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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

“Quali novità al servizio del paziente” 
- Convegno sull’Ematologia, il 7-8 giugno 2019 


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ManifestoConvegnoPatrizioMazza.AILQuali sono le novità in ambito ematologico? Un convegno in programma a Taranto, i prossimi 7 e 8 giugno, dal titolo “Quali novità al servizio del paziente”, si propone di illustrare i risultati dell’evoluzione delle terapie e delle tecniche diagnostiche.

Fortemente voluto dal dottor Patrizio Mazza, da anni Primario del Reparto di Ematologia dell’Ospedale “Giuseppe Moscati” di Taranto, l’evento si terrà presso il Salone di Rappresentanza della Provincia, della quale ha anche il patrocinio.

I lavori prenderanno avvio venerdì 7 giugno, alle 9.00, con i saluti delle autorità e un intervento sull’attesa della diagnosi, per terminare nel tardo pomeriggio dello stesso giorno (l’ultima relazione, sulla diagnosi di mielofibrosi, è prevista alle 17.30) e riprendere il giorno dopo. La seconda giornata del convegno si concentrerà su temi (tra gli altri), quali la leucemia acuta mieloide, con le relative novità terapeutiche, la diagnosi di linfoma di Hodgkin e il ruolo dell’immunoterapia.

Sabato, la chiusura dei lavori, suddivisi in 10 sessioni nell’arco delle due giornate, è invece fissata alle 13, dopo un importante focus sulle Car-T. Si tratta di quelle terapie, di ultimissima generazione, impiegate nella cura di linfomi e leucemie acute.

L’acronimo deriva dall’inglese “Chimeric Antigen Receptor T-Cell” e, pur riferendosi al nome delle cellule “processate”, descrive un complesso procedimento attraverso il quale cellule del sistema immunitario del paziente vengono prelevate e “addestrate” in laboratorio (attraverso specifiche modifiche genetiche), a neutralizzare quelle malate.

Le cellule così modificate vengono reinfuse nel paziente, per permettere loro di portare a termine l’importante compito. Una pratica che porta con sé anche una serie di problematiche, da affrontare.

Durante la due giorni di giugno, verranno esplorate tutte le tematiche connesse alla cura delle principali malattie ematologiche, comprese quelle relative agli aspetti gestionali delle terapie e all’organizzazione degli ambulatori assistenziali (nella sessione dedicata alla diagnosi di displasia emopoietica). Non si trascureranno gli aspetti eminentemente umani, come il supporto da offrire al paziente. Si parlerà anche di leucemia mieloide cronica e di trapianto di midollo.

Tra i tanti nomi che figurano nell’elenco dei relatori, citiamo la dottoressa Carla Minoia, dell’Istituto Tumori “G. Paolo II” di Bari, il dottor Alessandro Spina, dell’Ospedale “A. Perrino” di Brindisi, la dottoressa Antonietta Pia Falcone, dell’Ospedale di San Giovanni Rotondo e la dottoressa Maria Rosaria Specchia, dell’Ospedale Moscati di Taranto.  

 

 

Si avvicina la Giornata Nazionale contro Leucemie, Linfomi e Mieloma


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50ailL’Ail sta organizzando le attività della Giornata Nazionale contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, in programma il prossimo 21 giugno.

Le sezioni locali, compresa quella di Taranto, sono dunque in gran fermento, in vista di questo importante appuntamento di solidarietà, patrocinato anche dal Presidente della Repubblica.

Tra gli eventi di spicco della giornata, la possibilità di ricevere informazioni sulle malattie ematologiche, sull’associazione e sui servizi che l’AIL offre, su tutto il territorio nazionale. A questo scopo sarà attivo, per tutta la giornata del 21 giugno, un numero verde raggiungibile da tutta l’Italia.

Illustri ematologi, tra i quali i dottori Maria Teresa Petrucci e Giuseppe Visani (più in là si renderanno noti anche gli altri nomi), saranno a vostra disposizione al telefono, dalle 8 del mattino alla stessa ora della sera.

L’iniziativa più importante della giornata sarà, anche quest’anno, quella intitolata “Sognando Itaca”.

Quest’anno, la barca a vela dell’Associazione Nazionale contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, navigherà nel Mar Tirreno con l’obiettivo di diffondere, presso i reparti di Ematologia degli ospedali italiani, la vela terapia.

Una definizione affascinante per una pratica dagli effetti straordinari. Un metodo per migliorare la qualità della vita di tutte le persone colpite da una malattia ematologica.

La barca della sensibilizzazione partirà da Napoli, qualche giorno prima della Giornata Nazionale.

Per la precisione, salperà il 3 giugno per raggiungere i porti di Salerno, Cetraro Marina, in provincia di Cosenza, Reggio Calabria, Siracusa e Catania. L’ultima tappa prevista è Palermo, dove l’imbarcazione approderà il 18 giugno.

Pensando a questa esperienza, dalle forti emozioni e suggestioni, che vede il mare protagonista, l’AIL ha pensato di creare un gadget della solidarietà. Un bracciale appositamente ideato da Cruciani, che con il suo lavoro, supporta l’associazione in tante occasioni. Questo oggetto è stato disegnato proprio in vista della Giornata Nazionale e dell’evento “Sognando Itaca”.

Con le prossime comunicazioni vi faremo sapere come fare per averlo.
I bracciali Cruciani per Ail, come quello dedicato alle mamme, per l’imminente giornata del 12 maggio e disponibile presso la sede di via Togliatti, 23, sono la maniera più semplice per manifestare la propria vicinanza a chi soffre.

Un modo anche per contribuire a finanziare le attività dell’associazione e promuovere le giornate speciali dedicate alla raccolta fondi e alla solidarietà, come quella del 21 giugno. 

