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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

Sostieni l’AIL con gli articoli per la scuola

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La scuola riapre a settembre, tra mille difficoltà e tante polemiche. Lo scorso anno scolastico è stato interrotto dall’esplosione della pandemia. Qualche giorno dopo lo shock emotivo causato dall’inatteso evento, i dirigenti scolastici e gli insegnanti di tutta Italia si sono organizzati perché le lezioni potessero riprendere. 

Milioni di studenti hanno scoperto la didattica a distanza. Sebbene non si sia rivelata sempre un’esperienza di successo, questa modalità di studio ha salvato l’anno scolastico 2019/2020. Mesi che resteranno nella memoria collettiva ed entreranno nei libri di storia. 

Chi affronta una malattia ematologica sa bene quanto le limitazioni possano essere difficili da gestire, quanto le criticità pratiche influiscano negativamente sull’andamento della patologia. Se si tratta di giovani pazienti, ragazzi che non hanno ancora completato gli studi, i limiti possono compromettere il loro futuro scolastico.

Per queste persone e per tutti coloro i quali ricevono una diagnosi “impegnativa”, AIL ha pensato ad una linea di gadget che in realtà sono molto più che semplici gadget. Prodotti per la scuola che consentiranno ai bambini e ai ragazzi ricoverati di continuare a studiare. 

Oggetti dal valore doppio: non solo utili per chi vorrà usarli, durante le attività scolastiche, ma anche preziosi per tutti noi. Per la platea infinita di donatori che l’AIL è felice di avere. Con un regalo solidale, quindi attraverso uno o più oggetti della linea scuola, si può non solo far felice un ragazzo o un amante degli articoli di cancelleria, ma anche sostenere l’associazione.

Per ogni Sezione locale una donazione significa linfa vitale per le attività svolte dai volontari AIL. A Taranto i contributi dei donatori, a prescindere dal canale attraverso il quale arrivano, servono a finanziare numerosi progetti. Intanto sostengono l’assistenza dei pazienti ematologici, in ospedale e a domicilio. Alimentano la ricerca scientifica e animano le idee dei coordinatori della Sezione provinciale; della presidente Patrizia Casarotti e dei suoi collaboratori. 

Scuola AILIn cantiere, ricordiamo, c’è sempre un corso per care giver e la possibilità di evitare al paziente ematologico di doversi recare in ospedale, per l’inserimento del PICC, il catetere venoso che consente una più agevole e sicura somministrazione delle terapie. 

Il covid ha rallentato il processo di realizzazione di alcuni di questi programmi, ma non ha fermato i progetti. Quanto all’articolo scolastico da regalare, che sarà utile a qualsiasi studente (non solo ai pazienti, ovviamente), c’è un’ampia gamma di oggetti tra i quali scegliere: dalle sacche ai maxi-quaderni, alle matite-evidenziatore, al set che comprende un blocco AIL e 12 matite colorate. Ci sono altre possibilità, rispetto al genere di donazione per la quale optare. Per vagliarle tutte è sufficiente aprire il seguente link https://shop.ail.it/linea-scuola.html. Sostieni l’AIL con un regalo solidale!

 

 

Genius Loci ci fa visitare l’AIL

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Genius Loci AIL

 

La ricerca scientifica trova espressione popolare nel Festival Genius Loci. Dove abita il genio. La forza naturale capace di generare nuovi mondi abita ovunque siano la curiosità, la voglia di partecipare, la solidarietà e creatività. Sono diversi i luoghi di Roma che fanno da location al ricco programma del Festival, ciascuno di questi luoghi è un punto di riferimento per chi fa ricerca per il bene comune. 

Se siete a Roma, non perdete questa rassegna di eventi; sono tutti gratuiti. C’è tempo fino al 2 agosto. Come sottolinea Laura Calderon, curatrice dell’iniziativa, quest’anno c’erano delle ragioni in più per organizzare questa somma di appuntamenti. “Genius Loci vuole far avvicinare le persone alla scienza attraverso un approccio multidisciplinare, mettendo insieme l’architettura, l’arte, la storia, il teatro, la fotografia e i nuovi linguaggi multimediali”. 

