L’estate per i pazienti ematologici. Il sole sì, ma con cautela

Siamo nel pieno dell’estate più calda e più arida di sempre. Le temperature elevate e l’umidità che raggiunge percentuali altrettanto alte devono suggerire, soprattutto ai pazienti ematologici e a chiunque viva una condizione di fragilità, particolari cautele.

Abbiamo già indicato una serie di rimedi al caldo eccessivo e alcuni comportamenti che sarebbe bene adottare per combattere gli effetti negativi delle temperature da record sulla salute.

Una parentesi importante: agosto è il mese delle ferie, per moltissimi italiani. Prima di partire, però, ricordiamoci di andare a donare il sangue. Come è noto, le donazioni hanno subito una flessione, a causa della diffusione del contagio da coronavirus. Ancora oggi, in un momento non più emergenziale anche se ancora di grande attenzione (le precauzioni anti-Covid non devono assolutamente essere abbandonate), i centri di raccolta del sangue e del plasma sono in grande difficoltà.

Ricordiamoci che per alcune categorie di pazienti le trasfusioni sono fondamentali, rappresentano l’unica terapia salvavita (pensiamo ai pazienti Beta talassemici, per esempio). Le donazioni avvengono seguendo modalità che garantiscono al donatore la massima sicurezza sanitaria. Prima di partire per le vacanze, ricordiamo di andare a donare il sangue presso il centro a noi più vicino. Sul sito dell’Asl di Taranto c’è una sezione dedicata (https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/centri-donazione-sangue) con tutte le indicazioni utili.

Tornando ai comportamenti da adottare in questo periodo, per evitare che il caldo peggiori una condizione di già conclamata fragilità, partiamo dall’esposizione ai raggi solari. I pazienti ematologici, in cura o in fase di remissione, dovrebbero consultare il medico prima di esporsi al sole. Chi si è sottoposto a radioterapia o radio-chemioterapia non dovrebbe esporsi ai raggi UV. L’esposizione è sconsigliata per un periodo di almeno un anno dal trattamento. Si corre il rischio di sviluppare una iper-pigmentazione post infiammatoria. Il processo infiammatorio potrebbe, tra l’altro, ripetersi anche a distanza di tempo.

I capelli si indeboliscono, in genere, per via delle terapie antitumorali (tumori solidi e liquidi). Proteggerli con una maschera o un balsamo, dopo i lavaggi, è una buona abitudine. Un buon prodotto crea un film protettivo intorno al fusto dei capelli, rendendoli più forti. Esistono anche cosmetici naturali che si possono usare per fortificare i capelli. Tuttavia, prima di acquistarli, è bene chiedere consiglio al medico. Chi ha avuto l’ok ad andare al mare, farà bene a proteggere pelle e capelli, con filtri adeguati. Un’operazione che dovrebbe, in realtà, fare chiunque di noi. La crema protettiva e il filtro per i capelli vanno applicati più volte, durante l’intervallo di tempo che si trascorre in spiaggia; ogni mezz’ora/50 minuti, a seconda del fattore di protezione e indipendentemente dall’indicazione water proof sulla confezione.

Alcuni farmaci utilizzati nelle terapie onco-ematologiche (così come anche altri medicinali, tipo gli antinfiammatori non steroidei) possono essere fotosensibilizzanti. Determinano cioè una maggiore sensibilità della pelle ai raggi ultravioletti (sole e lampade abbronzanti). Prima di esporsi, anche in questo caso, è bene informarsi sugli effetti collaterali dei farmaci che si stanno assumendo. Il suggerimento vale per chiunque assuma dei medicinali, non solo per i pazienti ematologici.

Sottolineiamo ancora una volta l’importanza di idratare la pelle, con creme delicate, sia che si frequenti la spiaggia (in questo caso andranno bene i prodotti dopo sole), sia in caso contrario. La pelle di chi segue una terapia onco-ematologica tende a disidratarsi più facilmente, per cui utilizzare fluidi, sieri, creme e gel idratanti può essere di grande aiuto, soprattutto in estate. Il web è ricco di siti e portali che offrono suggerimenti ai pazienti onco-ematologici. Occorre però fare attenzione, selezionare solo le informazioni presenti sui siti accreditati, ufficiali, certificati. Sugli argomenti citati sono consultabili, tra gli altri, le sezioni dedicate del Ministero della Salute, in particolare i consigli per affrontare al meglio le ondate di caldo, rivolti a tutti; alcuni articoli sui maggiori quotidiani italiani e il sito della Fondazione Veronesi. Oltre ai canali AIL naturalmente, sempre aperti ai pazienti e alle loro famiglie.

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