La raccolta fondi di Mister Sorriso per AIL

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iorestoacasaL’emergenza internazionale di salute pubblica Covid-19 (così come l’Oms l’ha definita) ha messo in crisi anche l’AIL, che fatica non poco, in questi giorni, ad assicurare a tutti i pazienti ematologici di Taranto e provincia i propri servizi. Le cose non vanno diversamente nelle altre città italiane; l’interruzione della Campagna Uova di Pasqua AIL 2020, almeno nelle forme in cui l’abbiamo conosciuta finora, costituisce un ostacolo ulteriore per tutti gli operatori dell’Associazione. Meno fondi a disposizione mettono a rischio tutte le attività in corso, sia quelle in favore dei pazienti e delle loro famiglie, sia quelle eminentemente scientifiche, legate cioè alla ricerca.

Tuttavia, in questo momento non ci si può permettere di “rallentare”, perché le malattie onco-ematologiche naturalmente non si fermano.  

L’Associazione Mister Sorriso – Volontari della Gioia ha avviato una raccolta fondi, lanciando l’hashtag #ioticuroacasa. Un modo per supportare i medici volontari dell’AIL di Taranto, provvedendo ad acquistare dispositivi di protezione individuale, come le mascherine. Senza tali strumenti, l’AIL non potrebbe continuare a curare a domicilio i propri pazienti.

L’AIL segue centinaia di pazienti in tutta la provincia di Taranto, offrendo loro servizi diversi, tra i quali le trasfusioni, le cure terapeutiche, quelle palliative e il sostegno psicologico. Quest’ultimo è garantito anche ai familiari dei pazienti. 

Per sostenere l’Associazione, attraverso Mister Sorriso, il link da aprire è il seguentehttps://www.gofundme.com/f/ioticuroacasa?utm_source=customer&utm_medium=copy_link-tip&utm_campaign=p_cp+share-sheet&fbclid=IwAR3Le2c1fmGleMXDWJDWvnUiTmLgHYltXdYccaoQGI77T1fvvJl8dgv3WOE.

Nei suoi interventi a domicilio, l’AIL ha sempre messo la salute del paziente al primo posto; in seguito alla diffusione del Covid-19 le attenzioni degli operatori sono triplicate. I medici, gli infermieri, gli OSS e il fisioterapista, devono essere dotati di mascherine e di occhiali protettivi. Un costo ulteriore per la Sezione locale dell’Associazione, anche in termini di impegno. Come è noto non è semplice trovare i dispositivi, e tale ricerca sottrae tempo e risorse alle altre attività. 

L’AIL ha dovuto, considerata l’emergenza e la penuria di dispositivi di protezione, ridurre i suoi interventi, continuando a seguire (attraverso l’accesso domiciliare protetto) i pazienti per i quali le cure sono indifferibili, contingentando quindi l’uso degli strumenti. I pazienti con necessità meno stringenti vengono invece monitorati attraverso i mezzi di comunicazione, telefono in primis. Al contempo l’AIL sta “formando” i familiari di quelle persone in modo che l’assistenza non subisca interruzioni. 

Sostenete l’AIL, darete una mano alle persone più fragili, i malati onco-ematologici, immunodepressi e quindi più vulnerabili alle altre malattie.