Legge su oblio oncologico, primi risultati

La raccolta firme per la promozione di una legge che garantisca il diritto all’oblio oncologico segna un primo importante risultato. Su questo sito avevamo già dato evidenza alla campagna; oggi riportiamo un aggiornamento. Le firme raccolte finora sono 60 mila, un traguardo notevole, ma non sufficiente. Bisogna arrivare a quota 100 mila. I destinatari della richiesta relativa a una legge che tuteli questo diritto sono il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio, Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza.

Il nodo che la legge intende sciogliere riguarda proprio le discriminazioni che colpiscono le persone che si sono ammalate, alle quali è stato diagnosticato un cancro e, in seguito alle cure, sono guarite. Attualmente, la malattia, anche se in remissione parziale o completa, resta tra i dati in possesso di enti e istituzioni, e si configura, nei documenti di chi gestisce quei dati, come una sorta di macchia indelebile. Un ostacolo all’ottenimento di qualsivoglia servizio, prestiti bancari compresi.

Che ciò possa accadere è profondamente ingiusto, nonché lesivo della sfera personale di ogni cittadino. Non basta aver affrontato una patologia complicata e dall’esito incerto; quando il paziente si riprende scopre che nonostante la guarigione, la malattia continua a essere per lui un ostacolo alle attività quotidiane. Prima, dunque vengono i problemi fisici e psicologici, poi, quando la situazione sembra migliorare dal punto di vista clinico, arrivano gli impedimenti burocratici.

A sottolineare la necessità di una legge è la Fondazione AIOM (Associazione italiana oncologia medica), che promuove la raccolta delle adesioni attraverso l’iniziativa “Io non sono il mio tumore”.

L’Italia è indietro, in questo ambito, dal punto di vista legislativo. Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda e Portogallo tutelano gli ex pazienti oncologici ed ematologici con una legge specifica. Il progetto, avviato anche sui social, lo scorso gennaio, si arricchisce di nuove attività. Per citarne una, forse la più significativa, la raccolta delle firme negli ospedali.

Per maggiori informazioni e per aderire alla campagna si può visitare il sito dirittoallobliotumori.org. Per l’AIL di Taranto, come per tutte le associazioni che si occupano di assistenza, è fondamentale tutelare i diritti del paziente. La qualità della sua vita dipende dalle cure e dall’assistenza cui ha accesso (in questo senso l’Associazione svolge sul territorio un grande lavoro), così come dalle prospettive future, compresa la possibilità di non vedersi penalizzato, a causa della sua condizione di ex paziente. Un paradosso da superare a tutti i costi.  

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