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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

Dall’Ail un augurio speciale per il 2020

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buonanno 01Aspettando il 2020 l’AIL prosegue, instancabilmente, la sua attività. Sempre al fianco dei pazienti ematologici, nel reparto dell’ospedale “S. Giuseppe Moscati” di Taranto, guidato dal dottor Patrizio Mazza e a domicilio. 

Curando non soltanto il corpo, ma anche la mente di chi affronta una malattia “complessa”. Anche le famiglie dei pazienti ricevono sostegno, soprattutto psicologico, da parte dell’AIL e, a breve (si spera nel minor tempo possibile), tra i servizi che la Sezione Provinciale è in grado di offrire (senza dimenticare il valore dell’accoglienza rappresentato da Casa AIL, rispetto a chi viene a curarsi a Taranto da altre regioni), anche l’applicazione del PICC a domicilio. Sui tempi non si possono ancora fare previsioni, ma i fondi raccolti negli ultimi dodici mesi e non solo, lasciano sperare che presto il progetto trovi realizzazione. 

Chi ci segue abitualmente sa di cosa parliamo; per tutti gli altri il PICC è un catetere venoso che viene inserito nel braccio e può restare in sede fino a sei mesi. Consente la somministrazione dei farmaci e delle terapie, senza danneggiare i vasi sanguigni. 

Anche questi strumenti migliorano la qualità della vita dei pazienti e come i nuovi percorsi di cura, i nuovi farmaci, anche questi dispositivi sono il frutto dell’attenzione e del lavoro che i ricercatori portano avanti ogni giorno. Nei laboratori presenti nelle diverse regioni d’Italia e in quelli con sede all’estero. Un lavoro meticoloso, complesso e di grandissima responsabilità, reso possibile anche dalle donazioni che l’AIL riceve. 

La Sezione Provinciale di Taranto ha raccolto dei grandi risultati nel corso del 2019; è cresciuto anche il numero delle persone che si sono avvicinate all’associazione, sostenendone, in vari modi, le attività. 

Il 2019 è quasi alle nostre spalle e l’AIL vuole indirizzare un ringraziamento speciale ai volontari e ai donatori, grazie ai quali i pazienti affrontano le patologie con maggiori strumenti, materiali e psicologici, con maggiore coraggio.

E, tornando alla ricerca, il 2019 segna un momento importante per l’ospedale Moscati, in particolare per il suo reparto di Ematologia. Sono infatti in corso le procedure per l’accreditamento della struttura, relativamente alla possibilità di somministrare le terapie di ultimissima generazione CAR-T. Un acronimo che sta Chimeric Antigen Receptor T. La frontiera più avanzata nella lotta contro alcuni tumori. L’Asl di Taranto spera che questa terapia possa approdare al Moscati nei primi mesi del nuovo anno. Ail se lo augura, per tutti quei pazienti per i quali la CAR-T dovesse risultare necessaria. Come si augura di vedere potenziate le strutture mediche e i servizi della sanità pubblica, in una città che ne ha evidentemente bisogno.

L’augurio più importante che la Sezione Provinciale vuole esprimere, attraverso queste righe, riguarda la possibilità, nel 2020, di vedere diminuire il numero delle persone colpite dalle patologie (con particolare riferimento a quelle oncologiche), al contempo di veder crescere quello dei pazienti che tornano a sorridere, dopo aver sconfitto la malattia. Tutto ciò è possibile. Grazie a voi. Alla vostra solidarietà, al contributo che vorrete offrire all’AIL.

Buon 2020 a tutti!

 

 

AIL augura a tutti voi un sereno Natale

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2019 0409 Locandina Venchi AILCi siamo! Poche ore ci separano dal Natale. Nelle case decorate a tema, per le vie illuminate a festa, nei negozi e nei supermercati è tutt’un crepitio di gesti, sorrisi, strette di mano. Mancano gli ultimi dettagli: l’ultimo pacco dono da confezionare; l’ultimo dolce da infornare; l’elemento che renderà la tavola speciale agli occhi degli ospiti. 

