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AIL sezione di Taranto

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Manifestazioni ed eventi

L’unione fa la forza: con AIL anche i bersaglieri

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Insieme si può riuscire a battere anche il più temibile dei nemici. La ricerca scientifica ha fatto passi da gigante; soltanto nell’ultimo decennio sono stati raggiunti risultati impensabili negli anni Ottanta. Un periodo, quest’ultimo, durante il quale ricevere una diagnosi di leucemia linfatica cronica, significava sentirsi condannati ad un infausto epilogo. 

La ricerca deve molto al contributo dei donatori che hanno creduto e continuano a credere nei valori che l’AIL rappresenta. E l’AIL a sua volta deve ringraziare, e lo fa costantemente, migliaia e migliaia di volontari che dedicano parte delle loro giornate agli altri. C’è chi assiste i pazienti a domicilio, chi lo fa presso i reparti di Ematologia degli ospedali italiani, sostenendo anche i familiari delle persone ammalate. Ci sono volontari che si prendono cura degli ospiti delle residenze AIL e altre persone che spendono il loro tempo nella promozione delle raccolte fondi organizzate tutto l’anno, nelle piazze d’Italia. 

L’unione fa la forza - recita un antico adagio – e l’Ail di Taranto “sperimenta questo concetto” continuamente. La Sezione Provinciale, che ha sede in via Palmiro Togliatti 23, è molto attiva su più fronti. Il lavoro della presidente Patrizia Casarotti e dei volontari da lei coordinati, riesce a raggiungere anche altre associazioni, non necessariamente operanti in ambito assistenziale-sanitario, ma sensibili alla causa AIL. Ed è così che si stringono delle alleanze umane che riservano grandi soddisfazioni. 

Recentemente l’AIL ha raccolto la vicinanza emotiva dei dipendenti della Ditta Perrone, autori di una generosa donazione. A loro l’associazione ha consegnato una targa, in segno di gratitudine. In occasione della consueta pettolata prenatalizia, organizzata presso il punto vendita Perrone, l’Ail ha potuto esporre le Stelle della solidarietà e raccogliere importanti contributi.

Anche il teatro si è mostrato sensibile nei confronti dei pazienti ematologici: la Compagnia Teatrale del Belvedere ha messo in scena, a fine novembre, una bella commedia dal titolo “Aggiungi un posto al diavolo”. Moltissimi gli spettatori del Tatà, in quella occasione, attratti anche dalla possibilità di dare una mano a chi soffre. Tutto il ricavato della serata è stato interamente devoluto alla Sezione Provinciale dell’associazione. 

Anche la partecipazione dell’AIL alla manifestazione “Le notti di Mnemosine” (il 19 e il 20 dicembre) diventa, grazie alla collaborazione con l’Associazione Itaca e con altri soggetti, un momento di solidarietà verso chi affronta la malattia e di sostegno alla ricerca. Anche i bersaglieri offrono il loro supporto, scendendo in campo, al fianco del paziente e a favore della ricerca. L’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB) ha collaborato alla promozione della campagna Stelle di Natale, mettendo a disposizione, in alcune città italiane, i propri volontari. Un aiuto che l’ANB garantirà per tutto il 2020 e su tutto il territorio nazionale. L’unione fa la forza!

 

 

AIL: vicinanza emotiva e sostegno materiale

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Intervista con Anna Capone, ospite di Casa AIL

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La campagna AIL Stelle di Natale ha incontrato anche quest’anno il favore dei cittadini di Taranto, giunti nelle piazze per dare un prezioso contributo all’associazione. Una parte dei fondi raccolti nei giorni 6, 7 e 8 dicembre andrà a sostenere, tra le altre attività, anche l’impegno dei volontari presso la Residenza AIL. 

