Ematologia, “terapie e ricerca non si sono fermate” - Aspettando la V Conferenza Nazionale Ail

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La pandemia non ha fermato la ricerca scientifica sulle malattie onco-ematologiche, né l’assistenza ai pazienti. Queste parole sono l’estrema sintesi della relazione di Mario Boccadoro, direttore della Divisione Universitaria di Ematologia Università degli Studi di Torino, Aou Città della Salute e della Scienza,  intervenuto ieri alla web Conference, dal titolo “La vita ai tempi del Covid-19”, organizzata dall’AIL. L’occasione, per la prima volta interamente virtuale, è servita anche a presentare la V Conferenza Nazionale di Ematologia, in programma anch’essa in modalità virtuale, il 9 e il 10 novembre prossimi. 

Boccadoro ha sottolineato le tante difficoltà dei pazienti ematologici in cura, presso gli ospedali o a domicilio. Molti di loro – ha detto – si sentono trascurati o abbandonati, per via dell’emergenza Sars-CoV-2.

In realtà - stando alla sua testimonianza - le terapie importanti (trapianti, Car-T, etc.) si sono fermate molto poco. I protocolli hanno subito ritardi, ma non degli stop. Così come le attività importanti e la ricerca scientifica. 

Sicuramente la Sezione provinciale AIL di Taranto non ha mai interrotto il proprio cammino, al fianco dei pazienti ematologici. Pur se tra mille difficoltà, l’assistenza domiciliare è stata garantita, anche durante la quarantena. Certo questo servizio (come altri ai quali i malati con le loro famiglie hanno accesso), ha subito dei cambiamenti; c’è voluta, da parte dei volontari, tanta capacità d’adattamento.

Nei casi in cui è stato possibile farlo, si è scelto di procedere con l’assistenza a distanza, soprattutto per salvaguardare il paziente. Anche oggi, come a marzo, il contesto suggerisce molta cautela. Nell’interesse degli stessi pazienti. 

Tornando alla Web Conference, Boccadoro ha affermato che, per certi aspetti, la pandemia ha agevolato alcune famiglie. Per esempio, è aumentato il numero dei farmaci consegnati a domicilio e si sono allungati i tempi di osservazione dei pazienti. I dati naturalmente differiscono da regione a regione; rimandiamo ad un’altra occasione approfondimenti in merito. 

Nel corso della V Conferenza nazionale di Ematologia si farà il punto della situazione, mettendo al corrente i pazienti sulle azioni intraprese finora, e da intraprendere nei prossimi mesi, per continuare a garantire loro l’assistenza e le cure cui hanno diritto. Sappiamo che chi è affetto da una o più patologie è più esposto al rischio di sviluppare le complicanze del Covid-19. Per questa ragione l’AIL sta lavorando con i medici, per la tutela di queste persone e delle loro famiglie, in un momento molto difficile per l’intera Europa e per il resto del mondo. 

Rispetto alle Car-T, i ritardi - è stato riportato – non dipendono soltanto dal Covid. Quelli già rilevati in precedenza sono stati aggravati dall’emergenza sanitaria. I progressi della ricerca, in ogni caso, proseguono. Aspettiamo di saperne di più il 9 e il 10 novembre, in occasione della V Conferenza Nazionale di Ematologia organizzata dall’AIL. Intanto non dimentichiamo di sostenere l’Associazione. Grazie sin d’ora a tutti.