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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

Doniamo mascherine e guanti all’AIL

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bambina-mascherina10In una situazione inedita come quella che il mondo intero sta attraversando è fondamentale fare appello allo spirito solidale che alberga in ognuno di noi. Ogni singola persona, a prescindere dal sesso e dell’età, può fare moltissimo per dare una mano agli altri. A volte lo si fa anche inconsapevolmente. Questo è invece il momento della consapevolezza, della responsabilità e della generosità.

La tutela delle persone più fragili, in un contesto del genere, è il pensiero costante dell’AIL. La rete associativa che copre tutto il territorio nazionale si è stretta, in questi giorni, ancor più attorno ai pazienti ematologici, alle loro esigenze. Nonostante non sia stato possibile distribuire in piazza le tradizionali Uova di cioccolato, i volontari hanno continuato a lavorare accanto ai malati. Sono state attivate delle raccolte fondi digitali (#iosonoarischio - https://bit.ly/2xAupzD), e tanti aiuti sono arrivati, nelle varie località italiane, da altre associazioni e da privati cittadini.

Anche la Sezione provinciale di Taranto dell’Associazione ha ricevuto numerose attestazioni di solidarietà. L’ultima in ordine di tempo, arriva da Maria Vittoria Colapietro, sociologa, impegnata in ambito formativo e volontaria presso il Consultorio Familiare “Agostino Gemelli”, in via Temenide.

“Credo che fare rete, in questo frangente, sia l’unico modo per raccogliere le esigenze del territorio, affinché possano essere soddisfatte, attraverso l’unione degli intenti e delle possibilità”. Il terzo settore visto come un’unica grande forza, in altre parole. Maria Vittoria Colaprietro sottolinea l’importanza dei piccoli gesti. “Il mare è fatto di gocce”. Come persona impegnata in ambito sociale sente la necessità di rivolgere un appello a tutti, attraverso i canali AIL. 

“Ho parlato della mia idea con i referenti dell’Associazione e abbiamo deciso di lanciare una campagna in favore degli operatori AIL e di conseguenza dei loro pazienti - spiega Maria Vittoria”.

I dispositivi di protezione individuali sono necessari per la prosecuzione delle attività dei volontari, di quelle svolte in corsia e del servizio di assistenza domiciliare. Colapietro, con la direzione AIL lancia dunque l’appello: donate prodotti sanitari, come guanti e mascherine, oppure denaro (anche piccole cifre) utile all’acquisto dei dispositivi di protezione. 

Il materiale che si intende donare all’AIL può essere consegnato agli operatori dell’Associazione, presso la sede in Via Palmiro Togliatti 23/B.

Altrimenti si può contattare il numero 099 4533289, per chiedere informazioni sulle altre modalità per far arrivare il proprio sostegno alla Sezione provinciale. 

Le somme raccolte verranno impiegate per l’acquisto di dispositivi di protezione individuali, senza i quali non sarebbe possibile continuare ad assistere i pazienti ematologici. Donate, donate, donate!

Anche una sola confezione di guanti o una piccola fornitura di mascherine potranno, con altre donazioni, fare la differenza.

Facciamo rete, singoli e associazioni. Insieme ma distanti, in favore dei pazienti ematologici. L’AIL vi ringrazia sin d’ora per la vostra generosità!

 

Il Coronavirus al Moscati e il trasferimento del reparto di Ematologia

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sello-urgente-rojo2L’emergenza Covid-19 ha travolto il sistema sanitario nazionale: da nord a sud gli ospedali hanno dovuto riorganizzare, adeguare, trasferire reparti per poter accogliere un numero sempre crescente di pazienti positivi al virus. 

È successo naturalmente anche a Taranto, dove l’ospedale oncologico “S. Giuseppe Moscati” è diventato la struttura di riferimento per i pazienti Covid di tutta la provincia. I reparti di Oncologia ed Ematologia del Moscati sono stati trasferiti presso strutture private, sia per far fronte all’emergenza, sia per tutelare i pazienti immunodepressi.

Come ha specificato una nota dell’ASL, si è preferito individuare due case di cura (Villa Verde, per i malati oncologici e D’Amore, per i pazienti ematologici) che non fossero troppo distanti dal Moscati, dove comunque sono rimaste “organizzazioni strutturali inamovibili”, quali la Radioterapia PET e il laboratorio di preparazione dei farmaci antiblastici. Le due strutture sono state scelte, si legge nella nota dell’Asl, perché adeguatamente attrezzate, rispetto alle esigenze dei pazienti di entrambi i reparti.