L’aspetto scenografico di questa festa ha certo un ruolo importante, perché attraverso la “forma” si celebra la “sostanza”. O almeno così dovrebbe essere. L’AIL Sezione Provinciale vuole augurare a tutti voi un sereno Natale. Con la preghiera di riservare un pensiero speciale a chi soffre, a chi affronta una malattia. Il 25 dicembre è l’occasione adatta per aprirsi agli altri e donare un po' di sé. 

I valori che l’AIL promuove, attraverso numerose attività in favore dei pazienti ematologici e della ricerca scientifica, viaggiano tutti nella direzione della solidarietà, della condivisione e dell’empatia. La capacità di donare un pezzettino di sé agli altri è una grande risorsa, per chi la esercita. 

Essere al fianco - e si può esserlo in tanti modi diversi - di una persona che lotta contro una malattia regala una prospettiva diversa, un approccio alla vita più consapevole, rende sicuramente migliori. La gioia che si prova nell’essere al fianco di chi è in un momento di bisogno, non ha eguali. Il Natale è la “stagione” migliore per provare a scoprire o riscoprire un benessere che non viene dal possesso di oggetti, ma dallo scambio di sguardi e di sorrisi con gli altri, da una carezza data, da un bacio ricevuto. Non è solo nel sostegno ai pazienti (a domicilio o tra le corsie del reparto di Ematologia dell’ospedale Moscati di Taranto), che si scopre di avere dentro di sé risorse inestimabili; è anche nel rapporto con gli altri volontari AIL e con i parenti delle persone malate. 

Attraverso l’AIL sono nati tanti legami, tra persone che mai avrebbero pensato di “riconoscersi”, legami che si sono consolidati nel tempo, alcuni dei quali si sono trasformati in amicizie; perché mentre si pensa di donare qualcosa, in realtà si sta ricevendo. E si sta ricevendo molto più di quel che si dona. 

A Natale, pensate a voi, rivolgendo un pensiero ad un paziente assistito dall’associazione, o che lo sarà in futuro. Grazie all’attività dei volontari Ail la qualità della vita dei pazienti è migliorata, mentre la ricerca scientifica ha compiuto enormi progressi. Molte malattie ritenute un tempo incurabili, oggi trovano, in alcuni casi, una remissione completa. 

Anche una piccola donazione può essere determinante, per salvare qualcuno. Si può contribuire in tanti modi diversi. E se avete dimenticato di comprare un regalo, avete ancora la possibilità di rimediare, scegliendo uno dei tanti gadget AIL, in cambio di un piccolo contributo.

Visitate il sito della Sezione Provinciale dell’associazione o il portale nazionale, per informazioni sulle modalità di sostegno all’AIL. In alternativa, potete contattare la sede di Taranto, in via Palmiro Togliatti 23, tel. 099 4533289.  

 

 

L’unione fa la forza: con AIL anche i bersaglieri

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Insieme si può riuscire a battere anche il più temibile dei nemici. La ricerca scientifica ha fatto passi da gigante; soltanto nell’ultimo decennio sono stati raggiunti risultati impensabili negli anni Ottanta. Un periodo, quest’ultimo, durante il quale ricevere una diagnosi di leucemia linfatica cronica, significava sentirsi condannati ad un infausto epilogo. 

La ricerca deve molto al contributo dei donatori che hanno creduto e continuano a credere nei valori che l’AIL rappresenta. E l’AIL a sua volta deve ringraziare, e lo fa costantemente, migliaia e migliaia di volontari che dedicano parte delle loro giornate agli altri. C’è chi assiste i pazienti a domicilio, chi lo fa presso i reparti di Ematologia degli ospedali italiani, sostenendo anche i familiari delle persone ammalate. Ci sono volontari che si prendono cura degli ospiti delle residenze AIL e altre persone che spendono il loro tempo nella promozione delle raccolte fondi organizzate tutto l’anno, nelle piazze d’Italia. 

L’unione fa la forza - recita un antico adagio – e l’Ail di Taranto “sperimenta questo concetto” continuamente. La Sezione Provinciale, che ha sede in via Palmiro Togliatti 23, è molto attiva su più fronti. Il lavoro della presidente Patrizia Casarotti e dei volontari da lei coordinati, riesce a raggiungere anche altre associazioni, non necessariamente operanti in ambito assistenziale-sanitario, ma sensibili alla causa AIL. Ed è così che si stringono delle alleanze umane che riservano grandi soddisfazioni. 

