Paziente refrattario alle cure guarisce

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IEO logo copiaNon rispondeva alle cure tradizionali. Oggi non solo sta bene ma è stato dichiarato “clinicamente guarito”.

Si tratta di un giovane uomo di 35 anni sottopostosi a trapianto di midollo osseo, perché affetto da una forma di leucemia mieloide acuta. Prima dell’intervento (occorre ottenere la remissione della malattia prima di eseguirlo, per scongiurare il rischio di ricadute), il suo quadro clinico restava per i medici pressochè invariato, nonostante i trattamenti. Poi l’equipe della Divisione di Ematoncologia e Trapianto di midollo dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) ha deciso di cambiare strada, modificando la chemioterapia in corso e proponendo al paziente la combinazione con un altro farmaco, già in uso, ma su un’altra fascia di malati ematologici.

La notizia è apparsa sul sito di Repubblica, mentre i risultati della “sperimentazione” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Leukemia & Lymphoma

Il farmaco che ha salvato la vita al paziente in un primo momento refrattario alle cure si chiama venetoclax. Fino ad ora era stato impiegato per la cura dei pazienti anziani colpiti da leucemia mieloide acuta. In fase iniziale viene già da tempo somministrato loro questo medicinale. 

Il dottor Corrado Tarella e la dottoressa Elisabetta Todisco dello IEO hanno deciso di organizzare uno studio clinico nell’ambito del Gruppo Italiano Trapianto di Midollo; credono fermamente che questi risultati siano replicabili. Se la ricerca dovesse avere esito positivo, come ci si aspetta, d’ora in poi si avrebbe un’arma in più contro la resistenza alla chemioterapia di alcune forme di leucemia acuta. Da solo il venetoclax potrebbe d’altro canto rappresentare un’efficace terapia di supporto per i pazienti che hanno subito un trapianto allogenico. 

La ricerca scientifica segna ogni giorno nuovi importanti progressi. Poter fare ricerca significa avere a disposizione sempre più farmaci per la cura delle malattie ematologiche, nuove modalità diagnostiche, terapie sempre più mirate ed efficaci, trattamenti personalizzati. AIL sostiene la ricerca scientifica, grazie alle vostre donazioni. I volontari AIL Sezione di Taranto assistono i pazienti in ospedale e a domicilio; essi rappresentano, con i medici e gli infermieri, un punto di riferimento anche per le famiglie dei malati ematologici, che vengono sostenute anche dal punto di vista psicologico. Esattamente come i malati. 

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