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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

Situazione critica negli ospedali, c’è bisogno del tuo aiuto - V Conferenza Nazionale Ematologia

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I pazienti ematologici hanno bisogno di maggiori attenzioni in questo momento di grave difficoltà per il sistema sanitario nazionale.

Il Sars-CoV-2 è un virus molto contagioso e colpisce tutte le fasce d’età, ad esclusione di bambini e adolescenti (dai 10 anni in giù). Tra loro ci sono casi di contagio, ma molto sporadicamente. Il Covid-19 colpisce ancora più duramente le persone più fragili. Lo abbiamo scritto e lo sottolineiamo ancora una volta: i pazienti ematologici hanno maggiori probabilità di andare incontro a complicanze, una volta contagiati. 

L’unica arma che abbiamo in questo momento è la prevenzione. Come per tutte le patologie, prevenire è meglio che curare. Un concetto da ribadire con forza, perché ognuno lo faccia proprio e lo trasformi in pratica attiva. I dati pubblicati sul numero di ottobre della rivista “Lancet Hematology” non lasciano dubbi: chi è affetto da una malattia del sangue è ancora più a rischio di altre categorie di malati. 

Se n’è discusso nel corso della V Conferenza Nazionale di Ematologia, promossa, quest’anno in versione web, dall’AIL. Ogni anno in Italia si registrano 33 mila nuovi casi di neoplasie ematologiche. L’AIL è impegnata, da oltre cinquant’anni, nell’attività di assistenza ai pazienti. Con le sue 81 Sezioni provinciali (quella di Taranto è una delle più attrezzate) e circa 18 mila volontari, supporta anche la ricerca scientifica. 

In questo momento c’è bisogno dell’aiuto del singolo e della comunità; l’emergenza Covid ha imposto alle Sezioni provinciali nuove pratiche, nuovi protocolli. Durante il lockdown della scorsa primavera è stato necessario rivolgere un appello ai professionisti sanitari perché potessero supportare i volontari AIL che da anni assistono i pazienti a domicilio e in ospedale. 

L’appello viene oggi rinnovato: c’è bisogno di personale sanitario, di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, visiere protettive, strumenti di lavoro che possano essere utili sia nell’assistenza domiciliare, sia nell’attività svolta accanto ai pazienti ricoverati nelle corsie d’ospedale. 

L’AIL - è stato sottolineato durante la Conferenza Nazionale - può contare su una rete consolidata di donatori, associati, persone che sposano i valori dell’Associazione. In virtù di questo patrimonio di solidarietà riesce, lo fa anche la Sezione tarantina, a portare avanti il proprio impegno, anche se tra mille difficoltà. 

Oggi oltre il 70% delle persone alle quali viene diagnosticata una patologia ematologica guarisce, grazie agli screening, alla tempestività delle diagnosi e alle terapie. Secondo quanto emerso nel corso della V Conferenza Nazionale, nei mesi scorsi, 2 pazienti su 10 hanno spontaneamente rinunciato a cure, visite e controlli per paura del contagio da Covid. È necessario che si garantisca a queste persone percorsi separati nelle strutture sanitarie, che le cure non si interrompano, che gli interventi non siano rinviati. Molti pazienti hanno perso qualsiasi possibilità di dialogo con i medici. 

La V Conferenza di Ematologia organizzata dall’AIL (il professor Sergio Amadori ne è presidente nazionale) è servita anche a restituire in parte questo dialogo ai malati. A fare senz’altro il punto della situazione in un momento complicatissimo. 

Ciascuno deve fare la propria parte per tutelare le persone più fragili. Il Natale si avvicina, l’appello dell’AIL di Taranto, guidata dalla presidente Patrizia Casarotti, si rivolge a chiunque possa sostenere l’associazione. Con donazioni anche piccole; ogni goccia è importante e insieme si può fare molto per chi è ricoverato, per chi è in cura a casa e per chi aspetta una diagnosi. Dalle malattie del sangue si guarisce. 

 

 

La solidarietà batte qualsiasi malattia - I gadget di Natale

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Il Natale 2020 sarà particolare. Dovremo immaginare un modo alternativo di trascorrerlo. In famiglia, ma rispettando le norme anti-covid. Le affollatissime celebrazioni con parenti vicini e lontani sono purtroppo impensabili, almeno se consideriamo l’attuale andamento della pandemia.

