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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

Nuovo DH per i pazienti ematologici

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È in fase di allestimento un nuovo Day Hospital (DH) per i pazienti ematologici dell’ospedale S. G. Moscati di Taranto.

Dopo la rivoluzione (anche logistica), che ha investito la struttura ospedaliera, nelle fasi iniziali della pandemia, si è reso necessario individuare nuovi spazi da destinare al DH del reparto di Ematologia. 

Al momento sono in corso lavori di adeguamento riguardanti alcune aree del quarto piano del Moscati, da adattare alle esigenze dei pazienti ematologici. L’Ail sta collaborando con la struttura, in particolare con la dott.ssa Vittoria Vinci, Direttore Medico, per rendere più funzionali gli spazi attualmente a disposizione di medici e assistiti. 

“Abbiamo cercato di migliorare l’area, per avere una sala da dedicare alle persone che hanno subìto un trapianto e, per questa ragione, particolarmente fragili – ha sottolineato Patrizia Casarotti – presidente della Sezione Ail provinciale. La sala era troppo piccola, così come si presentava. Grazie ai lavori in corso i pazienti dovrebbero poter usufruire anche dei servizi igienici, senza allontanarsi dal DH”.

La presidente sta seguendo il progetto nel suo sviluppo, complicato anch’esso dal Covid, cioè dalle misure che occorre mettere in atto a scopi preventivi e da altre problematiche legate all’emergenza sanitaria. 

Tuttavia, a lavori ultimati, la sala dovrebbe avere un ingresso separato, per i pazienti trapiantati; la priorità è certamente quella di offrire loro il miglior servizio possibile, senza esporli al rischio di contrarre il coronavirus. A tale scopo si sta cercando di ricavare ulteriore spazio, intervenendo anche sul balcone della sala. Guadagnare qualche metro quadrato sarebbe importantissimo, anche ai fini dell’installazione dell’apparecchio eliminacode che l’Ail ha da tempo acquistato, anche grazie alle donazioni ricevute nei mesi scorsi.

La proposta della creazione di un nuovo DH è stata avanzata subito dopo il lockdown della scorsa primavera, mentre i tecnici hanno effettuato un primo sopralluogo a ottobre 2020. I costi relativi ai lavori sono naturalmente a carico dell’ASL. L’AIL di Taranto sta offrendo il proprio contributo, in termini di proposte e suggerimenti e anche materialmente. L’eliminacode è uno strumento che snellirà il lavoro dei sanitari e favorirà l’avvicendamento dei pazienti, consentendo di ridurre le attese. 

Non solo, a dare una mano all’AIL, in questa operazione, c’è anche l’associazione Itaca, in particolare l’artista Irene Scialpi, che realizzerà dei murales nel nuovo DH. Colori e forme che rappresentano già una sorta di terapia dell’anima, serviranno a rendere gli spazi più accoglienti, come già nel reparto di Ematologia. L’AIL ha anche in deposito una tenda illustrata, realizzata sempre per il nuovo DH.

Al momento, la sala è operativa, quindi accessibile ai pazienti, pur tra i disagi dovuti ai limiti del momento (lavori in corso compresi) e degli spazi. L’Ail si augura che il progetto di adeguamento possa essere realizzato, nella sua interezza, nel più breve tempo possibile.    

 

 

Abbiamo bisogno di medici! Radio Cittadella dà voce all’appello dell’AIL di Taranto.

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La Sezione provinciale AIL di Taranto rinnova l’appello: se sei un medico contattaci. C’è bisogno di te! Della necessità di reclutare nuovi medici ha parlato Patrizia Casarotti, presidente Ail Taranto, ai microfoni di Radio Cittadella. Il suo intervento è andato in onda il 26 gennaio scorso, durante la trasmissione Rosso di Sera (Approfondimenti sui fatti del giorno). 

L’emergenza Covid - come ha sottolineato la presidente - sta causando non pochi disagi all’equipe multidisciplinare che assiste i pazienti ematologici a domicilio. C’è carenza di medici; una difficoltà di reperimento di risorse dovuta anche al fatto che, in molti casi, i neolaureati in medicina sono richiesti presso le strutture ospedaliere e territoriali delle Asl. Alcuni di loro stanno sostituendo o assistendo i medici di base, in ambulatorio. 

