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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

Uova di Pasqua AIL

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Conclusa anche quest’anno la tradizionale campagna dell’AIL che ha visto protagoniste le piazze italiane e le uova di cioccolato. 

Grandi i risultati dell’iniziativa a livello nazionale, e altrettanto importanti quelli registrati a Taranto. 
AIL esprime quindi un grazie
 particolare a tutti coloro i quali hanno manifestato, attraverso un gesto semplice ma carico di significati, la loro solidarietà nei confronti di chi è affetto da una malattia ematologica. 

Grazie a chi si è recato in piazza, nelle zone in cui erano stati allestiti gli stand con le uova pasquali, e grazie anche ai rivenditori (Bar Gelateria Pasticceria Trani, Bar Lombardia e Caseificio Vito Benedetto) che hanno accolto il tradizionale dolce nel proprio esercizio commerciale, dando un contributo importante alla sua distribuzione. 

Ci ha sostenuto, lungo questo periodo, anche l’Hospice San Bartolomeo, di Martina Franca

Ringraziamo anche loro e i loro ospiti e tutti voi che avete regalato le uova AIL ai vostri figli, ai parenti, agli amici. 
La risposta della città alla campagna nazionale, organizzata, come ogni anno, nel periodo della Pasqua, è una conferma dello spirito di una comunità sempre pronta a sostenere l’associazione. 


Il ringraziamento degli operatori e dei volontari AIL si estende a tutta la provincia del capoluogo jonico, nessuno è mancato all’appello. Ognuno ha contribuito a tenere alta la bandiera della solidarietà. 

La raccolta, circa 5000 uova di cioccolato distribuite in cambio di un piccolo contributo all’associazione, testimonia la bontà dell’impegno AIL contro malattie come le leucemie, i linfomi e i mielomi. 
La dedizione dei volontari, l’entusiasmo dei sostenitori e il sollievo dei pazienti che vivono il momento della malattia con meno angoscia, anche grazie ai nostri interventi, sono il motore che spinge l’associazione a proseguire nella sua attività. 


Tre giornate nelle piazze di Taranto e provincia dedicate alla distribuzione delle coloratissime uova di cioccolato pasquali significano soprattutto fondi utili a sostenere la ricerca scientifica, attraverso  il Gruppo Gimema, il Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto, fondato nel 1982, su proposta del Prof. Franco Mandelli. 
I fondi raccolti nel primo fine settimana di aprile (quello interessato dalla campagna) e nelle due settimane seguenti serviranno anche a sostenere le attività che AIL porta avanti nel reparto di ematologia dell’ospedale Moscati, così come casa AIL. La residenza dove trovano accoglienza i pazienti che vengono a Taranto da altre regioni, per curarsi, e i loro familiari. 


Con la stessa dedizione e professionalità l’associazione dà anche la possibilità, a chi sceglie questa alternativa, di avere accesso alle cure a domicilio, grazie ad un’equipe multidisciplinare composta, tra gli altri, da medici, infermieri e psicologi. Ogni traguardo che AIL raggiunge è merito di un piccolo gesto. Il vostro. 

Grazie! 

 

Dona il 5x1000 all’AIL. 


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E’ tempo di dichiarazione dei redditi, è tempo di cinque per mille. Diecimila, centomila e ancor più sono le persone che possiamo aiutare grazie ad una piccolissima percentuale. 


E se per molti resta sconosciuta la modalità di calcolo di questo strumento, è sicuramente noto a tutti il beneficio che il 5xmille può rappresentare per associazioni come l’AIL. Impegnate quotidianamente nel sostegno alla ricerca scientifica contro le malattie ematologiche e, sul campo, con un team di medici e professionisti della sanità. Sempre al fianco di chi soffre. 

Nei reparti ospedalieri, dove i pazienti ricevono le terapie e a domicilio. 
Un punto di forza dell’associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma è proprio nelle cure e nell’assistenza offerte a domicilio. Il luogo migliore per curarsi non può che essere casa propria, tra gli affetti familiari e in compagnia degli amici. 