Le Case AIL sono luoghi messi a disposizione dei pazienti ematologici e dei loro familiari, affinchè l’impatto della malattia sulla loro quotidianità possa essere meno drammatico. Spesso il paziente è costretto a spostarsi dal luogo in cui vive, per recarsi nelle città dove hanno sede i Centri di Ematologia altamente specializzati. Le Residenze AIL rappresentano un supporto materiale per le famiglie dei pazienti, da un lato e, dall’altro, contribuiscono a contenere la spesa sanitaria pubblica, evitando alle persone malate, periodi di ospedalizzazione troppo lunghi. Inoltre, i pazienti sottoposti a trapianto e in seguito ospitati nelle residenze AIL sono meno colpiti (stando alle statistiche), rispetto alle persone ospedalizzate, dalle infezioni post-intervento. 

In Puglia esistono residenze AIL a Bari, a Foggia e a Taranto. Nel capoluogo jonico Casa AIL ha sede in via Palmiro Togliatti, 23, a 600 metri circa dall’ospedale oncologico “S. G. Moscati”. I posti letto disponibili in residenza sono sei e gli ospiti possono utilizzare questi alloggi per tutto il tempo necessario alle cure del paziente.

Abbiamo parlato con Anna Capone, moglie di Gennaro, il quale attualmente segue un percorso di chemioterapia “a doppio binario”, presso il reparto di Ematologia del Moscati. Anna e Gennaro sono ospiti di Casa AIL, con il loro bimbo di 12 mesi e la mamma di lui, che alterna la sua presenza a quella di altri parenti. 

Da quanto tempo siete a Taranto, in Casa AIL?

Siamo qui dal 27 settembre, per via della malattia di mio marito: una leucemia linfoblastica acuta. Quando gli è stata diagnosticata, metabolizzare la notizia non è stato facile.  

Qual è la vostra città d’origine e perché vi siete rivolti al Centro Ematologico di Taranto?

Viviamo a Cancello ed Arnone, in provincia di Caserta. I medici delle strutture alle quali ci siamo rivolti in Campania, ci hanno suggerito di contattare l’ospedale Moscati di Taranto; sappiamo che si tratta di uno dei migliori Centri Ematologici al Sud. Per le cure è stato dunque necessario spostarsi in Puglia. 

Al vostro arrivo a Taranto, suo marito è stato ricoverato in ospedale, è così?

Inizialmente, per lui, è stato necessario un periodo in corsia di un mese e mezzo; Gennaro aveva valori del sangue che richiedevano un monitoraggio costante, da parte dei medici. 

Suo marito ha potuto contare sul sostegno di tutta la famiglia? 

Lo abbiamo accompagnato a Taranto, io, mia suocera e il nostro piccolo di 12 mesi. 

A questo punto, con Gennaro in ospedale, si è reso indispensabile, un aiuto esterno. Siete quindi entrati in contatto con l’AIL; cosa vi hanno proposto?

Ci hanno offerto, sin da subito, la loro assistenza: un alloggio a due passi dal Moscati, completamente gratuito; ci hanno procurato una culla e dei giocattoli per il bambino, e ci sono stati vicini emotivamente. Abbiamo ricevuto e continuiamo ad avere un’assistenza psicologica che ci aiuta ad affrontare con maggiore forza il momento difficile che attraversiamo. Per me è un grande conforto anche potermi affacciare alla finestra dell’alloggio AIL e vedere, di fronte a me, la sagoma del Moscati. Sento mio marito più vicino, in questo modo.

Quanti anni ha Gennaro? Al momento non è ricoverato, giusto?

Gennaro ha 41 anni, la sua malattia ha sconvolto la sua vita e quella di tutte le persone che gli vogliono bene. Abbiamo un lavoro precario entrambi e questo avvenimento rende tutto più difficile, dal punto di vista lavorativo. Non si è mai preparati ad affrontare tanto dolore, né i disagi che ne conseguono. Al momento lui non è più in ospedale, ma segue una terapia quotidiana, attraverso l’assunzione di una compressa, e al contempo si sottopone a cicli di chemioterapia, ogni 15 giorni. Per queste ragioni siamo ancora ospiti presso la Residenza AIL. In reparto ci è stata prospettata la possibilità di un trapianto, da eseguirsi più in là nel tempo. 