“Al momento, abbiamo nel nostro staff solo due medici, mentre i pazienti assistiti a domicilio sono circa 70 - ha sottolineato la presidente Casarotti. Nel corso del 2020, abbiamo preso in carico 180 persone e abbiamo supportato, com’è nostra consuetudine, anche le loro famiglie. In piena emergenza Covid, tra marzo e maggio, è aumentato il numero dei pazienti che si sono rivolti all’AIL di Taranto, per chiederci di accedere al servizio di assistenza domiciliare. Si tratta di persone affette da leucemia, o con altre patologie del sangue, come linfomi e mielomi. Seguiamo anche i percorsi di cura dei talassemici”.

Ancora oggi, con la crisi pandemica che non dà tregua, molti di loro hanno giustamente timore di recarsi in ospedale per la somministrazione delle terapie; è qui che entra in campo l’AIL, con i suoi operatori volontari, i medici, gli infermieri, gli OSS, gli psicologi e le altre figure professionali. 

Le carenze non riguardano solo il personale sanitario, ma anche gli strumenti di lavoro. Ricordiamo che ogni volta che l’equipe si reca presso il domicilio di un paziente, ciascun componente deve necessariamente essere dotato di dispositivi di protezione individuale, per la sicurezza dei pazienti e per la propria. Ogni membro dell’equipe deve sottoporsi ad una vera e propria vestizione, che avviene immediatamente prima dell’ingresso in casa dell’assistito. Occorre indossare la mascherina, la visiera, la tuta o il camice sterile, il copricapo e i calzari.

Terminata la visita, una volta fuori dagli appartamenti, gli operatori devono svestirsi. L’acquisto dei dispositivi sta incidendo molto sull’economia dell’associazione. Per rispondere a tutte le richieste, c’è bisogno di almeno 500 camici al mese, numero che sale per alcuni degli altri dispositivi citati. 

Le mascherine, inoltre, non possono essere le chirurgiche (più economiche), ma le FFP2/P3, che garantiscono una maggiore protezione rispetto al contagio da SARS-CoV-2, il che significa un ulteriore lievitazione dei costi. 

Si può fare moltissimo per sostenere questa ed altre fondamentali attività dell’Ail di Taranto. Con un gesto semplice è possibile contribuire alle spese utili a garantire la continuità del servizio di assistenza a domicilio. Ogni goccia è importante. 

A tal proposito l’associazione intende ringraziare la Macelleria D’Andria (in via Foscolo 77, al rione Tamburi) per la disponibilità del titolare e dei dipendenti. I clienti della macelleria hanno riempito un salvadanaio che l’AIL aveva affidato alla loro benevolenza. Anche il denaro raccolto in questo modo sarà impiegato per portare avanti le attività dei volontari.

E ricorda, se sei un medico, l’Ail ha bisogno del tuo aiuto. Se sei un infermiere, non indugiare, contatta l’associazione. Il numero da chiamare, per proporsi, come medico, come infermiere o come OSS, è il seguente: 099 4533289. Grazie!

 

 

Natale 2020 - Buoni i risultati della Raccolta Fondi, grande la solidarietà

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La Campagna di Natale 2020, per la raccolta dei fondi da destinare alle attività della Sezione Ail di Taranto e alla ricerca scientifica, ha permesso all’associazione di ricevere un buon numero di donazioni. Un ottimo risultato, ottenuto con l’impegno dei volontari e grazie alla generosità dei cittadini. Una solidarietà che non si è fermata nemmeno di fronte alle difficoltà dovute alle restrizioni anti-Covid.

Per la prima volta da quando è stata istituita, la Campagna non si è svolta nelle piazze e nelle vie delle città italiane, ma nei luoghi virtuali che sono stati creati ad hoc dall’AIL: pagine web; siti ufficiali; account dell’associazione sulle principali piattaforme social; anche i servizi di messaggistica come WhatsApp hanno svolto un ruolo importante. 

La Sezione provinciale di Taranto ha ricevuto richieste e contributi per 3433 piante di Natale; 210 stelle di cioccolato (i Sogni di cioccolato Ail); 160 bracciali Cruciani e circa 600 tazze.

I donatori hanno accolto con calore l’invito a sostenere, pur tra mille criticità logistiche ed economiche, le attività dell’associazione e la ricerca scientifica sulle malattie onco-ematologiche.

Si può ben dire che lo spirito solidale dei cittadini di Taranto si sia fatto sentire ancora di più, nel corso del 2020. Un anno complicatissimo per i pazienti ematologici, particolarmente esposti, così come altre categorie di persone, al contagio da Covid-19. Un anno doloroso per tutti, difficile per l’associazionismo. Nonostante tutto, Taranto e la sua provincia non hanno mai fatto mancare il loro supporto ai malati ematologici e ai volontari dell’Associazione, che si sono trovati a dover operare in condizioni quasi estreme. All’inizio mancavano persino le mascherine e gli altri strumenti di protezione individuale. Le attività di assistenza hanno subito delle conseguenze, a marzo, in particolar modo, e anche nei mesi successivi. 

