http://farmacia-senzaricetta.com/
CPanel

AIL sezione di Taranto

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size


Manifestazioni ed eventi

I numeri del volontariato e l’impegno AIL

E-mail Stampa PDF

volontariato

I volontari in Italia sono circa sei milioni. A rivelarlo è l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat). Si tratta di persone impegnate in ambiti diversi, che dedicano parte del loro tempo agli altri, in maniera continuativa.

La grande risorsa nascosta di questo paese è rappresentata dunque da un esercito silenzioso di persone. Non solo adulti, ma anche giovanissimi, secondo i dati diffusi dall’Associazione dei centri di servizio per il volontariato.

Sono molti gli studenti che scelgono di diventare cittadini attivi: soltanto lo scorso anno - come riporta una bella inchiesta del Corriere della Sera - sono stati realizzati, in classe e sul campo, ben 219 progetti ispirati a principi di solidarietà. 

Sempre secondo le statistiche, sono 126.000.000 le ore che i volontari spendono nell’arco di un mese, in favore degli altri.

Ci si pone inevitabilmente una domanda: cosa sarebbe questo paese senza il volontariato e il supporto che offre alle istituzioni? In occasione della cerimonia inaugurale di Padova “Capitale europea del Volontariato” 2020, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito questo slancio verso il prossimo indispensabile.

“Un patrimonio generato dalla comunità, che si riverbera sulla qualità delle nostre vite, a partire da coloro che si trovano in condizioni di bisogno o faticano a superare ostacoli che si frappongono all’esercizio dei loro diritti”. 

I volontari rappresentano il nucleo vitale di numerose associazioni, la colonna vertebrale di progetti importantissimi, alcuni dei quali legati alla ricerca scientifica e all’assistenza ai pazienti, negli ospedali e a domicilio. È il caso dell’AIL. L’associazione nata per volontà del compianto professor Franco Mandelli, grande ematologo e filantropo, può contare su una rete di oltre ventimila volontari che operano nelle 81 Sezioni provinciali, accanto ai principali Centri Ematologici italiani. 

La Sezione provinciale di Taranto raccoglie ogni anno un numero sempre maggiore di persone interessate a realizzare i vari progetti dell’AIL, a livello locale e nazionale. 

A muovere le attività che l’associazione porta avanti, in favore dei pazienti ematologici del territorio, da venticinque anni a questa parte, sentimenti di generosità e tanta capacità empatica. Una scelta individuale, quella che porta a spendersi per chi soffre, con riflessi importanti sulla comunità.

E se il volontariato fa bene alla salute di chi ne è destinatario è anche vero che esso, come avvalorato da numerosi studi scientifici, giova a chi ne diventa alfiere, aiutando gli altri. Scegli di essere un volontario AIL, sarai parte di una grande energia positiva.

Per avere informazioni puoi venire a trovarci in sede, in via Palmiro Togliatti n. 23/B oppure puoi telefonare allo 099 4533298. 

 

 

Torna lo sportello psicologico AIL

E-mail Stampa PDF

banner-principale-nemero-verde-2019

Padova è la Capitale europea del Volontariato 2020. Un modo per trasformare la città e tutto il Paese in un grande laboratorio dell’impegno civile, per lanciare idee, promuovere progetti che possano coinvolgere persone in una serie di attività in favore del prossimo; creare modelli e replicarli. 

L’AIL ha creato, nei suoi cinquant’anni di attività, prassi che si sono rapidamente consolidate nel tempo, dando vita ad una rete di solidarietà che si è allargata, anno dopo anno, fino a comprendere tutto il territorio nazionale. A Taranto la Sezione locale ha tagliato, la scorsa estate, il traguardo dei 25 anni. 

Un quarto di secolo sempre al fianco dei pazienti ematologici; ricco di esperienze diverse, che hanno coinvolto via via un numero sempre maggiore di volontari. Oggi le attività dell’AIL sul territorio sono tante: un’equipe multidisciplinare si occupa dell’assistenza domiciliare; un nutrito gruppo di volontari segue i pazienti in corsia, presso l’ospedale Moscati e altre persone dedicano il proprio tempo, cioè quanto di più prezioso hanno, agli ospiti di Casa Ail, che accoglie i pazienti fuori sede e le loro famiglie. 