I medici hanno fatto previsioni sulla durata delle terapie e sul momento in cui potrebbero effettuare il trapianto?

No, dipende dalla risposta alle cure di ogni singolo paziente. Ma vorrei cogliere l’occasione per ringraziare, oltre ai volontari AIL che ci seguono costantemente - con noi sono meravigliosi - il reparto di Ematologia che ha in cura mio marito e, in particolare, il dottor Patrizio Mazza. Non avevo mai incontrato, prima d’ora un medico come lui; la sua professionalità, il suo lavoro raggiungono l’eccellenza. Relazionarsi con il dottor Mazza significa sentirsi confortati, in ogni momento. È una persona molto empatica, con un’umanità che è raro trovare in un professionista della sanità. In reparto riceviamo tutto quello di cui abbiamo bisogno, abbiamo un rapporto confidenziale con la maggior parte del personale. 

È la vostra prima volta a Taranto. C’è qualcosa che lei evita di fare, da quando è qui, perché magari la mette a disagio?

Da quando mio marito si è ammalato, tengo lontane quasi istintivamente tutte le cattive notizie, le altre fonti di sofferenza. È una sorta di autodifesa: il momento che stiamo attraversando è già abbastanza doloroso. Una patologia di questo genere mette a dura prova gli equilibri familiari. Oltre al bimbo di un anno, abbiamo anche una bambina che frequenta la scuola. La piccola è rimasta a Cancello ed Arnone, affidata alle cure dei parenti, non volevamo che interrompesse le lezioni. Ma dopo tutto questo tempo, la distanza è diventata insostenibile. 

A Natale starete insieme, spero

Sì, a Natale torneremo uniti, la bambina ci raggiungerà qui, a Taranto. Sarà un momento molto importante per la nostra famiglia, per Gennaro. Speriamo di vincere presto questa battaglia.  

 

 

Stelle di Natale - Grazie a tutti, volontari e donatori

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WhatsApp Image 2019-12-07 at 14.20.51Campagne AIL di Natale: quattordici milioni e mezzo di Stelle distribuite dal 1989 ad oggi e 163 milioni di euro raccolti. Sono numeri che rendono orgogliosi i 20 mila volontari che anche quest’anno hanno colorato di rosso le piazze italiane: 4800 in tutto.

Per i 50 anni dell’associazione, persino il Colosseo si è vestito di rosso, offrendo alla vista uno spettacolo unico e “lanciando” messaggi importanti.

Anche Taranto ha risposto all’appello del 6, 7 e 8 dicembre scorsi. Un fine settimana speciale, dedicato alla solidarietà, alla raccolta di fondi da destinare alla ricerca scientifica sulle malattie ematologiche e all’assistenza sanitaria offerta quotidianamente ai pazienti, negli ospedali italiani e a domicilio. 

La distribuzione delle piante, nel capoluogo jonico, si è mossa quest’anno, sotto la spinta di ulteriori motivazioni. Le donazioni delle tante persone che ancora una volta hanno dimostrato sostegno all’AIL, andranno a costituire, con altri fondi (per esempio quelli raccolti il 30 novembre scorso al teatro Tatà, grazie alla Compagnia Teatrale del Belvedere), il carburante per alimentare specifiche iniziative della sezione provinciale AIL.

Non soltanto, come sempre, la ricerca, le cure domiciliari e la residenza AIL ma anche un progetto chiamato “PICC UNIT DOMICILIARE”: tre operatori dell’equipe multidisciplinare che assiste i pazienti a domicilio, seguiranno un percorso formativo che permetterà loro di offrire il nuovo servizio. 