L’assistenza domiciliare ha cambiato volto; in molti casi si è trasformata in supporto a distanza, sempre attraverso le moderne tecnologie e il telefono. Come sottolineato tante volte, l’equipe multidisciplinare ha continuato ad assistere le persone in presenza, per lo meno quelle famiglie che necessitavano del contatto diretto. 

Molti progetti della Sezione locale stanno subendo, a causa del SARS-CoV-2, dei rallentamenti; nonostante ciò si va avanti, confortati dal supporto dei tantissimi donatori, regolari e occasionali. 

L’AIL chiede a chi può di continuare a donare; di non mollare mai, così come tutte le Sezioni locali dell’associazione stanno facendo da mesi. Restiamo al fianco dei pazienti ematologici! Ora, più che mai, il sostegno di ciascuno di noi è fondamentale.

Grazie a tutti!

 

 

Vaccino anti-Covid, FOCE chiede priorità per i pazienti con grandi malattie

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La Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (FOCE), il Governo e l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali hanno siglato un documento per la tutela dei cittadini con tumori e malattie cardiache. Si tratta di circa 11 milioni di persone affette da grandi patologie. La priorità emersa dal confronto tra istituzioni e associazioni riguarda la continuità di cura dei pazienti più fragili, nell’attuale contesto di emergenza sanitaria. Linee guida ufficiali valide per tutte le Regioni. 

Foce ha inoltre chiesto al Ministero della Salute che si dia precedenza assoluta, nella vaccinazione anti-Covid, a quasi 400 mila pazienti con malattie ematologiche, oncologiche e cardiologiche. In altre parole, secondo la Federazione, questa categoria di persone dovrebbe ricevere il vaccino già in questa prima fase della campagna, esattamente come il personale sanitario. Quasi 4 milioni di cittadini dovrebbero (sempre secondo le istanze di FOCE) invece rientrare tra i destinatari di vaccino della seconda fase, possibilmente prima delle persone che hanno un’età compresa tra i 60 e i 69 anni e non sono affette da patologie. 

Il documento di indirizzo e programmazione prevede la totale separazione dei pazienti Covid e non Covid, compresi personale dedicato e servizi sanitario-ospedalieri. Deve cioè essere ripristinata, se interrotta, la continuità di cura dei pazienti cronici e garantita la piena operatività di reparti e strutture ospedaliere. Anche gli screening oncologici devono riprendere, è infatti altissimo il numero delle persone che, anche a Taranto, lamentano l’impossibilità di prenotare, attraverso l’Asl, un esame di controllo o un primo esame diagnostico. C’è chi ha necessità di seguire un piano terapeutico, perché in fase di follow up, rispetto ad un pregresso problema onco-ematologico, eppure fatica a stare al passo con la tabella di marcia, ad avere accesso ai controlli ordinari, alle visite specialistiche.

Ciò poteva essere comprensibile a marzo e aprile, ad inizio pandemia, non certamente oggi. Per quel che riguarda il vaccino (Pfizer e Moderna sono quelli attualmente somministrati in Italia), i pazienti onco-ematologici possono riceverlo in tutta sicurezza. Come sottolineato da epidemiologi e virologi, in particolare dal dottor Paolo Fortunato D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, interpellato dall’AIL nazionale, il vaccino può essere somministrato anche alle persone immunodepresse, in terapia o trapiantate. Questa tipologia di farmaco è stata realizzata con le moderne tecnologie, non contiene il virus ma solo un frammento di mRNA modificato; esso offre all’organismo la possibilità di produrre la proteina spike, quella che il virus usa per penetrare nelle cellule umane. Dopo il vaccino, il sistema immunitario impara a riconoscere questa proteina e a sviluppare gli anticorpi specifici. Tali anticorpi vengono poi attivati con la somministrazione della seconda dose; sono in grado di impedire al virus di penetrare nell’organismo. 

La Sezione provinciale AIL di Taranto, con le sue attività e i suoi progetti, è sempre al fianco dei pazienti ematologici. Sarà ancora più attiva, rispondendo anche ai vostri quesiti, durante la campagna vaccinale che riguarda tutta la popolazione; in particolare assisterà le persone affette da patologie ematologiche anche nel momento in cui dovranno essere sottoposte al vaccino anti-Covid-19.

 
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