L’Ail di Taranto compie 25 anni. A fine giugno un convegno ed una serata speciale

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casarottiNe parliamo con Patrizia Casarotti, presidente Ail, sezione locale

In vista delle celebrazioni per i 25 anni dell’AIL di Taranto, in concomitanza con altri due importanti appuntamenti, la Giornata Nazionale contro leucemie, linfomi e mieloma e il 50esimo compleanno dell’AIL nazionale, abbiamo parlato con Patrizia Casarotti, presidente della sezione di Taranto.

Facendo un rapido bilancio di questi 25 anni, come giudica i risultati?

Da quando l’Ail è stata fondata dall’allora presidente - la dottoressa Annamaria Gentile - ad oggi, l’associazione ha fatto dei passi in avanti incredibili, in tutti gli ambiti. Nel 2003, grazie all’impegno della dottoressa Barbara Amurri è stata avviata l’attività domiciliare, per alcuni pazienti. Allora si trattava di un numero ancora limitato di persone. Due anni più tardi, i medici Roberto Brundisini e Giovanni dell’Erba diedero vita ad interventi più strutturati, con loro era partita la fase importantissima dell’assistenza domiciliare guidata da una vera e propria equipe. 

Si può affermare che l’assistenza domiciliare sia il cuore dell’attività Ail a Taranto?

Lo è a tutti gli effetti. Siamo tra le sezioni che hanno avviato per prime questo servizio, su tutto il territorio nazionale, in particolare in Puglia e continuiamo ad essere una realtà molto attiva in questo ambito. Nella nostra Regione, “primeggiamo”, per le cure domiciliari, accanto a Bari e Lecce. 

Cosa è cambiato negli anni, in ambito di assistenza domiciliare?

E’ cresciuto il numero dei pazienti assistiti, i volontari Ail intervengono già da tempo non più solo a Taranto, ma anche in tutto il territorio della provincia, da Avetrana a Laterza. 

Per i 25 anni di vita della sezione locale avete organizzato un convegno e una serata di beneficènza. Ci sono dei nuovi progetti che presenterete in occasione di questi eventi?

Abbiamo tante idee da sviluppare, per il 28 giugno abbiamo organizzato un convegno dal titolo “La nuova frontiera della medicina – Prendersi cura a domicilio”. Sarà presente anche il presidente nazionale Ail, Sergio Amadori. Si parlerà dei risultati raggiunti, del tipo di assistenza che offriamo e di progetti in cantiere. Il corso di formazione per Care Giver, cioè per chi assiste un paziente a domicilio e la possibilità di applicare i picc ai pazienti, a casa loro, sono i due più importanti progetti sui quali stiamo lavorando.

Cosa sono i picc? Per il corso da Care Giver avete già delle adesioni?

Il picc è un catetere venoso che viene inserito perifericamente all’altezza del braccio e può rimanere in sede fino a sei mesi. Consente di somministrare al paziente terapie e farmaci, preservando le vene e il braccio stesso che in questo modo vengono sottratti a continue sollecitazioni. In genere i pazienti si recano in ospedale per l’applicazione di questo dispositivo, noi vorremmo poterlo fare a domicilio. Per quel che riguarda il corso, abbiamo già preso accordi con l’Osmairm di Laterza, altrettanto interessata ad avviare un percorso formativo per assistenti domiciliari. Non abbiamo ancora delle iscrizioni, perché il corso per il momento è sulla carta, ma abbiamo già raccolto tante manifestazioni di interesse. 

Se anche la vostra equipe potesse intervenire, per l’inserimento dei picc, sarebbe un grande sollievo per le strutture ospedaliere, il cui lavoro potrebbe essere alleggerito dal vostro impegno. Il “reparto” che segue i pazienti, per i picc da applicare e, in un secondo momento, rimuovere, ne risulterebbe decongestionato.

Esattamente. E’ tuttavia un’operazione che deve fare un medico, con l’ausilio di un ecografo portatile, che dovremmo provvedere ad acquistare. Quanto alla strumentazione, abbiamo bisogno anche di defibrillatori, fondamentali per alcune delle nostre attività. Per questo siamo in contatto con diverse aziende locali e privati cittadini interessati a sostenere i nostri progetti, a finanziare in parte gli acquisti. Anche il Comitato Scientifico è favorevole all’idea del picc applicabile dai nostri medici. 

Per il 29 giugno invece avete pensato ad una serata in musica, per raccogliere fondi e per celebrare i 25 anni dell’associazione. Come sarà strutturata?

Abbiamo pensato ad una serata che vedrà protagoniste la musica, l’arte e la solidarietà. L’Orchestra della Magna Grecia accompagnerà tutte le esibizioni. Tra gli ospiti in cartellone: Mario Rosini, Mimmo Cavallo, la chitarrista Palma Cosa, Graziano Galatone e i Terraross, suonatori e menestrelli della bassa Murgia. Verranno proiettati anche dei videomessaggi di artisti che non saranno presenti fisicamente, ma saranno con noi con il cuore. Tra loro anche Mariella Nava e Renzo Rubino. Ci sarà spazio anche per le risate, con il comico Dino Paradiso. E’ inoltre previsto un momento particolare, durante il quale una modella di Itaca, l’associazione che ha curato i murales presso l’ospedale Moscati, presterà il suo corpo per la body painting live. A condurre la serata Mauro Pulpito. 

La serata si tiene al Teatro Fusco. E’ aperta a tutti, come anche il convegno del 28. Ma come si fa ad assicurarsi una poltrona in platea?

Siete tutti invitati a partecipare, sia al convegno, sia alla serata al Fusco. Sarà un’occasione importante di incontro e di raccolta fondi. Con un piccolo contributo si potrà assistere ad uno spettacolo davvero molto ricco. Le persone interessate a partecipare possono chiamare la sede dell’Ail al numero 099 4533289 oppure scrivere all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

All'evento saranno presenti i rappresentanti delle sezioni  Ail di Reggio Calabria, Siracusa, L’Aquila, Parma, Matera, della provincia di Barletta Andria Trani, di Brindisi, Lecce e Foggia. 

 

Il convegno “La Nuova Frontiera della Medicina – Prendersi cura a domicilio” si tiene venerdì 28 giugno, presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, a partire dalle 9, mentre la serata al Teatro Fusco è in programma sabato 29 giugno, alle 20.