Il festival che è giunto alla sua terza edizione, propone questa volta un tema forse trascurato: l’ambientalismo scientifico. A tal proposito, sarà possibile il 31 luglio, previa prenotazione, visitare la sede della Fondazione GIMEMA e quella dell’AIL. Entrambe si trovano all’interno di due edifici che appartenevano ad una ex grande fabbrica romana, il Pastificio Pantanella. Si parte dal piazzale antistante l’AIL e si prosegue all’aperto, con una passeggiata negli spazi dell’ex pastificio. Saranno due le storie da ascoltare: quella di Michele Pantanella che, negli anni ’50, mise su il colosso della pasta, l’azienda (all’epoca) più grande d’Europa, e l’esperienza di Franco Mandelli. Il luminare che ha fondato Gimema, la Fondazione per la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche e l’AIL, l’associazione che tutti conosciamo, per le sue multiformi attività in favore dei pazienti ematologici. 

La ricerca è il cuore dell’AIL ed è fondamentale per tutti noi; perché in futuro le malattie del sangue possano essere sempre più curabili. Genius Loci pone la ricerca al centro del proprio programma. Nei giorni del Festival sarà infatti possibile visitare molti centri dove gli scienziati sperimentano e fanno ricerca. Tour guidati porteranno negli spazi dell’Agenzia Spaziale Italiana, del CNR e del Centro di Studi Enrico Fermi, per citarne alcuni. Per tutte le informazioni sugli eventi è possibile consultare il sito www.geniuslocifestival.it

Noi come sempre, sollecitiamo le donazioni in favore di chi è più fragile e della ricerca. Sostenerla non è semplice, c’è bisogno del contributo di ciascuno di noi. Nel momento in cui dovremo fare la dichiarazione dei redditi, fermiamoci un attimo a pensare. Proviamo a riflettere su quanto possiamo fare per promuovere la scienza, per migliorare il presente e cambiare il futuro delle terapie per le malattie del sangue.

Doniamo il 5x1000 all’AIL (C.F. 80102390582); con un semplice gesto avremo fatto tanto. #maipiùsognispezzati

 

 

Linfoma di Hodgkin. Radioterapia a volte evitabile

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LinfomaDiHodgkin AIL

Novità per i pazienti con linfoma di Hodgkin. Uno studio presentato al Convegno Annuale della European Association of Hematology (EHA) dimostra che nella maggior parte dei casi, nella fase iniziale della malattia e quando il paziente ha ricevuto una prognosi sfavorevole, la risposta alle cure è buona, con la sola chemioterapia. Quattro cicli di chemio, per l’esattezza. Questi pazienti, secondo la ricerca di fase 3 appena citata non necessiterebbero di radioterapia aggiuntiva. 

Per diversi anni invece l’approccio medico al linfoma di Hodgkin con fattori di rischio associati ad una prognosi sfavorevole, ha contemplato il ricorso ad una cura standard, con chemio e radio combinate. Sebbene i risultati del mix siano buoni, gli effetti collaterali a lungo termine della somministrazione della radio sui pazienti più giovani non tardano a farsi sentire. Talvolta può trattarsi di patologie molto gravi, come tumori maligni secondari o malattie che colpiscono il sistema cardiocircolatorio. Tutti gli studi portati avanti in questi anni miravano dunque ad eliminare questi rischi, considerata anche la giovane età (intorno ai 30 anni) in cui il linfoma di Hodgkin generalmente si manifesta. 

La ricerca sul linfoma con prognosi sfavorevole è un percorso internazionale randomizzato, coordinato dalla German Hodgkin Study Group e si è svolta tra il 2012 e il 2017. Per poterla realizzare è stato preso in considerazione un campione di 1100 pazienti, con un’età compresa tra i 18 e i 60 anni. Tutti con una nuova diagnosi di linfoma di Hodgkin. 

Lo studio ha centrato i suoi obiettivi, dimostrando inoltre quanto sia importante un esame come la PET, nell’orientare la decisione dei medici di sottoporre o meno i propri pazienti alla radioterapia, in combinazione con la chemio o ricorrere soltanto a quest’ultima. 

Nell’analisi “intention-to-treat” (intenzione al trattamento), i tassi di sopravvivenza globale a 5 anni sono risultati del 98,8% nei pazienti trattati in maniera standard (chemio + radio) e del 98,4% nel gruppo di persone per le quali è stata presa una decisione diversa, rispetto al percorso terapeutico, sulla base dei risultati della PET4. In altre parole, si è visto che i pazienti negativi alla PET4 hanno la possibilità di evitare la radioterapia, ottenendo gli stessi buoni risultati del trattamento standard. 