Stare attenti e rispettare le tre regole fondamentali (mascherina; distanza e igiene delle mani) significa non solo preservare la propria salute ma anche assumersi una responsabilità nei confronti degli altri, delle persone che sono vicine a noi e di quelle meno vicine, ma comunque nel cuore. Come i pazienti ematologici più esposti, come chi è affetto da altre patologie, al rischio di contagio. La salute pubblica deve essere un impegno comune, un traguardo da raggiungere insieme.

Auspichiamo dunque che il Natale, quest’anno più che mai, possa essere l’occasione per “avvicinarsi” agli altri, per entrare in empatia con chi soffre per le più disparate ragioni; tra loro, chi affronta una malattia “importante”. 

Anche se i movimenti fisici sono limitati, con il pensiero possiamo raggiungere chiunque. E con lo spirito dovremmo sostenere i pazienti ematologici. AIL è in prima linea, da sempre, contro le malattie del sangue. Il Covid ha stravolto le abitudini collettive, ma non ha fermato la solidarietà. 

La sezione provinciale di Taranto sta pensando di andare incontro ai potenziali donatori, a chi desidera, proprio in occasione del Natale, esprimere la propria vicinanza ai ricoverati nel reparto di Ematologia locale e ai pazienti assistiti a domicilio dall’equipe multidisciplinare dell’Associazione. 

Per evitare gli spostamenti, si sta lavorando per rendere i gadget di Natale accessibili a tutti, attraverso il web. Si sta tentando la via già disponibile sul sito nazionale Ail. Stando comodamente a casa, si può ordinare una Stella di Natale (la classica pianta, simbolo del periodo), oppure scegliere una stella di cioccolato, un bracciale Cruciani o una tazza in ceramica, per supportare l’Associazione di Taranto. Non si tratta semplicemente di oggetti; sono veri e propri messaggeri di speranza. Insieme si può regalare un Natale in famiglia a tanti pazienti affetti da leucemia, linfomi e mieloma. Inoltre, a breve saranno pronti anche i biglietti di auguri personalizzati. 

La Sezione locale AIL si sta impegnando al massimo perché la solidarietà possa continuare ad esprimersi, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia. I volontari intanto portano avanti il loro impegno, al fianco dei pazienti, seppure in una situazione complicata.

Con l’aiuto di tutti, si può. Si deve. Lo si deve ai pazienti. Sostenere l’AIL, con un regalo solidale, significa lottare contro le malattie del sangue e aiutare tante persone a guarire. 

 

 

Ematologia, “terapie e ricerca non si sono fermate” - Aspettando la V Conferenza Nazionale Ail

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Ricerca AIL

La pandemia non ha fermato la ricerca scientifica sulle malattie onco-ematologiche, né l’assistenza ai pazienti. Queste parole sono l’estrema sintesi della relazione di Mario Boccadoro, direttore della Divisione Universitaria di Ematologia Università degli Studi di Torino, Aou Città della Salute e della Scienza,  intervenuto ieri alla web Conference, dal titolo “La vita ai tempi del Covid-19”, organizzata dall’AIL. L’occasione, per la prima volta interamente virtuale, è servita anche a presentare la V Conferenza Nazionale di Ematologia, in programma anch’essa in modalità virtuale, il 9 e il 10 novembre prossimi. 

Boccadoro ha sottolineato le tante difficoltà dei pazienti ematologici in cura, presso gli ospedali o a domicilio. Molti di loro – ha detto – si sentono trascurati o abbandonati, per via dell’emergenza Sars-CoV-2.

In realtà - stando alla sua testimonianza - le terapie importanti (trapianti, Car-T, etc.) si sono fermate molto poco. I protocolli hanno subito ritardi, ma non degli stop. Così come le attività importanti e la ricerca scientifica. 

Sicuramente la Sezione provinciale AIL di Taranto non ha mai interrotto il proprio cammino, al fianco dei pazienti ematologici. Pur se tra mille difficoltà, l’assistenza domiciliare è stata garantita, anche durante la quarantena. Certo questo servizio (come altri ai quali i malati con le loro famiglie hanno accesso), ha subito dei cambiamenti; c’è voluta, da parte dei volontari, tanta capacità d’adattamento.

Nei casi in cui è stato possibile farlo, si è scelto di procedere con l’assistenza a distanza, soprattutto per salvaguardare il paziente. Anche oggi, come a marzo, il contesto suggerisce molta cautela. Nell’interesse degli stessi pazienti. 