Sono in cantiere dei nuovi progetti, lo abbiamo più volte sottolineato, tra i quali quello del PICC a domicilio. E la ricerca scientifica è sempre in primo piano, con AIL. 

Domani inoltre, torna il numero verde dello Sportello psicologico. Si può chiamare l’800.226524, per esprimere le ansie e le paure legate all’esperienza della malattia. Un’iniziativa che l’associazione porta avanti da anni, per sostenere e offrire un ascolto a chi si trova a dover affrontare un periodo così complicato come quello che la patologia ematologica impone.

L’AIL mette a disposizione di pazienti e caregiver questo servizio telefonico, attivo dalle 14 alle 17, ogni secondo mercoledì del mese. 

Domani 12 febbraio è possibile cogliere tale opportunità e parlare con la dottoressa Flora Gigli, psicologa clinica, psicoterapeuta e psiconcologa. Anche poche parole scambiate con la dottoressa possono aiutare a trovare la chiave giusta per affrontare una tappa difficile del percorso, un momento che sembra più complicato degli altri, o anche solo per trovare il coraggio di chiedere aiuto ad un professionista, magari scegliendo la persona “giusta” nella città in cui si risiede.

Mercoledì 19 febbraio, invece, sarà attivo il Numero Verde AIL problemi Ematologici. Sempre nella fascia oraria compresa tra le 14 e le 17 un ematologo risponde alle vostre domande per fornire informazioni sulle malattie, sui centri di cura e sui servizi che l’associazione svolge.

AIL è sempre al fianco dei pazienti e delle loro famiglie, sostenendo l’associazione, darete una mano a loro. 

 

Il volontariato fa bene alla salute

E-mail Stampa PDF

Banner AIL volontari V1

Dedicarsi agli altri fa bene alla salute; lo testimoniano numerose ricerche scientifiche.

Il volontariato tiene lontane patologie come la depressione e stimola la produzione di sostanze che riducono il rischio di ipertensione arteriosa. Compassione e gentilezza hanno delle ricadute importanti sull’esistenza di chi esprime tali sentimenti, attraverso attività rivolte al prossimo. Secondo gli studi condotti da David Richardson, ricercatore dell’Università del Wisconsin, i sentimenti “egoistici” hanno effetti benefici sulla salute molto meno duraturi di quelli che ci procuriamo quando diamo una mano agli altri. Ci emozioniamo per e con gli altri e questo conta più di tutto il resto. 

Suzanne Richards, dell’Università inglese di Exeter ha raccolto i risultati di una serie di ricerche sul tema, per confrontare i dati e trarre delle conclusioni. Anche il suo lavoro ha evidenziato che il volontariato fa bene all’umore e contribuisce alla salute mentale di chi lo fa, come anche alla forma fisica. Richiede infatti capacità di adattamento a situazioni diverse e non poco movimento. 

Eppure, in Italia il numero dei volontari non è così poi così alto: un sondaggio Doxa attesta che solo il 7% della popolazione svolge con costanza attività in favore degli altri. C’è addirittura chi guarda con sospetto le manifestazioni di generosità, nella convinzione che nascondano cattiva coscienza e ipocrisia. Nel mondo, invece, stando ai sondaggi effettuati dagli istituti di ricerca Doxa e Win (rete internazionale di società che si occupano di ricerche di mercato), una persona su quattro dedicherebbe il proprio tempo al bene altrui. 

Secondo questa classifica della generosità, i paesi in testa sarebbero il Paraguay e la Cina, seguiti da Australia, Sudafrica, India e dagli Stati Uniti D’America. Tassi piuttosto bassi di volontariato riguarderebbero invece la Corea del Sud e, come già evidenziato, l’Italia, ma anche l’Indonesia e il Giappone. 

