Il Presidente Mattarella: il Professor Mandelli è stato un maestro

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PDR 2149In occasione dei 50 anni AIL, ricevuta al Quirinale una delegazione dell’Associazione 

Quest’anno l’Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma ha compiuto 50 anni, ricorrenza importante cui se n’è affiancata un’altra, non meno significativa: i 25 anni di attività della sezione provinciale AIL di Taranto. Entrambi gli anniversari sono stati celebrati con iniziative di vario genere, organizzate a livello nazionale e locale. 

A Taranto l’appello alla solidarietà, lanciato attraverso un Convegno e una Serata di Gala, è stato raccolto da quanti, numerosi, hanno partecipato agli eventi organizzati e promossi dalla direzione locale AIL. Non solo a scopo celebrativo ma anche per sensibilizzare, ancora una volta, la cittadinanza, sull’importanza di offrire un contributo alla lotta contro le malattie del sangue. 

A livello nazionale, in occasione del 50esimo anno di attività dell’Associazione, una sua nutrita delegazione è stata ricevuta, lo scorso 21 giugno, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

L’incontro ha rappresentato un momento di grande espressione civica, un’occasione che il presidente AIL Sergio Amadori ha colto, per tracciare un rapido bilancio degli innumerevoli traguardi raggiunti finora dall’associazione, negli ambiti più diversi, attraverso le sue 81 sezioni, presenti in tutta Italia. Non sono mancate testimonianze particolarmente toccanti da parte di volontari, ricercatori e di chi ha dovuto viaggiare attraverso l’esperienza della malattia. 

Il presidente Amadori ha tenuto a sottolineare i principi cardine della missione AIL: sostenere la ricerca attraverso articolate campagne di raccolta fondi e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie ematologiche.

Nel corso della cerimonia, si è sottolineato anche il valore delle borse di studio finanziate dall’AIL, strumento che consente a molti ricercatori, anche neolaureati, di accedere ai laboratori, di mettere alla prova le proprie capacità, nel campo della sperimentazione. Studi che conducono ad una condizione di maggiore probabilità di guarigione per un numero sempre crescente di pazienti. Risultato che “contribuisce alla libertà degli uomini”. 

“La nostra è una bella casa”, ha dichiarato con orgoglio e commozione una volontaria che dedica molto del suo tempo ai residenti in una casa alloggio AIL: tanta solidarietà e tanti sorrisi, nonostante le prove difficili da affrontare quotidianamente. 

Con il suo intervento, il Presidente Mattarella ha inteso ringraziare l’AIL, i suoi medici, i suoi volontari e i ricercatori, ma ha voluto anche ricordare con affetto, il Professor Franco Mandelli.   

La strada di speranza che l’AIL indica ai malati ematologici è la stessa che Mandelli ha costruito negli anni della sua preziosa attività.

“La Repubblica gli deve molto - ha dichiarato Mattarella - ci ha lasciati meno di un anno fa, oggi ci manca la sua presenza, ma non il suo insegnamento. Ho avuto occasione di conoscerlo e frequentarlo. In lui spiccavano doti preziose, come una grande serietà di impegno ed una carica di umanità sempre accompagnate da ottimismo e speranza. Era un maestro nel fornire indicazioni alla scienza e nella capacità di informare la pubblica opinione. Questi 50 anni sono l’espressione dell’impegno di uno scienziato che ha sempre posto al centro di ogni sua azione, la persona. Aveva una grande capacità nel dialogare con i pazienti e con i familiari. La Fondazione Gimema è un pilastro della ricerca nel nostro Paese e l’Ail è una testimonianza di come si possano convogliare al meglio tante energie positive di generosa dedizione, di tante persone”.