http://farmacia-senzaricetta.com/
CPanel

AIL sezione di Taranto

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size


Manifestazioni ed eventi

Curarsi restando a casa, tra gli affetti familiari


E-mail Stampa PDF

medico-domicilio IntervistaBruni AIL.jpg

Specialista in cure palliative, il dottor Bruni ci spiega cosa significhi l’assistenza domiciliare, per chi la riceve e per chi, come lui e gli altri volontari AIL, la offre. 

Quando è cominciata la sua esperienza con l’associazione?
Mi occupo da 16 anni di cure palliative, cioè quelle che sono rivolte a persone gravemente malate o che presentano una patologia cronica. Un complesso di azioni che mirano a migliorare la qualità della vita del paziente e delle persone a lui vicine. Collaboro con l’AIL dal 2013.

Al momento quante persone seguite, lei e la sua equipe?
Abbiamo 95 pazienti, in tutta la provincia. 

Rispetto agli anni scorsi, è aumentato il numero delle richieste? 
E’ leggermente cresciuto, anche perché sono aumentati i casi di mieloma multiplo. Annualmente abbiamo 200/300 assistiti a domicilio. Anche perchè oggi, fortunatamente, molte patologie oncologiche sono curabili, i pazienti hanno quindi un’aspettativa di vita piuttosto alta. Ciò è dovuto al perfezionamento delle terapie, alla ricerca scientifica, che l’Ail sostiene. 

In cosa consiste un vostro intervento tipo, a domicilio?
Arriviamo in casa del paziente e ascoltiamo i suoi bisogni, quindi pianifichiamo e somministriamo la terapia, parallelamente alle cure che gli vengono offerte in ospedale, dagli ematologi. Seguiamo l’andamento della terapia domiciliare, raccogliendo segni e sintomi e agendo di conseguenza. Assistiamo anche pazienti nella fase immediatamente successiva al trapianto di midollo osseo, con la terapia trasfusionale. 

Perché è importante la cura domiciliare?
Prima di tutto perché si offre al paziente l’opportunità di curarsi restando in casa propria e poi perché in questo modo si evitano tutte le infezioni cosiddette nosocomiali, cioè quelle che si contraggono facilmente in ambiente ospedaliero. Offriamo a chi soffre anche sostegno psicologico e ci facciamo carico del benessere degli altri componenti della famiglia. In alcuni casi, se la malattia è nella sua fase terminale, ci mettiamo anche in contatto, quando richiesto, con gli assistenti spirituali. 

C’è un’esperienza che ricorda più di altre?
Tutte le esperienze restano nel cuore. Molti ex pazienti mi fermano per strada, è bello incontrare qualcuno che abbiamo aiutato a rinascere. 

Quali caratteristiche deve avere il volontario AIL, oltre all’empatia?
Passione e competenza. Chi sceglie di fare il volontario è generalmente una persona che è già entrata in contatto con il dolore e per questo è in grado di mettersi al servizio del dolore altrui. Il volontario è una persona che sceglie di dare un significato alla propria vita.

 

 

Donare il sangue fa bene, non solo a chi lo riceve


E-mail Stampa PDF

 

blood

Le strade della solidarietà sono infinite. La donazione del sangue rappresenta una delle vie che più facilmente possiamo imboccare per stare al fianco di chi soffre.

L’impegno dell’AIL è orientato a sostenere sia la ricerca scientifica sulle malattie del sangue, sia i pazienti costretti a cure specifiche nei reparti ospedalieri e a casa. Qualche volta, per questi pazienti, i medici devono fare ricorso allo strumento della trasfusione e non sempre il sangue raccolto attraverso i familiari del ricevente è sufficiente. Ecco dunque uno dei casi in cui è necessario per gli ospedali e le strutture sanitarie in genere, avere dei donatori sui quali contare.

Spesso la mancanza di una corretta informazione sull’argomento scoraggia anche i più generosi, tenendoli lontani da quella che per qualcuno è già una buona abitudine.

