“Un angelo per cappello” per le pazienti oncologiche


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Un’iniziativa partita da Lucca e arrivata anche a Taranto

UnAngeloPerCappello AIL.imgFilomania e filantropia, nel caso di Annalisa Porcella, viaggiano alla stessa velocità. La proprietaria di un negozio lucchese, punto di riferimento per gli amanti dell’ago e del filo, ha ideato un copricapo speciale, pensando alle donne colpite dal cancro.

Un angelo per cappello”, simbolo di solidarietà, è un oggetto realizzato in puro cotone americano, da regalare alle donne che sono ricoverate nei reparti di Oncologia ginecologica, degli ospedali di Lucca e di Pisa.
Affrontare la malattia non è semplice, le terapie sono spesso dolorose e le implicazioni di carattere estetico non sono da trascurare. Molte donne costrette a lunghi cicli di chemio perdono inevitabilmente i capelli, con effetti negativi sull’umore e sull’autostima. Annalisa ha pensato di aiutarle ideando questa speciale “fascia” per i capelli. Un’idea brillante, adatta anche all’estate, che a dispetto delle basse temperature, è alle porte.

 

Con un video pubblicato su una pagina Facebook appositamente creata (https://it-it.facebook.com/filomanialucca/videos/progetto-un-angelo-per-cappellovideo-tutorial-parte-1-per-la-realizzazione-benef/1161812533959876/), Annalisa spiega come fare per realizzare il “cappello”.

 

L’idea ha dato vita ad un movimento più grande, il cui unico obiettivo è donare un po’ di colore e un sorriso a chi sta lottando contro il cancro. 

Centinaia di donne infatti hanno seguito l’esempio di Annalisa e hanno fatto della loro passione, l’arte del cucito, uno strumento di solidarietà.

 

Dopo aver acquistato l’occorrente, si sono messe alla prova, con carta da modello, matite, forbici, ago e fili colorati ed hanno creato centinaia di fasce per capelli.
I copricapi così realizzati, allegri e dalle fantasie più diverse, sono arrivati tra le corsie dei reparti di Oncologia a Pisa, Lucca e persino a Bologna.
Anche a Taranto c’è chi ha abbracciato il progetto di Annalisa e ha messo a disposizione della solidarietà, tempo e passione.

Qui Sabrina Simili e le sue amiche hanno pensato di fare la stessa cosa per le donne ricoverate al Moscati. E l’AIL si è fatta portavoce di questa iniziativa, presso il day Hospital diretto dal dottor Patrizio Mazza.

Il valore dell’attività di queste volontarie non è solo nell’oggetto che viene regalato alle pazienti, ma anche e soprattutto nell’idea stessa e nel sentimento di vicinanza da cui ha avuto origine tutta l’operazione.

Non dimentichiamoci mai che il calore e l’affetto sono indispensabili quanto le cure mediche, per combattere le patologie oncologiche, le malattie in generale. Ail è sempre al fianco di chi soffre e lo è anche nel portare in corsia un “Angelo per cappello”.