gioia possa regalare sapere di aver contribuito ad una scoperta in ambito medico-scientifico; uno studio (le ricerche in itinere e in fase già avanzata sono innumerevoli) che sia in grado di aiutare le persone colpite da una patologia del sangue, di migliorare la qualità della loro vita, di riuscire a determinare remissioni complete della malattia. 

Sosteniamo l’AIL e saremo fondamentali per il futuro di tutti. Basta poco per renderlo migliore, se l’impegno è condiviso. Per informazioni sulle modalità di sostegno all’AIL, basta visitare la pagina dedicata, sul sito della Sezione locale dell’Associazione http://www.ail.taranto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=86&Itemid=86.

In alternativa, sul sito nazionale www.ail.it, è possibile esplorare le tante vie attraverso le quali donare. Per conoscere e sostenere le attività della Sezione provinciale dell’AIL, la cui sede è in via Palmiro Togliatti 23/B, il numero di telefono da comporre è il seguente:

099 4533289. I volontari di Taranto saranno lieti di fornire tutte le indicazioni utili per entrare a far parte della grande famiglia AIL.    

 

 

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