Quei farmaci lasciati al sole – I consigli di Federfarma

Le temperature elevatissime di questi giorni stanno mettendo a dura prova un po’ tutti. In particolar modo, le persone fragili. I pazienti ematologici, così come coloro che attraversano una condizione di sofferenza o disagio, sono esposti più di altri agli effetti negativi del caldo. Effetti che investono specialmente l’apparato cardiovascolare, il sistema neurovegetativo e la sfera psicologica. Il caldo rallenta le funzioni cerebrali, sia nelle persone sane, sia in quelle con una o più patologie (nel loro caso, le conseguenze delle temperature record sull’attività cerebrale sono ancora più evidenti).

Inoltre, c’è un aspetto che spesso si tende a sottovalutare, quando si parla di caldo e afa. Si tratta della conservazione dei farmaci. Li mettiamo in borsa e li portiamo in giro con noi, come se la borsa offrisse loro una sorta di scudo termico. Al contrario, i medicinali tenuti in borse e zaini possono subire alterazioni. Non lo consideriamo quasi mai. Dovremmo, invece, avere tutti una cura maggiore dei farmaci, evitando di esporli al calore eccessivo, sia in casa, sia nei nostri percorsi urbani.

Quali medicinali possono essere dannosi per l’organismo se ingeriti dopo essere stati esposti al sole?

Federfarma ci aiuta a capirlo. C’è poca consapevolezza del fatto che i farmaci ad alte temperature possono rovinarsi, anticipare la data di scadenza, perdere efficacia o provocare effetti collaterali, osserva Roberto Tobia, segretario di Federfarma.
La temperatura alla quale si conservano meglio i medicinali non dovrebbe mai superare i 25°. Difficile con il clima attuale, frutto di anni di cattiva gestione delle questioni ambientali. I farmaci non dovrebbero mai essere portati in spiaggia e lasciati al sole, neanche sotto l’ombrellone, perché anche all’ombra le temperature sono molto più alte della soglia di deterioramento indicata.

I farmaci che vanno incontro a degradazione con più facilità sono gli antiepilettici, gli anticoagulanti, i medicinali per tenere sotto controllo l’ipertensione e quelli per il diabete. L’insulina, per esempio, deve necessariamente essere conservata in frigorifero.

Anche dimenticarli in auto è sbagliato. All’interno dell’abitacolo di un’automobile in sosta sotto al sole si possono registrare temperature di oltre 70 gradi. I blister, inoltre, non dovrebbero essere separati dalla confezione, la scatola nella quale i medicinali si conservano meglio. Anche metterli in borsa o in valigia senza il foglietto illustrativo può essere rischioso. Nel senso che se durante la passeggiata fuori o la vacanza si dovesse avere bisogno di consultare il bugiardino, non lo si può fare. Chi dispone di uno smartphone, può certamente recuperalo sul web, digitando in un qualunque motore di ricerca, il suo nome.

Per chi viaggia in aereo, la raccomandazione di Federfarma è di portare i farmaci con sé a bordo, non nella valigia che sarà imbarcata nella stiva. Evitare la confusione che si genera tra i farmaci, quando li si separa dalle confezioni, consente di salvare vite!

In più, come l’AIL di Taranto suggerisce, sulla scia delle indicazioni di Federfarma, è molto importante chiedere al medico se i medicinali che si stanno assumendo possano, in qualche modo, confliggere con l’esposizione al sole, cioè se sia opportuno abbronzarsi oppure se non sia preferibile stare sotto l’ombrellone o a casa.
Un capitolo a parte meritano i pazienti ematologici, soprattutto i più fragili. Come sappiamo il sole può essere molto dannoso, soprattutto con queste temperature e nelle ore centrali della giornata. È l’ematologo la persona di riferimento per questo genere di indicazioni.

Anche i volontari AIL possono offrire supporto, in questo senso, facendo da tramite con il reparto di Ematologia dell’ospedale Moscati di Taranto.

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