Tornando alla Web Conference, Boccadoro ha affermato che, per certi aspetti, la pandemia ha agevolato alcune famiglie. Per esempio, è aumentato il numero dei farmaci consegnati a domicilio e si sono allungati i tempi di osservazione dei pazienti. I dati naturalmente differiscono da regione a regione; rimandiamo ad un’altra occasione approfondimenti in merito. 

Nel corso della V Conferenza nazionale di Ematologia si farà il punto della situazione, mettendo al corrente i pazienti sulle azioni intraprese finora, e da intraprendere nei prossimi mesi, per continuare a garantire loro l’assistenza e le cure cui hanno diritto. Sappiamo che chi è affetto da una o più patologie è più esposto al rischio di sviluppare le complicanze del Covid-19. Per questa ragione l’AIL sta lavorando con i medici, per la tutela di queste persone e delle loro famiglie, in un momento molto difficile per l’intera Europa e per il resto del mondo. 

Rispetto alle Car-T, i ritardi - è stato riportato – non dipendono soltanto dal Covid. Quelli già rilevati in precedenza sono stati aggravati dall’emergenza sanitaria. I progressi della ricerca, in ogni caso, proseguono. Aspettiamo di saperne di più il 9 e il 10 novembre, in occasione della V Conferenza Nazionale di Ematologia organizzata dall’AIL. Intanto non dimentichiamo di sostenere l’Associazione. Grazie sin d’ora a tutti.

 

La vita dei pazienti ematologici ai tempi del Covid - V Conferenza Nazionale AIL

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Neoplasie Ematologiche AIL

L’informazione è importantissima, soprattutto in un momento come questo. Ed è ancora più importante per chi affronta una malattia del sangue essere informato sulle nuove terapie, sui centri di diagnosi e cura, su quanto la Sanità sta facendo, in queste ore, per tutelare i “percorsi” dei malati ematologici. 

Giovedì 5 novembre, alle 11.30, si tiene la Web Press Conference “La vita ai tempi del Covid-19: ad alto rischio i pazienti affetti da tumori del sangue”.

Questo il tema principale della V Conferenza Nazionale di Ematologia. Al centro dell’evento i bisogni, le attenzioni, le speranze e i timori dei pazienti con neoplasie ematologiche. 

A promuovere l’iniziativa è proprio l’AIL che, da oltre 50 anni, combatte al fianco dei pazienti ematologici. Il moderatore dell’incontro è Federico Mereta, mentre gli interventi sono affidati al Presidente nazionale AIL Sergio Amadori e al professor Mario Boccadoro, Direttore della Divisione Universitaria di Ematologia, Università degli Studi di Torino, AOU Città della Salute e della Scienza. 

Sono occasioni importanti, come già sottolineato, per illuminare di notizie la quotidianità (resa ancora più difficile dalla diffusione del Covid-19) dei pazienti, per dare spazio alla condivisione tra gli addetti ai lavori di informazioni importanti; al tempo stesso, si tratta di sedi presso le quali avanzare eventuali proposte. 

I contenuti della conferenza saranno in seguito resi noti, attraverso i canali Ail. La Sezione Provinciale di Taranto è molto attiva anche sul fronte “comunicazione”. Negli anni (sono più di 25 quelli di attività sul territorio jonico) ha organizzato diversi eventi a carattere informativo, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi legati alle malattie del sangue. 

Oggi, l’emergenza impone cautela, gli incontri in presenza si sono ridotti in tutti gli ambiti, ma nonostante le difficoltà l’AIL Sezione di Taranto prosegue la sua attività al fianco dei malati e delle loro famiglie. Per continuare a garantire assistenza ha però bisogno del vostro aiuto. L’AIL Sezione locale rinnova l’appello ai medici, perché dedichino una parte del loro tempo ai pazienti seguiti dall’Associazione (sono decine e decine da gestire a domicilio, mentre altre persone sono ricoverate in ospedale). Se sei un medico, chiama l’AIL allo 099 4533289. Aiuterai gli altri volontari dell’Associazione, ma soprattutto potrai contribuire alla guarigione di molti pazienti, al miglioramento delle loro condizioni, della qualità della loro vita. 

Insieme si possono salvare tante vite umane. Chiama l’AIL!

 
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