L’AIL Sezione locale, però, non concorda del tutto con questa scelta, poiché al momento, come ha dichiarato la presidente Patrizia Casarotti, anche ai microfoni di “Non è l’arena” - trasmissione La7, presso la D’Amore non ci sono camere sterili, né un’equipe di rianimazione dedicata ai pazienti ematologici. “C’è chi, affetto da leucemia, aspetta di fare il trapianto e, al momento, non sa quando sarà possibile sottoporsi all’intervento. Non si può pensare di mettere le malattie in attesa”.

Occorre anche fare un po' di chiarezza: conosciamo tutti le cause che hanno determinato, negli ultimi anni, disfunzioni e disagi, negli ospedali e negli ambulatori, e liste d’attesa chilometriche per l’accesso agli esami diagnostici.

A volte i pazienti con patologie importanti e anche meno importanti (non scriviamo nulla di nuovo), sono stati costretti a viaggi fuori regione, sopportando, con le loro famiglie, spese non indifferenti.

I tagli, effettuati negli anni, da parte del Ministero della Salute, il piano di riordino ospedaliero di qualche anno fa che ha chiuso reparti e Pronto Soccorso, in tutta la Puglia, non potevano non avere conseguenze. I cittadini ne facevano già le spese da tempo. La diffusione del contagio da Coronavirus ha esacerbato i problemi già esistenti, travolgendo qualsiasi comparto all’interno della Sanità. Ecco sotto gli occhi di tutti le situazioni, ora moltiplicate all’ennesima potenza, che quei tagli alla spesa hanno generato.

Ovunque in Italia, e ancor più al Sud. Certo sarebbe stato comunque complicatissimo gestire l’onda della pandemia, ma forse lo si sarebbe potuto fare con qualche mezzo in più e presumibilmente si sarebbero ammalati meno medici, meno persone. Ci sarebbero stati meno disagi per gli altri pazienti. Forse. Di sicuro, quando il Paese sarà fuori da questa drammatica fase, le istituzioni italiane dovranno ripensare l’intero sistema sanitario. E non solo quello. 

L’AIL nel frattempo, ben consapevole della necessità di far fronte all’emergenza Covid e solidale nei confronti delle persone che hanno contratto il virus e delle loro famiglie, confida che presto, anzi prestissimo (non c’è da perdere una sola ora), il quartiere operatorio della D’Amore abbia camere sterili o che si trovi una soluzione alternativa per tutti i pazienti ematologici con maggiori criticità, persone che aspettano di fare il trapianto e non solo loro. 

 

 

Mai interrompere le terapie, mai spezzare la solidarietà

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CovidmondoIl Coronavirus ha stravolto la vita dei singoli e delle comunità, ovunque nel mondo, cambiando la demografia di alcuni territori, stravolgendo i rapporti umani, quasi annullandoli. Almeno nelle forme classiche. Gravi le conseguenze, anche per chi non si ammala di Covid-19, ma deve lottare contro altre patologie. 

I pazienti ematologici, per esempio, i dializzati e chiunque abbia una malattia cronica e si trovi nella necessità di seguire terapie specifiche. L’AIL chiede una mano a tutti noi che abbiamo dimostrato sempre grande generosità nei confronti delle persone colpite dalle malattie onco-ematologiche. 

Chiede ora più che mai la vostra “presenza”, il sostegno indispensabile a proseguire attraverso percorsi intrapresi dall’Associazione decine di anni fa; il supporto e la solidarietà di cui i pazienti e le loro famiglie hanno necessità, in un momento critico come questo. Quando le risorse vengono a mancare, quando è impossibile portare avanti le attività di raccolta fondi nelle piazze e negli altri spazi pubblici. 

L’annullamento della Campagna Uova di Pasqua AIL 2020 non deve significare la sospensione dei gesti di solidarietà. AIL prosegue sulla strada dell’impegno, pur tra mille difficoltà (come il complicato reperimento dei dispositivi di protezione personale per gli operatori); non interrompe le attività di assistenza a domicilio, né tutte le altre.

Perché i pazienti ematologici, come tante altre persone, sono sicuramente più fragili psicologicamente e, in molti casi, anche fisicamente. Sono più preoccupati di altri di contrarre l’infezione e molti di loro non si sentono sicuri, quando si recano in ospedale per le terapie. 

Tuttavia, le terapie non devono essere interrotte, sarebbe un grave errore farlo. E l’aiuto che l’AIL offre, in questo senso, è importantissimo. Non è una certezza scientifica, ma secondo alcuni studi effettuati sui dati relativi alle precedenti epidemie di Coronavirus Sars e Mers, sviluppatesi in Cina, non ci sarebbero evidenze che l’infezione da Covid-19 possa essere più grave nelle persone immunodepresse. Una lunga nota in proposito è stata pubblicata sul magazine della Fondazione Umberto Veronesi. Non ci sono conferme al momento su questo dato. Quindi è necessario fare la massima attenzione, sempre. Adottare le precauzioni (guanti, mascherine, disinfettanti per le mani, etc.) per non dover rinunciare alle terapie.