Occorre innanzitutto considerare che il prelievo non comporta rischi, come nel caso di una banalissima analisi del sangue. Cambia solo il tempo di permanenza nella sala prelievi, una quindicina di minuti se si dona sangue intero.

In ogni caso, è un’operazione che viene eseguita nel più totale rispetto delle norme igieniche e di sicurezza. Inoltre la quantità di sangue prelevata equivale a circa 450 millilitri, sui sette litri che circolano nel nostro corpo. Una quantità quindi piuttosto contenuta. L’Italia ha raggiunto l’autosufficienza, rispetto al fabbisogno di sangue, ma in alcune aree ci sono maggiori carenze rispetto ad altre.
Sottolineare che non si tratta soltanto di un gesto di altruismo, la molla principale che spinge verso la donazione, è importante.

Attraverso questa pratica, infatti, facciamo qualcosa anche per la nostra salute.
I soggetti che donano regolarmente, ma ciò vale anche nel caso di una donazione occasionale, sono sottoposti ad una serie di controlli che, per pigrizia o per mancanza di informazione, non fanno durante l’anno. Le analisi cui viene sottoposto il sangue, prima e dopo la donazione, sono accuratissime. Colui che dona “passa attraverso” l’emocromo con formula, test per l’epatite B e C e test per l’HIV.

Ai donatori abituali inoltre, vengono controllati, almeno una volta l’anno, i livelli di glicemia, creatinina, colesterolo totale e HDL (quello cosiddetto cattivo), i trigliceridi e le proteine totali.

Inoltre prima di stendersi sul lettino per la donazione, si viene visitati dal medico, che accerta il nostro stato di salute e le nostre abitudini quotidiane.

Alcuni studi scientifici avrebbero anche dimostrato che il rischio di sviluppare patologie come il diabete mellito o quelle cardiovascolari, risulterebbe più basso nei donatori abituali di sangue, cioè quelli che lo fanno almeno una volta l’anno. E allora perché indugiare? Fate del bene e fatevi del bene.

Donate il sangue. 

 

 

Uova di Pasqua AIL

E-mail Stampa PDF

IMG 3288

Conclusa anche quest’anno la tradizionale campagna dell’AIL che ha visto protagoniste le piazze italiane e le uova di cioccolato. 

Grandi i risultati dell’iniziativa a livello nazionale, e altrettanto importanti quelli registrati a Taranto. 
AIL esprime quindi un grazie
 particolare a tutti coloro i quali hanno manifestato, attraverso un gesto semplice ma carico di significati, la loro solidarietà nei confronti di chi è affetto da una malattia ematologica. 

Grazie a chi si è recato in piazza, nelle zone in cui erano stati allestiti gli stand con le uova pasquali, e grazie anche ai rivenditori (Bar Gelateria Pasticceria Trani, Bar Lombardia e Caseificio Vito Benedetto) che hanno accolto il tradizionale dolce nel proprio esercizio commerciale, dando un contributo importante alla sua distribuzione. 

Ci ha sostenuto, lungo questo periodo, anche l’Hospice San Bartolomeo, di Martina Franca

Ringraziamo anche loro e i loro ospiti e tutti voi che avete regalato le uova AIL ai vostri figli, ai parenti, agli amici. 
La risposta della città alla campagna nazionale, organizzata, come ogni anno, nel periodo della Pasqua, è una conferma dello spirito di una comunità sempre pronta a sostenere l’associazione. 


Il ringraziamento degli operatori e dei volontari AIL si estende a tutta la provincia del capoluogo jonico, nessuno è mancato all’appello. Ognuno ha contribuito a tenere alta la bandiera della solidarietà. 

La raccolta, circa 5000 uova di cioccolato distribuite in cambio di un piccolo contributo all’associazione, testimonia la bontà dell’impegno AIL contro malattie come le leucemie, i linfomi e i mielomi. 
La dedizione dei volontari, l’entusiasmo dei sostenitori e il sollievo dei pazienti che vivono il momento della malattia con meno angoscia, anche grazie ai nostri interventi, sono il motore che spinge l’associazione a proseguire nella sua attività. 


