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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

Cassandra combatte la leucemia con la musica

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Amici-cassandraSi chiama Cassandra ed è una talentuosa ventunenne che sogna di partecipare ad Amici, la nota trasmissione di Maria De Filippi. Ma i provini per accedere al talent non sono l’unica difficoltà che la ragazza deve affrontare. Cassandra ha di fronte a sè una sfida più grande: la lotta contro la leucemia. 

Antimo Capasso, l’infermiere che l’ha assistita in ospedale, durante le terapie, ha voluto realizzare un video, divenuto in poco tempo virale, con Cassandra che canta “If I ain’t got you”, canzone di Alicia Keys. Le sue condizioni di salute le avevano impedito di presentarsi all’audizione, per la quale aveva ricevuto una convocazione all’inizio di luglio. 

Ma la malattia non riesce a fermare i suoi sogni e così il provino per Amici parte dall’ospedale Cardarelli di Napoli, dove in quel momento Cassandra stava completando il secondo ciclo di chemioterapia, per raggiungere non solo la redazione della trasmissione, ma anche milioni di utenti delle piattaforme social. 

Come scrive l’infermiere Capasso, nella didascalia al video pubblicato su YouTube, “la vita e la bellezza vincono sempre”. Cassandra aveva già una bellissima voce, ora sta esprimendo una forza straordinaria e, con il video, ha inaspettatamente conquistato due milioni di fan. 

L’AIL, che la giovane donna ha voluto citare nel corso di un’intervista rilasciata ad Andrea Delogu, per La vita in diretta Estate, è senza dubbio tra i suoi supporter più appassionati. La stessa passione che dà a Cassandra la determinazione giusta per combattere la leucemia. 

Circondata dall’affetto di tante persone e curata dai medici e dagli infermieri dell’ospedale Cardarelli, l’energica paziente non perde mai il sorriso e parlando dei volontari AIL, sottolinea il loro impegno quotidiano tra le corsie dei reparti onco-ematologici di tutta Italia. Un sostegno fondamentale per riuscire a sconfiggere la malattia.

La giovane cantante rappresenta perfettamente il claim dell’associazione #maipiùsognispezzati ed è un simbolo per tante persone che, come lei, attraversano un momento difficile. 

A Taranto l’AIL è attiva più che mai, pur nelle difficoltà legate al covid; è sempre al fianco dei malati ematologici, in ospedale e a casa, e alimenta instancabilmente la ricerca scientifica sulle malattie del sangue. L’AIL porta avanti la sua missione grazie ai tanti donatori che la supportano, grazie alle persone sensibili e generose, vicine ai valori dell’associazione fondata dal professor Mandelli. La solidarietà è una grande ricchezza, per chi la esprime e per chi la riceve. 

Sostenendo l’AIL puoi aiutare persone come Cassandra, puoi salvare tante vite. Dona il tuo 5x1000 all’associazione

(Codice Fiscale: 80102390582). #Maipiùsognispezzati.

 

 

Dona il sangue, dona EMOzioni

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AIL-5x1000 Stories-ASTRONAUTA-v5C’è bisogno di te! C’è bisogno della tua generosità! Ne hanno estrema necessità i pazienti affetti da leucemia, quelli che hanno subito un trapianto, coloro i quali devono fare i conti con la microcitemia e tante altre persone costrette a fare trasfusioni di sangue, periodicamente oppure occasionalmente.

In estate le donazioni diminuiscono e i timori legati alla diffusione, seppure in questo momento sotto controllo, del coronavirus, contribuiscono a peggiorare la situazione. Per queste ragioni, qualche giorno fa, è partita la campagna della Regione Puglia “Dona EMOzioni”.

Un appello rivolto principalmente ai giovani, attraverso un video di 35 secondi con Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negroamaro. 

Le strutture sanitarie della regione rispettano naturalmente gli standard di sicurezza imposti dalla pandemia. Come si legge anche sul sito dell’Asl di Taranto, le postazioni per la donazione del sangue sono state collocate alla giusta distanza le une dalle altre, non c’è possibilità di assembramenti e gli operatori sanitari sono dotati ovviamente di dispositivi di sicurezza individuale. Non ci sono motivi dunque di avere timore di contrarre il virus. 

