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Il futuro si chiama bonifica

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Il futuro si chiama bonifica
Conferenza dei Servizi ASL
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Il futuro di Taranto si chiama ‘Bonifica’. E’ questa “la prospettiva generale di sviluppo” sulla quale la Regione Puglia sta scommettendo con la volontà - dichiarata dal presidente Vendola alla Cittadella della Carità il 10 febbraio scorso – di “innalzare costantemente il livello dell’investimento in questo settore”. Un settore che vede impegnata, accanto all’amministrazione regionale, anche e in primo luogo l’Università degli Studi di Bari e le sue facoltà presenti sul territorio tarantino.

“La bonifica – ha sottolineato il Governatore della Regione - è anche una grande prospettiva economica” e riguarda non solo l’atmosfera ma anche il mare e il sottosuolo”.
Questa prospettiva vede anche, come è logico, il coinvolgimento dell’Arpa Puglia. Le sinergie sono assolutamente necessarie e indispensabili per potere ottenere risultati nella lotta contro il degrado ambientale.
“In un incontro fatto 3 anni e mezzo fa con il presidente dell’Ilva e il presidente della Regione dissi che mi sentivo un nano che si doveva confrontare con un gigante. E feci un esempio un po’ irriverente: come se la mafia siciliana potesse essere combattuta con la stazione dei carabinieri di Corleone. E’ evidente che questo è impossibile e che ci deve essere una sinergia fra chi è in prima linea e il potenziamento delle strutture”.  Così si è espresso, intervenendo al convegno del 10 febbraio, il responsabile dell’Arpa Puglia Giorgio Assennato che ha così proseguito: “In una realtà come questa è assolutamente necessaria una sinergia fra Arpa e Asl per essere all’altezza delle problematiche eccezionali ambiente-salute che questa comunità vive ”.
Per affrontare queste problematiche l’Arpa auspica la costituzione di un “Centro ambiente-salute Asl-Arpa, una sorta di laboratorio di sanità pubblica per riuscire ad avere qui le infrastrutture necessarie e cominciare a creare qui quella struttura integrata tecnico-scientifica fondamentale anche per alimentare la locale università” e iniziare a progettare quel progetto di sviluppo chiamato Bonifica cui aveva anche accennato il rettore dell’Università di Bari nel corso del convegno.
Un discorso che abbiamo approfondito col prof. Giorgio Assennato, che ricopre anche l’incarico di docente universitario nella facoltà di Medicina all’Università di Bari.
Prof. Assennato, come Lei ha lasciato intuire paragonandosi a un nano confronto a un gigante, ci troviamo di fronte a un’opera gigantesca nel connubio ambiente-salute. Ma un percorso è stato individuato. In fondo a questo percorso si intravede la via d’uscita, che ha il nome di ‘Bonifica’. Cosa concretamente bolle in pentola?
In una riunione di esperti, alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università, è stato deciso di identificare nelle complesse e varie problematiche della bonifica il centro unificante del polo scientifico-tecnologico che speriamo veda presto la luce, e che dovrà avere sede a Taranto. Nei compiti che il Polo è chiamato a svolgere, tutte le attività, tutte le matrici della bonifica saranno oggetto di studio e di proposte di soluzioni.
La bonifica può essere una opportunità di lavoro per Taranto?
Ovviamente sì. Poichè la bonifica è una cosa complessa, sia dal punto di vista della valutazione che dell’intervento, sarà evidentemente una attività che richiederà molta innovazione ma anche molta manodopera.
E’ possibile pensare a una bonifica compatibile con la presenza industriale o dobbiamo pensare che le industrie se ne devono andare per potere bonificare?
Non ha senso fare una bonifica se permangono condizioni intollerabili. Quindi è evidente che quello per cui ci stiamo battendo ora è definire l’eco-sostenibilità delle aziende attualmente presenti sul territorio. Passi avanti sono stati fatti, molti ancora se ne devono fare. Con l’Autorizzazione Integrata Ambientale ci aspettiamo soluzioni ai vari problemi ambientali posti da queste grandi aziende.
Possiamo sperare che questo progetto prenderà vita entro l’anno?
Questo delle bonifiche non credo poiché richiede una grossa infrastruttura edilizia a Paolo VI e quindi ci vorrà del tempo. Molto più semplice è invece la costituzione del ‘Centro Ambiente e salute’ che noi possiamo fare anche domani mattina all’ospedale Testa. Questo dipende soltanto dalle volontà dei soggetti interessati. Poi tutto il resto è possibile…


 

Periodico bimestrale di informazione socio-sanitaria e di approfondimento scientifico

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