 

Festa della Mamma 


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BraccialeFestaMamma AIL 6MAG

“Ho scoperto di avere un linfoma durante la mia prima gravidanza. Oggi sono guarita e se sono diventata mamma è anche grazie ad AIL”.

 

Stefania racconta come, nonostante la malattia, sia riuscita a realizzare il suo sogno più grande: avere dei figli. L’hanno aiutata le terapie, ormai sempre più efficaci, messe a punto attraverso la ricerca scientifica. AIL la sostiene 365 giorni all’anno.

Domenica 12 maggio si celebra la festa della mamma. Cogli l’occasione per dare una mano a chi soffre, acquistando l’esclusivo bracciale Cruciani “Dreaming”, affinchè non ci siano #MaiPiùSogniSpezzati.

Un bracciale per dire grazie a tutte le mamme del mondo, e per augurare a chiunque voglia diventarlo, di raggiungere quest’obiettivo.

Un “gioiello che nasce dal cuore” per aiutare chi si trova in un momento difficile, di sofferenza.

Ed è proprio un cuore il segno distintivo di questo bracciale della solidarietà. Rappresenta la passione che spinge tutti noi dell’AIL a sostenere la ricerca e ad offrire assistenza a chi affronta una patologia ematologica.
Con tutto il cuore vi chiediamo di unirvi a noi, nel dare speranza a tutte le Stefania che lottano, ogni giorno, per conquistare il proprio sogno.

Cruciani ha ideato in esclusiva, per i cinquant’anni dell’Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma, un elegante bracciale realizzato ad ago, in pizzo macramè. I suoi colori sono il bianco e il dorato, e gli inserti in lurex incorniciano il bellissimo cuore di Swarovski, che trionfa al centro.

Si può averlo con un contributo di 15 euro. Una cifra simbolica se si pensa a quanto sia importante l’attività dell’AIL, nei diversi ambiti nei quali si manifesta.

I bracciali sono disponibili presso la nostra sede, in via Palmiro Togliatti, 23, al quartiere Paolo VI.

Scegliere di regalarli significa non soltanto fare un omaggio elegante alle mamme o a chiunque abbia un ruolo importante nella nostra vita, ma anche esprimere un sentimento di solidarietà, verso tutte quelle persone (donne, uomini e bambini) in cura per una patologia oncologica. Più bracciali acquistiamo, più persone potranno avere accesso all’assistenza e alle cure AIL.

L’associazione, attiva a Taranto ormai da 25 anni, può contare su un’equipe multidisciplinare in grado di “ascoltare” i bisogni del paziente e accompagnarlo lungo l’intero percorso di cura, quale che sia la sua durata. Domenica è una delle tante giornate in cui abbiamo tutti l’occasione di entrare in contatto con l’associazione e con il suo impegno. Dite la vostra contro la malattia. Il bracciale per la festa della mamma, disponibile da oggi, è un bel modo per farlo. 

 

 

Le persone prima di tutto. Il sogno di un corso per le cure a domicilio.

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La grande comunità AIL, sostenuta da quanti di voi credono in quello che facciamo, è fatta di persone che hanno abbracciato una missione speciale.

Offrire sostegno psicologico e fisico a chi affronta una malattia ematologica, con tutte le conseguenze (anche sul piano degli affetti e delle relazioni) che un’esperienza del genere comporta. 

E, fra tutte le attività Ail (senza dimenticare la ricerca), rivestono un ruolo di primo piano quelle che vengono svolte direttamente a casa del paziente: le cure domiciliari.

Centinaia sono le persone che ne hanno bisogno ogni anno, non solo a Taranto, ma anche in provincia. Decine e decine di famiglie con caratteristiche ed esigenze diverse che il team di professionisti, volontari dell’AIL prende in carico.
E’ per questo che la direzione locale dell’associazione ha un progetto al quale tiene particolarmente. Per ora è solo un’idea che, nata diverso tempo fa, continua ad alimentarsi.
Nella speranza che un giorno, non troppo lontano, diventi realtà: un corso di formazione professionale per chi intende assistere un paziente a domicilio. Un compito che richiede una disposizione particolare verso gli altri.

Su questo dono innato bisogna innestare le conoscenze scientifiche e le competenze tipiche di questo lavoro, attraverso un percorso formativo ad hoc. Nel caso l’Ail riuscisse a realizzare il proposito, mirerebbe a garantire ai partecipanti anche un titolo riconosciuto dalle istituzioni. Spendibile, quindi, nel mondo del lavoro.
Un assistente domiciliare deve occuparsi non solo del paziente, ma anche degli altri componenti della famiglia, dei quali è importante saper gestire ansie e preoccupazioni. Quello che già il team di volontari AIL fa egregiamente.

“Diventare volontari significa conoscere già, per esperienza diretta o indiretta, la sofferenza e tradurre questa consapevolezza in un beneficio per chi affronta un momento difficile - sottolinea il dott. Bruni, responsabile delle cure domiciliari, per l’associazione”. Trasformare la negatività del dolore in una risorsa per gli altri: ecco è il compito di queste figure.

Un volontario può anche non essere mai entrato in contatto con il dolore, di sicuro però deve possedere il dono dell’empatia. La capacità rara di saper sentire come l’altro. Empatia significa letteralmente sentire dentro, essere quindi capaci di mettersi nei panni dell’altro.

“La medicina ha già fatto tanti progressi su questa via - racconta Bruni – passando, in molti casi, dal paternalismo all’attenzione all’individualità della persona, alla sua sensibilità”. L’AIL lo fa da sempre. Anche tu puoi aiutarci a continuare a farlo, sostienici.

 
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