Ma per fare questo AIL ha bisogno del tuo aiuto

A Taranto l’associazione segue più di 200 pazienti, provincia compresa, attraverso una nutrita equipe multidisciplinare che comprende, tra le altre figure professionali, medici, infermieri e psicologi. 
Il 5x1000 offre un’altra possibilità, oltre a quelle rappresentate dalle uova di Pasqua e da analoghe iniziative che attraversano le stagioni, a chi decide di sostenere la sezione locale dell’associazione. 


E’ semplice destinare il cinque per mille all’AILBasta riportare nell’apposito spazio del modello 730 il codice fiscale dell’associazione. Nel caso dell’AIL, i numeri da inserire sono i seguenti: 80102390582.


Per capire come fare a calcolarlo, se non si beneficia dell’assistenza di un commercialista, sul sito esiste un’apposita pagina con calcolatore. Basta cliccare sul seguente link: https://cinquepermille.ail.it/.


Dall’anno della sua introduzione, il 2006, ad oggi, moltissime persone hanno fatto ricorso a questo strumento per esercitare la propria solidarietà. 
Un modo per essere vicini alle associazioni no-profit, alle attività di ricerca e sanitarie e a quelle socialmente utili. 
Il cinque per mille non è altro che una quota dell’imposta che tutti conosciamo con l’acronimo di Irpef cui lo Stato italiano rinuncia, decidendo di ripartirla tra gli enti che svolgono attività di rilievo sociale. Il contributo è offerto spontaneamente dal cittadino, attraverso la dichiarazione dei redditi. 
La destinazione del 5x1000 all’AIL, come a qualsiasi altra associazione, non comporta carichi fiscali aggiuntivi per il contribuente, che è in ogni caso obbligato, contestualmente alla dichiarazione dei redditi, a pagare l’Irpef. 

 

Pazienti sempre più forti, come Nicole, e malattie sempre più deboli.

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Oggi la medicina è in grado di raggiungere traguardi che soltanto cinque o dieci anni fa era impossibile immaginare. Malattie considerate un tempo inguaribili sono oggi curate con successo, in percentuali altissime. E a svolgere un ruolo fondamentale nella lotta alle patologie oncoematologiche sono proprio associazioni come l’AIL, impegnate sul campo quotidianamente. Nella cura dei pazienti e in laboratorio. Con le sue numerose iniziative, come quella delle uova di Pasqua (a Taranto è ancora possibile acquistarle presso il Caseificio VB, la Gelateria Trani e il Bar New Lombardia) riesce a sostenere centinaia di pazienti che si sottopongono giornalmente a cure e terapie ed è anche in grado di finanziare studi che mirano a rendere sempre più efficaci gli interventi medici, indebolendo le malattie.

Con la ricerca è diventato possibile persino vincere una patologia come la leucemia linfoblastica acuta. La storia di Nicole, ben raccontata, qualche settimana fa, sulle pagine dell’inserto Corriere Innovazione del Corriere della Sera, testimonia questo genere di progressi.

“Dieci anni di dura lotta per Nicole e, alla fine del percorso, una biopsia del midollo osseo ha testimoniato che la guerra è stata vinta. Remissione completa: nel suo sangue non c’è più traccia della malattia che l’aveva colpita a soli 26 anni”.

La protagonista di questa storia, oggi dichiara di sentirsi eccezionalmente bene, ha ripreso a lavorare come contabile in una società di Philadelphia, dove vive e, nel 2016, ha fondato The inspired Heroes. Tradotto in italiano significa “Gli eroi ispirati” ed è una comunità di pazienti oncologici, di sopravvissuti al cancro che vogliono testimoniare quanto la ricerca sia importante nella lotta alle malattie tumorali. La società si pone anche l’obiettivo di informare i cittadini sulle innovazioni in atto nelle terapie anticancro, come quella che ha salvato Nicole.

L’immunoterapia con le cellule Car-T: un intervento costruito a misura di paziente, di ogni singolo paziente; un po’ come farebbe un sarto con un vestito.

