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Allarme veleno nel latte materno - Pagina 6

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Indice
Allarme veleno nel latte materno
L'inceneritore di Montale
Analisi su latte materno
I dati a Taranto
12 domande
Trasmettere vita o veleni?
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Trasmettere vita o veleni?
Non aver dato, almeno fino ad ora, il giusto risalto al fatto che il latte materno, nelle aree industrializzate, è pesantemente contaminato, non può essere casuale. Vien da pensare che l’aver trascurato questo problema sia il frutto di una rimozione dei problemi più scomodi e drammaticamente coinvolgenti, che vengono di fatto relegati in una sorta di “inconscio collettivo”. 
Riconoscere infatti l’esistenza di una pesante contaminazione del latte materno nelle aree industrializzate non può non comportare, di conseguenza, il riconoscere il fallimento di un modello di “sviluppo” di una società come l’attuale che non si è mai curata delle conseguenze delle proprie scelte e soprattutto delle ricadute su quella che dovrebbe essere al primo posto nei pensieri di una comunità civile, cioè l’infanzia. 
Se percepiamo appieno la gravità di aver inquinato fin anche il latte materno, non è più di consolazione sapere che determinati valori sono “nella media”.
Prendere coscienza del fatto che l’alimento più prezioso al mondo - che non esito a definire “sacro” - contenga ormai quantità elevate di sostanze pericolose e cancerogene, specie se proveniente da mamme residenti in territori industrializzati, è un argomento che non è mai emerso, con l’attenzione che merita, al grande pubblico e non può lasciare indifferente nessuno
Essere contaminati nella media o ammalati nella media o morti nella media non risparmia sofferenza e dolore e soprattutto non consola quando si prende consapevolezza che questa “media” è superiore a quanto sarebbe tollerabile o raccomandabile, non a causa di eventi ineluttabili, ma di scelte operate deliberatamente. Il proverbiale “mal comune” deve cessare di essere considerato “mezzo gaudio” e deve viceversa diventare lo stimolo ad unire le forze per trasformarlo in “bene comune”. 
Da tutto questo non può che conseguirne, specie per i medici e per tutti coloro che hanno responsabilità decisionali, l’impegno ad adottare immediate e concrete soluzioni, già oggi disponibili, che evitino in ogni modo la combustione di rifiuti e che portino alla completa inertizzazione dei materiali pericolosi.
Bisogna contemporaneamente agire e studiare: se da un lato il problema della contaminazione del latte materno va approfondito con rigore in tutti i suoi aspetti, dall’altro bisogna già da subito evitare di aggravarlo, bandendo pratiche assurde quali quelle dell’incenerimento dei rifiuti, di biomasse e quant’altro. 
Per nessuna donna al mondo può esser accettabile anche solo l’idea di trasmettere al bimbo a cui ha dato la Vita, attraverso il proprio latte, pericolosi veleni.
La consapevolezza che questo, purtroppo, è invece ciò che accade, non può non risvegliare le donne da un torpore durato già troppo a lungo, spingendole a riprendersi il diritto di trasmettere vita e non veleni alle proprie creature.