Tre giornate nelle piazze di Taranto e provincia dedicate alla distribuzione delle coloratissime uova di cioccolato pasquali significano soprattutto fondi utili a sostenere la ricerca scientifica, attraverso  il Gruppo Gimema, il Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto, fondato nel 1982, su proposta del Prof. Franco Mandelli. 
I fondi raccolti nel primo fine settimana di aprile (quello interessato dalla campagna) e nelle due settimane seguenti serviranno anche a sostenere le attività che AIL porta avanti nel reparto di ematologia dell’ospedale Moscati, così come casa AIL. La residenza dove trovano accoglienza i pazienti che vengono a Taranto da altre regioni, per curarsi, e i loro familiari. 


Con la stessa dedizione e professionalità l’associazione dà anche la possibilità, a chi sceglie questa alternativa, di avere accesso alle cure a domicilio, grazie ad un’equipe multidisciplinare composta, tra gli altri, da medici, infermieri e psicologi. Ogni traguardo che AIL raggiunge è merito di un piccolo gesto. Il vostro. 

Grazie! 

 

Dona il 5x1000 all’AIL. 


E-mail Stampa PDF

ail-dona copia

E’ tempo di dichiarazione dei redditi, è tempo di cinque per mille. Diecimila, centomila e ancor più sono le persone che possiamo aiutare grazie ad una piccolissima percentuale. 


E se per molti resta sconosciuta la modalità di calcolo di questo strumento, è sicuramente noto a tutti il beneficio che il 5xmille può rappresentare per associazioni come l’AIL. Impegnate quotidianamente nel sostegno alla ricerca scientifica contro le malattie ematologiche e, sul campo, con un team di medici e professionisti della sanità. Sempre al fianco di chi soffre. 

Nei reparti ospedalieri, dove i pazienti ricevono le terapie e a domicilio. 
Un punto di forza dell’associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma è proprio nelle cure e nell’assistenza offerte a domicilio. Il luogo migliore per curarsi non può che essere casa propria, tra gli affetti familiari e in compagnia degli amici. 


Ma per fare questo AIL ha bisogno del tuo aiuto

A Taranto l’associazione segue più di 200 pazienti, provincia compresa, attraverso una nutrita equipe multidisciplinare che comprende, tra le altre figure professionali, medici, infermieri e psicologi. 
Il 5x1000 offre un’altra possibilità, oltre a quelle rappresentate dalle uova di Pasqua e da analoghe iniziative che attraversano le stagioni, a chi decide di sostenere la sezione locale dell’associazione. 


E’ semplice destinare il cinque per mille all’AILBasta riportare nell’apposito spazio del modello 730 il codice fiscale dell’associazione. Nel caso dell’AIL, i numeri da inserire sono i seguenti: 80102390582.


Per capire come fare a calcolarlo, se non si beneficia dell’assistenza di un commercialista, sul sito esiste un’apposita pagina con calcolatore. Basta cliccare sul seguente link: https://cinquepermille.ail.it/.


Dall’anno della sua introduzione, il 2006, ad oggi, moltissime persone hanno fatto ricorso a questo strumento per esercitare la propria solidarietà. 
Un modo per essere vicini alle associazioni no-profit, alle attività di ricerca e sanitarie e a quelle socialmente utili. 
Il cinque per mille non è altro che una quota dell’imposta che tutti conosciamo con l’acronimo di Irpef cui lo Stato italiano rinuncia, decidendo di ripartirla tra gli enti che svolgono attività di rilievo sociale. Il contributo è offerto spontaneamente dal cittadino, attraverso la dichiarazione dei redditi. 
La destinazione del 5x1000 all’AIL, come a qualsiasi altra associazione, non comporta carichi fiscali aggiuntivi per il contribuente, che è in ogni caso obbligato, contestualmente alla dichiarazione dei redditi, a pagare l’Irpef. 

 
Pagina 3 di 21

Diventa donatore

Orario sede

Lunedì

09.00 - 13.00

Martedì

09.00 - 13.00

Mercoledì

09.00 - 13.00

Giovedì

09.00 - 13.00

Venerdì

09.00 - 13.00

Facebook FanBox