Si procede, attraverso questo genere di studi, sulla via delle cure personalizzate e di conseguenza più efficaci. L’anima della ricerca è proprio nella parola stessa. In medicina, ricerca vuol dire andare avanti, scoprire nuovi percorsi di cura, diversificare gli approcci per abbracciare il maggior numero possibile di pazienti. Il cuore della ricerca è invece nella generosità di chi la sostiene ogni giorno. Proprio come l’AIL - Sezione di Taranto fa da 26 anni. 

Per alimentare le attività di laboratorio, non si deve fare altro che supportare l’associazione. In questo periodo dell’anno, uno strumento potente che tutti abbiamo per farlo è il 5x1000. Scrivi il Codice Fiscale 80102390582 e dona il tuo 5x1000 all’AIL. #maipiùsognispezzati

 

 

Ritardi nelle diagnosi a causa del Covid; gli studi lo dimostrano

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bjh.15479.fpGli effetti indiretti del Covid sui pazienti colpiti da altre malattie cominciano ad emergere. Non che non si conoscessero già, nei mesi scorsi. In particolare, nella fase emergenziale della pandemia, nel nostro Paese (altrove l’emergenza si sta verificando mentre scriviamo) non è stato possibile assistere adeguatamente gli altri malati, per evidenti ragioni.

Anche Taranto ha avuto qualche problemama fortunatamente nessuna situazione ha superato la soglia di criticità definita, con qualche approssimazione, tollerabile. Almeno rispetto ai pazienti con malattie già conclamate. 

Invece su chi si è ammalato durante la pandemia e non a causa del nuovo coronavirus, oggi abbiamo anche degli studi che confermano quanto già si sapeva o era facile immaginare, sull’argomento. 

Un gruppo di ricercatori italiani ha pubblicato sul British Journal of Haematology l’analisi di alcuni casi di leucemia diagnosticati in ritardo, proprio a causa del Covid-19. 

Durante la fase dell’emergenza chi era già in cura - rileva lo studio – avrebbe ricevuto l’assistenza necessaria, seppure tra mille difficoltà. Diversamente, chi non aveva ancora una diagnosi in mano, sta pagando oggi pesanti conseguenze. Molti esami radiologici ed ematologici sono stati rinviati e continuano ad esserlo, soprattutto in alcuni distretti del Paese; ciò comporta un ritardo nelle diagnosi. 

Tutti sappiamo quanto sia importante la tempestività, nell’individuare le malattie alle loro prime manifestazioni. Il paziente che riceve una diagnosi per tempo ha sicuramente più chance di una persona che subisce rallentamenti e stop, nel percorso di indagine. 

Nel caso delle leucemie acute, l’inizio delle terapie deve avvenire il prima possibile, perché si tratta di patologie che tendono a peggiorare rapidamente, sviluppando disturbi anche gravi contemporaneamente. Lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista britannica vede tra i suoi autori Paolo De Fabritiis, direttore dell’unità di Ematologia dell’ospedale S. Eugenio di Roma ed è stato condotto prendendo in considerazione otto casi di iperleucocitosi, osservati tra marzo e aprile. 

Sono tutti risultati negativi al Covid, ma avevano sintomi che avrebbero dovuto condurli rapidamente verso un percorso di accertamento. Invece hanno aspettato da 21 a 45 giorni prima di rivolgersi al Pronto Soccorso. “In questi casi ha prevalso l’ansia per il covid sulla necessità di sottoporsi quanto prima ad esami specifici”. 

Un nuovo studio sarà avviato dallo stesso team di ricercatori, con il gruppo GIMEMA. Ricordiamo che l’Ail è in stretta connessione con la Fondazione per la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica contro le malattie ematologiche. 

Ora, più che mai, è fondamentale il contributo dei donatori, delle tante persone che credono nei valori che l’AIL rappresenta. 

Per favorire la ricerca scientifica, il sostegno all’AIL è la strada maestra. È sempre il momento giusto per donare. In questo momento, per esempio, si può offrire il proprio contributo con un gesto semplicissimo: donando il 5x1000 all’associazione fondata dal Professor Mandelli. Scrivi il codice fiscale 80102390582 nell’apposito spazio del modulo per la dichiarazione dei redditi e firma. Non costa nulla, ma vale tanto!

 
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