Questa pratica pionieristica si basa sui linfociti geneticamente modificati, ovvero i medici prelevano dal paziente le cellule del sistema immunitario che vengono “lavorate” in laboratorio, perché siano in grado di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. Dopo questo passaggio, le cellule così “addestrate” vengono reinfuse nel paziente stesso, perché aggrediscano il tumore.

Naturalmente si tratta di pratiche talmente sperimentali che necessitano ancora di studi e approfondimenti, soprattutto per quelli che sono gli effetti a lungo termine, ma anche per i costi, tutt’altro che trascurabili.
Ognuno di noi può ritagliarsi un ruolo nella storia della lotta alle malattie oncologiche. Basta voler partecipare. Anche con un contributo minimo. Questo è il momento giusto, per esempio, per scegliere un uovo di Pasqua AIL. Vieni a trovarci o rivolgiti ad uno dei tre punti vendita che ci sostengono. 

 

UOVA AIL ancora disponibili presso la Gelateria Trani, il Caseificio VB e il Bar New Lombardia


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La solidarietà non si ferma mai e, a Pasqua, si esprime sotto forma di golosissime uova di cioccolato.

La consueta campagna AIL, in favore della ricerca sulle malattie ematologiche e a sostegno di chi soffre, prosegue.
Dopo la raccolta dello scorso fine settimana che ha visto la distribuzione in tutta la provincia di oltre 4000 uova con sorpresa, l’impegno dei volontari non si è esaurito. Anzi ha tratto nuova linfa proprio dalle piazze di Taranto animate dagli stand con il cioccolato pasquale.
Chi volesse dare una mano all’Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, attraverso questa iniziativa, può ancora farlo, perché è possibile trovare le uova presso alcuni punti vendita. In cambio di un piccolo contributo di 12 euro.
I rivenditori che affiancano l’AIL, anche quest’anno, sono il Caseificio Vito Benedetto, in viale Liguria, la Gelateria Trani, in via Alto Adige e il Bar New Lombardia, in via Lombardia.
Abbiamo sentito i loro referenti per chiedergli come stia procedendo la raccolta.

Cosa rappresenta per voi la distribuzione di queste uova?
La possibilità di aiutare gli altri, facciamo un piccolo gesto per un grande obiettivo. Alcuni di noi hanno avuto anche dei problemi di salute e si sono rivolti all’AIL.

Le nostre richieste sono sempre state accolte con estrema sensibilità e professionalità.

Piccola curiosità: i clienti vi chiedono più le uova al cioccolato fondente o quelle al latte?
Senza alcun dubbio - rispondono dal bar Lombardia - le uova al latte, perché i bambini gradiscono quel genere di cioccolato. L’altro forse risulta avere un sapore un po’ troppo deciso. E’ sempre stato così del resto, per i piccoli.

Da quanto tempo sostenete l’iniziativa delle uova?
Questo non è il primo anno, per nessuno di noi. Abbiamo abbracciato anche altre campagne, magari in corrispondenza di altre ricorrenze. Quella dei braccialetti, per esempio, o delle stelle di Natale.

Avete ancora molte uova a disposizione?
Ne abbiamo, ma bisogna affrettarsi se non si vuole perdere l’opportunità. L’abbiamo anche segnalata sulla nostra pagina Facebook e chi di noi ha figli ha coinvolto anche gli insegnanti e le altre mamme, facendo presente che, attraverso noi e l’acquisto dell’uovo con sorpresa, è possibile donare qualcosa agli altri. Pensiamo che la Pasqua sia il momento migliore per farlo. 

Fino a quando è possibile trovare le uova AIL presso i vostri punti vendita?
Fino a Pasqua, salvo esaurimento scorte. Stiamo invogliando le mamme e i papà a scegliere l’uovo AIL, anche quando ci dicono che i figli hanno espresso il desiderio di avere magari un classico Kinder. Continuiamo, tutti insieme, con questa bellissima operazione di solidarietà e buona Pasqua a tutti.

 
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