Recentemente l’AIL ha raccolto la vicinanza emotiva dei dipendenti della Ditta Perrone, autori di una generosa donazione. A loro l’associazione ha consegnato una targa, in segno di gratitudine. In occasione della consueta pettolata prenatalizia, organizzata presso il punto vendita Perrone, l’Ail ha potuto esporre le Stelle della solidarietà e raccogliere importanti contributi.

Anche il teatro si è mostrato sensibile nei confronti dei pazienti ematologici: la Compagnia Teatrale del Belvedere ha messo in scena, a fine novembre, una bella commedia dal titolo “Aggiungi un posto al diavolo”. Moltissimi gli spettatori del Tatà, in quella occasione, attratti anche dalla possibilità di dare una mano a chi soffre. Tutto il ricavato della serata è stato interamente devoluto alla Sezione Provinciale dell’associazione. 

Anche la partecipazione dell’AIL alla manifestazione “Le notti di Mnemosine” (il 19 e il 20 dicembre) diventa, grazie alla collaborazione con l’Associazione Itaca e con altri soggetti, un momento di solidarietà verso chi affronta la malattia e di sostegno alla ricerca. Anche i bersaglieri offrono il loro supporto, scendendo in campo, al fianco del paziente e a favore della ricerca. L’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB) ha collaborato alla promozione della campagna Stelle di Natale, mettendo a disposizione, in alcune città italiane, i propri volontari. Un aiuto che l’ANB garantirà per tutto il 2020 e su tutto il territorio nazionale. L’unione fa la forza!

 

 

AIL: vicinanza emotiva e sostegno materiale

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Intervista con Anna Capone, ospite di Casa AIL

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La campagna AIL Stelle di Natale ha incontrato anche quest’anno il favore dei cittadini di Taranto, giunti nelle piazze per dare un prezioso contributo all’associazione. Una parte dei fondi raccolti nei giorni 6, 7 e 8 dicembre andrà a sostenere, tra le altre attività, anche l’impegno dei volontari presso la Residenza AIL. 

Le Case AIL sono luoghi messi a disposizione dei pazienti ematologici e dei loro familiari, affinchè l’impatto della malattia sulla loro quotidianità possa essere meno drammatico. Spesso il paziente è costretto a spostarsi dal luogo in cui vive, per recarsi nelle città dove hanno sede i Centri di Ematologia altamente specializzati. Le Residenze AIL rappresentano un supporto materiale per le famiglie dei pazienti, da un lato e, dall’altro, contribuiscono a contenere la spesa sanitaria pubblica, evitando alle persone malate, periodi di ospedalizzazione troppo lunghi. Inoltre, i pazienti sottoposti a trapianto e in seguito ospitati nelle residenze AIL sono meno colpiti (stando alle statistiche), rispetto alle persone ospedalizzate, dalle infezioni post-intervento. 

In Puglia esistono residenze AIL a Bari, a Foggia e a Taranto. Nel capoluogo jonico Casa AIL ha sede in via Palmiro Togliatti, 23, a 600 metri circa dall’ospedale oncologico “S. G. Moscati”. I posti letto disponibili in residenza sono sei e gli ospiti possono utilizzare questi alloggi per tutto il tempo necessario alle cure del paziente.

Abbiamo parlato con Anna Capone, moglie di Gennaro, il quale attualmente segue un percorso di chemioterapia “a doppio binario”, presso il reparto di Ematologia del Moscati. Anna e Gennaro sono ospiti di Casa AIL, con il loro bimbo di 12 mesi e la mamma di lui, che alterna la sua presenza a quella di altri parenti. 

Da quanto tempo siete a Taranto, in Casa AIL?

Siamo qui dal 27 settembre, per via della malattia di mio marito: una leucemia linfoblastica acuta. Quando gli è stata diagnosticata, metabolizzare la notizia non è stato facile.  

Qual è la vostra città d’origine e perché vi siete rivolti al Centro Ematologico di Taranto?