L’AIL sostiene la campagna, attraverso i suoi canali di informazione. I pazienti onco-ematologici che i volontari dell’associazione assistono, in ospedale o a domicilio, hanno spesso bisogno di trasfusioni. 

Non occorre avere requisiti speciali per donare il sangue, se non quello della sensibilità. Si può donare quasi a tutte le età: il range va dai 18 ai 70 anni.

Il peso corporeo del donatore non deve essere inferiore ai 50 chilogrammi. Ed è inoltre necessario non aver assunto farmaci antinfiammatori nei sette giorni precedenti la donazione, antibiotici e antistaminici nelle ultime due settimane prima della stessa. 

Perché le operazioni sanitarie siano più rapide, è preferibile, anzi è obbligatorio prenotare, anche per evitare disagi e attese inutili. Gli operatori che rispondono alla chiamata potrebbero rivolgere qualche domanda al potenziale donatore, semplicemente per fare una prima valutazione circa il suo stato di salute.

Per consultare l’elenco dei centri emo-trasfusionali ai quali rivolgersi, basta visitare la pagina dedicata sul sito dell’Asl di Taranto (https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/news-in-primo-piano_det/-/journal_content/56/36057/dona-il-sangue-dona-emozioni). 

Si tratta di quattro ospedali del capoluogo jonico: il SS. Annunziata; la struttura di Castellaneta; quella di Martina Franca e l’ospedale di Manduria. Sempre sulla stessa pagina Asl compaiono orari e numeri di telefono da contattare per fissare l’appuntamento. Donare il sangue significa donare EMOzioni! 

 

 

L’AIL, la ricerca e le nuove cure

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sangue-responsabile-civileQuando si parla di AIL si parla di 81 Sezioni provinciali dell’associazione italiana fondata dal professor Mandelli contro le leucemie, i linfomi e i mielomi. A Taranto l’Ail è attiva da 26 anni ed è stata una delle prime ad avviare il servizio di assistenza a domicilio. 

Sono solo 42 le province in cui questo genere di supporto è garantito ai pazienti ematologici e alle loro famiglie. Le Case di Accoglienza, che invece si trovano nei pressi dei maggiori Centri di Ematologia italiani sono gestite in 34 Sezioni su 81. Anche in questo caso, l’associazione tarantina è una delle 34 che garantiscono ospitalità a chi viene a curarsi presso il reparto di Ematologia dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto. I pazienti che vengono da altre province, da altre regioni, per affrontare percorsi di cura anche lunghi trovano, presso le residenze Ail, un sostegno importantissimo.

Quanto alla ricerca scientifica, in un anno l’associazione ha potuto destinare a questo ambito più di 9 milioni di euro. 

Tutto ciò è possibile grazie alle donazioni, grazie a chi crede nei valori Ail, in primis quello della solidarietà. Servizi e attività in favore dei pazienti ematologici sono possibili, ogni anno, grazie all’impegno di tanti volontari, sostenuti dalle donazioni. Piccole o grandi; ciascuna di esse è fondamentale per la prosecuzione della missione Ail. Per questo, chiediamo a quanti non abbiano ancora deciso a chi destinare il 5x1000, di pensare all’Ail.

Di guardare lontano, alimentando la ricerca che rende possibile un numero sempre più alto di guarigioni. Pensiamo agli altri, ma pensiamo anche a noi. Alle possibilità di cura, di diagnosi puntuali, che crescono, seguendo il ritmo delle donazioni. Perché, come abbiamo scritto tante volte, gli altri siamo noi. 

Le notizie che arrivano dai reparti di Ematologia di tutta l’Italia sono ogni giorno sempre più sorprendenti e incoraggianti. Quello che un tempo sembrava impossibile, oggi è realtà. Esistono rimedi e cure, grazie alle sperimentazioni continue e al coraggio dei medici, anche per i casi più difficili. Pensiamo, per esempio, al paziente testimone di Geova con una rara forma di malattia linfoproliferativa cronica.