Il nostro paese, dunque, ha bisogno di incrementare la percentuale delle persone dedite al volontariato. Le occasioni non mancano, naturalmente in nessun luogo del mondo, soprattutto in una fase storica complessa come quella attuale. Esistono delle piattaforme on line, per chi desidera avvicinarsi al mondo del volontariato, che consentono con un’iscrizione gratuita, di scegliere tra le tante associazioni in elenco, quella che si desidera sostenere.

A Taranto un microcosmo fatto di persone che si spendono quotidianamente per gli altri, negli ambiti più diversi, esprime una bella energia.

L’AIL Sezione provinciale fa parte di questa galassia di associazioni ed è al fianco dei pazienti ematologici e delle loro famiglie, ogni giorno. Al tempo stesso sostiene la ricerca scientifica.

Se vuoi far parte di questa grande famiglia, chiamaci (099 4533289) o vieni a trovarci in sede (Via Palmiro Togliatti, 23/B). Ti aspettiamo!

 

 

Come i tumori aggirano il sistema immunitario

E-mail Stampa PDF

cellula tumorale AIL

Il sistema immunitario è il “luogo” nel quale va cercata l’origine della malattia e, al tempo stesso, la fonte cui attingere per la cura della stessa. Si può semplificare con queste parole il risultato di una recente scoperta, condotta da un gruppo di studio tedesco della Leibniz University Hannover.

A coordinarlo l’italiana Teresa Carlomagno, il cui team ha lavorato in sinergia con Maja Banks-Khn e Wolfgang Schamel dell’Università di Friburgo. 

La ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Science Advances, evidenzia un dato importantissimo: utilizzando le difese del nostro organismo, i tumori sarebbero in grado di agire indisturbati.

Un paradosso? Non esattamente. Sulla superficie delle cellule T, oggetto di numerosi studi negli ultimi anni, si troverebbero due proteine che, loro malgrado, favorirebbero il cancro, anche se le cose non stanno esattamente in questi termini.

Se dovessimo fare un paragone letterario o cinematografico e trasformare l’organismo umano in un racconto dalle atmosfere noir, alle due proteine affideremmo il ruolo di inconsapevoli spie nemiche. In assenza di patologie, la Pd-1 e la Shp-2 (così sono codificate in ambito medico) entrano in gioco per fermare un’eccessiva reazione del sistema immunitario, per scongiurare cioè infiammazioni che non avrebbero ragione di essere. 

Una sorta di lucchetto a risposte immunitarie considerate esagerate. Un blocco che, invece, nel caso di alcuni tumori, gioca un ruolo decisivo nella proliferazione delle cellule cancerose, sulle quali evidentemente viene in questo modo inibito il controllo. 

Una strategia, quella del sistema immunitario, che alcune forme di cancro sfruttano per svilupparsi indisturbate. La scoperta apre la via a nuovi studi, allo scopo di perfezionare terapie già esistenti: quelle che mirano a scongiurare l’interazione tra tumori e proteina Pd-1.

Grazie a queste cure, il cancro non sarebbe più in grado di attivarle, il problema è che si tratta di percorsi terapeutici basati su anticorpi costosi e con effetti collaterali non da poco. “Scoprendo in che modo le due proteine interagiscano tra loro, sottolinea la dottoressa Carlomagno, abbiamo creato la base di conoscenza necessaria per sviluppare molecole che disturbino il legame di Pd-1 - Shp-2; molecole che potrebbero agire su un altro anello della catena, rispetto agli anticorpi in commercio".

Il ruolo dei ricercatori è fondamentale nella cura delle malattie del sangue e non solo di quelle; l’AIL riconosce questo valore da sempre e con le sue campagne di raccolta fondi alimenta studi come quello appena citato e contribuisce alla scoperta di fattori e processi che possono tradursi in cure e terapie anche per quelle malattie considerate a lungo inguaribili. Sostieni l’AIL e sosterrai la ricerca scientifica.  

 

 
Pagina 4 di 40

Diventa donatore

Orario sede

Lunedì

09.00 - 13.00

Martedì

09.00 - 13.00

Mercoledì

09.00 - 13.00

Giovedì

09.00 - 13.00

Venerdì

09.00 - 13.00

Facebook FanBox