Viviamo a Cancello ed Arnone, in provincia di Caserta. I medici delle strutture alle quali ci siamo rivolti in Campania, ci hanno suggerito di contattare l’ospedale Moscati di Taranto; sappiamo che si tratta di uno dei migliori Centri Ematologici al Sud. Per le cure è stato dunque necessario spostarsi in Puglia. 

Al vostro arrivo a Taranto, suo marito è stato ricoverato in ospedale, è così?

Inizialmente, per lui, è stato necessario un periodo in corsia di un mese e mezzo; Gennaro aveva valori del sangue che richiedevano un monitoraggio costante, da parte dei medici. 

Suo marito ha potuto contare sul sostegno di tutta la famiglia? 

Lo abbiamo accompagnato a Taranto, io, mia suocera e il nostro piccolo di 12 mesi. 

A questo punto, con Gennaro in ospedale, si è reso indispensabile, un aiuto esterno. Siete quindi entrati in contatto con l’AIL; cosa vi hanno proposto?

Ci hanno offerto, sin da subito, la loro assistenza: un alloggio a due passi dal Moscati, completamente gratuito; ci hanno procurato una culla e dei giocattoli per il bambino, e ci sono stati vicini emotivamente. Abbiamo ricevuto e continuiamo ad avere un’assistenza psicologica che ci aiuta ad affrontare con maggiore forza il momento difficile che attraversiamo. Per me è un grande conforto anche potermi affacciare alla finestra dell’alloggio AIL e vedere, di fronte a me, la sagoma del Moscati. Sento mio marito più vicino, in questo modo.

Quanti anni ha Gennaro? Al momento non è ricoverato, giusto?

Gennaro ha 41 anni, la sua malattia ha sconvolto la sua vita e quella di tutte le persone che gli vogliono bene. Abbiamo un lavoro precario entrambi e questo avvenimento rende tutto più difficile, dal punto di vista lavorativo. Non si è mai preparati ad affrontare tanto dolore, né i disagi che ne conseguono. Al momento lui non è più in ospedale, ma segue una terapia quotidiana, attraverso l’assunzione di una compressa, e al contempo si sottopone a cicli di chemioterapia, ogni 15 giorni. Per queste ragioni siamo ancora ospiti presso la Residenza AIL. In reparto ci è stata prospettata la possibilità di un trapianto, da eseguirsi più in là nel tempo. 

I medici hanno fatto previsioni sulla durata delle terapie e sul momento in cui potrebbero effettuare il trapianto?

No, dipende dalla risposta alle cure di ogni singolo paziente. Ma vorrei cogliere l’occasione per ringraziare, oltre ai volontari AIL che ci seguono costantemente - con noi sono meravigliosi - il reparto di Ematologia che ha in cura mio marito e, in particolare, il dottor Patrizio Mazza. Non avevo mai incontrato, prima d’ora un medico come lui; la sua professionalità, il suo lavoro raggiungono l’eccellenza. Relazionarsi con il dottor Mazza significa sentirsi confortati, in ogni momento. È una persona molto empatica, con un’umanità che è raro trovare in un professionista della sanità. In reparto riceviamo tutto quello di cui abbiamo bisogno, abbiamo un rapporto confidenziale con la maggior parte del personale. 

È la vostra prima volta a Taranto. C’è qualcosa che lei evita di fare, da quando è qui, perché magari la mette a disagio?

Da quando mio marito si è ammalato, tengo lontane quasi istintivamente tutte le cattive notizie, le altre fonti di sofferenza. È una sorta di autodifesa: il momento che stiamo attraversando è già abbastanza doloroso. Una patologia di questo genere mette a dura prova gli equilibri familiari. Oltre al bimbo di un anno, abbiamo anche una bambina che frequenta la scuola. La piccola è rimasta a Cancello ed Arnone, affidata alle cure dei parenti, non volevamo che interrompesse le lezioni. Ma dopo tutto questo tempo, la distanza è diventata insostenibile. 

A Natale starete insieme, spero

Sì, a Natale torneremo uniti, la bambina ci raggiungerà qui, a Taranto. Sarà un momento molto importante per la nostra famiglia, per Gennaro. Speriamo di vincere presto questa battaglia.  

 

 
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