In ogni caso, l’ipotesi fa ben sperare, soprattutto le persone che al momento sono considerate più esposte ai rischi che l’aggravarsi della malattia da Coronavirus comporta. 

Il messaggio resta: i pazienti hanno, come sempre e più di sempre, bisogno del vostro aiuto. AIL fa tanto per loro, per noi, da 50 anni. Non abbandoniamo le cure e non abbandoniamo l’Associazione. Nella provincia di Taranto sono centinaia le persone assistite dai volontari AIL. Non lasciamole sole

Doniamo

Per informazioni sulle modalità, chiama il numero della Sezione provinciale AIL (099 4533289) oppure apri il seguente link https://bit.ly/2xAupzD. Si tratta di una campagna digitale guidata dall’hashtag #iosonoarischio. 

Per sostenere l’Associazione locale, nell’acquisto di mascherine, occhiali protettivi e altri dispositivi di protezione individuale, Mister Sorriso ha lanciato inoltre una raccolta fondi. Per aderire basta cliccare sul link https://www.gofundme.com/f/ioticuroacasa?utm_source=customer&utm_medium=copy_link-tip&utm_campaign=p_cp+share-sheet&fbclid=IwAR3Le2c1fmGleMXDWJDWvnUiTmLgHYltXdYccaoQGI77T1fvvJl8dgv3WOE.

Insieme ma distanti possiamo farcela, possiamo continuare ad essere solidali.

 

La raccolta fondi di Mister Sorriso per AIL

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iorestoacasaL’emergenza internazionale di salute pubblica Covid-19 (così come l’Oms l’ha definita) ha messo in crisi anche l’AIL, che fatica non poco, in questi giorni, ad assicurare a tutti i pazienti ematologici di Taranto e provincia i propri servizi. Le cose non vanno diversamente nelle altre città italiane; l’interruzione della Campagna Uova di Pasqua AIL 2020, almeno nelle forme in cui l’abbiamo conosciuta finora, costituisce un ostacolo ulteriore per tutti gli operatori dell’Associazione. Meno fondi a disposizione mettono a rischio tutte le attività in corso, sia quelle in favore dei pazienti e delle loro famiglie, sia quelle eminentemente scientifiche, legate cioè alla ricerca.

Tuttavia, in questo momento non ci si può permettere di “rallentare”, perché le malattie onco-ematologiche naturalmente non si fermano.  

L’Associazione Mister Sorriso – Volontari della Gioia ha avviato una raccolta fondi, lanciando l’hashtag #ioticuroacasa. Un modo per supportare i medici volontari dell’AIL di Taranto, provvedendo ad acquistare dispositivi di protezione individuale, come le mascherine. Senza tali strumenti, l’AIL non potrebbe continuare a curare a domicilio i propri pazienti.

L’AIL segue centinaia di pazienti in tutta la provincia di Taranto, offrendo loro servizi diversi, tra i quali le trasfusioni, le cure terapeutiche, quelle palliative e il sostegno psicologico. Quest’ultimo è garantito anche ai familiari dei pazienti. 

Per sostenere l’Associazione, attraverso Mister Sorriso, il link da aprire è il seguentehttps://www.gofundme.com/f/ioticuroacasa?utm_source=customer&utm_medium=copy_link-tip&utm_campaign=p_cp+share-sheet&fbclid=IwAR3Le2c1fmGleMXDWJDWvnUiTmLgHYltXdYccaoQGI77T1fvvJl8dgv3WOE.

Nei suoi interventi a domicilio, l’AIL ha sempre messo la salute del paziente al primo posto; in seguito alla diffusione del Covid-19 le attenzioni degli operatori sono triplicate. I medici, gli infermieri, gli OSS e il fisioterapista, devono essere dotati di mascherine e di occhiali protettivi. Un costo ulteriore per la Sezione locale dell’Associazione, anche in termini di impegno. Come è noto non è semplice trovare i dispositivi, e tale ricerca sottrae tempo e risorse alle altre attività. 

L’AIL ha dovuto, considerata l’emergenza e la penuria di dispositivi di protezione, ridurre i suoi interventi, continuando a seguire (attraverso l’accesso domiciliare protetto) i pazienti per i quali le cure sono indifferibili, contingentando quindi l’uso degli strumenti. I pazienti con necessità meno stringenti vengono invece monitorati attraverso i mezzi di comunicazione, telefono in primis. Al contempo l’AIL sta “formando” i familiari di quelle persone in modo che l’assistenza non subisca interruzioni. 

Sostenete l’AIL, darete una mano alle persone più fragili, i malati onco-ematologici, immunodepressi e quindi più vulnerabili alle altre malattie. 

 

 
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