I pazienti avranno la possibilità di farsi inserire nel braccio i PICC (cateteri venosi) senza recarsi in ospedale, quindi restando in casa propria. Una svolta per tanti di loro costretti a lunghe attese in ospedale, dovute all’elevato numero di persone cui il PICC viene applicato. Il dispositivo, inserito nel braccio con l’aiuto di un’ecoguida, può restare in sede fino a sei mesi e consente la somministrazione di farmaci, risparmiando le vene dai “danni” che costanti e ripetute somministrazioni possono provocare.  

Chi si è recato in piazza lo scorso fine settimana, avvicinandosi ad un banco AIL e portando a casa una Stella o i Sogni di Cioccolato Venchi ha “portato a casa” anche risultati importantissimi, per tutti.  

Un ringraziamento speciale va dunque a tutte quelle persone (tante) che, nell’abbracciare la loro Buona Stella, hanno stretto tra le braccia un’intera comunità.

Grazie, come sempre ai volontari AIL che, come ogni anno, hanno lavorato con il cuore, donando il proprio tempo agli altri. Continuate a seguirci, a sostenere l’AIL!

 

 

Il teatro aiuta l’AIL a finanziare un importante corso di formazione

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Sabato scorso (30 novembre, per chi legge), al teatro Tatà, un pubblico caloroso ha accolto la commedia Aggiungi un posto al diavolo.

Scritta e diretta da Francesco Piccinni e portata in scena dalla Compagnia Teatrale del Belvedere, la piece è servita a raccogliere fondi per la sezione provinciale dell’AIL.

Applausi, risate ed entusiasmo hanno caratterizzato la serata di solidarietà. Si è praticamente sfiorato il tutto esaurito: quasi 260 i biglietti venduti. 

Grande la soddisfazione della Compagnia, altrettanto grande quella dell’AIL. Dei volontari che hanno lavorato per settimane, perché la serata fosse un’occasione di incontro, un momento di intrattenimento e, al tempo stesso, di solidarietà nei confronti dei pazienti ematologici. 

I fondi raccolti attraverso la magia del teatro e l’arte degli attori della Compagnia del Belvedere avranno una nobile destinazione: serviranno a finanziare un corso di formazione per un medico e due infermieri e ad acquistare un dispositivo elimina-code, da installare nella hall del Day Hospital del reparto di Ematologia, presso l’ospedale S. Giuseppe Moscati di Taranto. 

La formazione riguarderà professionisti (già volontari AIL) che andranno a costituire il team medico-infermieristico impegnato in un nuovo servizio che l’associazione jonica intende offrire ai pazienti onco-ematologici del territorio. 

La prospettiva era stata illustrata nel corso del convegno “La nuova frontiera della medicina - Prendersi cura a domicilio”, tenutosi lo scorso giugno in occasione delle celebrazioni del 25esimo anniversario della sezione locale AIL. Grazie a questo corso di formazione e all’intesa raggiunta con la direzione della struttura ospedaliera e con il dottor Patrizio Mazza (alla guida dell’Ematologia al Moscati), l’equipe dell’AIL sarà in grado di applicare ai pazienti il PICC a domicilio. 

Il PICC, acronimo di “Peripherally Inserted Central Catheter”, è un dispositivo inserito perifericamente al terzo medio del braccio, con l’aiuto di un’ecoguida. Si tratta di un tubicino di silicone che può restare in sede fino a sei mesi e permette a medici ed infermieri di somministrare farmaci al paziente in tutta sicurezza. Un’operazione (la somministrazione ripetuta e costante nel tempo) che con i metodi tradizionali potrebbe danneggiare le vene del braccio. 

Il sistema, come si legge in un documento dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), riduce i rischi di infezione e di trombosi venosa centrale; consente inoltre al paziente, libertà di movimento. Attualmente a Taranto, per l’applicazione del PICC occorre recarsi in ospedale. Grazie ai fondi raccolti sabato 30 novembre, il progetto dell’AIL, naturalmente sostenuto da un comitato scientifico, comincerà a trovare realizzazione. 

 

 
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