L’uomo è stato curato con tecniche “bloodless”, riferiscono le agenzie di stampa, presso il policlinico di Modena. Il suo ricovero è avvenuto in piena pandemia, la sua situazione era molto critica; oggi, a distanza di due mesi dal suo ingresso in ospedale, il paziente sta bene e secondo i medici che lo hanno in cura sarebbe persino in grado di tornare al lavoro. Sicuramente potrà proseguire le terapie con maggiore serenità. La scienza è riuscita a trovare una via per curarlo, nonostante il divieto della sua religione di fare ricorso alle trasfusioni di sangue. Ecco cosa significa sperimentare, fare ricerca. 

Dona il tuo 5x1000 all’AIL.

Scrivi il Codice Fiscale dell’Associazione 80102390582 e firma.

Farai del bene agli altri e a te stesso!

 

 

Covid e malattie ematologiche - Tavolo Tecnico Ministero Salute

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Pazienti onco-ematologici e pandemia. Un importante incontro sul tema, organizzato dal Ministero della Salute, si è tenuto lo scorso 6 luglio. Il Ministro Roberto Speranza ha riunito attorno ad un tavolo virtuale gli esperti in materia, per comprendere in che modo gestire i pazienti ematologici ed oncologici nella fase che il Paese sta attraversando. 

L’emergenza sanitaria è stata affrontata con le misure che conosciamo, ma il virus continua a circolare e ciò dovrebbe suggerire a tutti i cittadini la massima cautela. È necessario inoltre rivolgere la massima attenzione agli altri pazienti, a chi segue delle terapie oncologiche o percorsi di diagnosi, a chi ha problemi cardiovascolari o di altro genere. 

Gli esperti contattati dal Ministro hanno invitato le associazioni dei pazienti onco-ematologici ad un webinar (incontro formativo a distanza) in cui sono state discusse “le linee guida” da proporre a pazienti e medici nella fase attuale della pandemia. All’evento ha partecipato, tra gli altri, anche il presidente dell’AIL, Sergio Amadori. 

Si è cercato di tracciare la strada che d’ora in avanti si dovrà seguire (personale medico; pazienti e associazioni) per scongiurare il più possibile il rischio di contagio da coronavirus, per i pazienti onco-ematologici; sono state vagliate anche le buone pratiche finora messe in atto nelle diverse regioni italiane, da replicare, perché possano diventare veri e propri modelli. 

In previsione di una seconda ondata autunnale, al momento solo un’eventualità, non certo una certezza, occorre non farsi cogliere impreparati. La prima misura da attuare riguarda le persone che risultassero positive, dopo un tampone, all’interno di un reparto ospedaliero (come del resto è già accaduto proprio in questi giorni). La procedura corretta prevede l’isolamento e il contenimento del contagio, attraverso il tracciamento dei contatti della persona risultata infetta.  

Il tavolo tecnico convocato dal Ministro della Salute ha inteso soprattutto individuare gli iter necessari a garantire la tutela dei pazienti ematologici ed oncologici, la prosecuzione delle terapie e il recupero dei percorsi di diagnosi e terapia che non sono stati completati perché travolti dall’onda del virus. 

Come tutti gli intervenuti hanno sottolineato, sono necessarie strategie nuove per evitare che il Sistema Sanitario Nazionale non debba nuovamente affrontare una crisi come quella già vissuta.

Da più parti è stata invocata una differente organizzazione dei servizi, soprattutto di quelli relativi a certe patologie. Per leggere il Vademecum frutto della discussione è sufficiente aprire il seguente file http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_4911_0_file.pdf, pubblicato sul sito AIL.

 

Intanto continuiamo a donare!

Tra bracciali Marea, donazioni libere e 5x1000 (Codice Fiscale da inserire nella dichiarazione dei redditi: 80102390582), le modalità per sostenere l’AIL sono tante. Taranto e l’Italia intera hanno dimostrato tanta solidarietà durante l’emergenza sanitaria.

Continuiamo così! 

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