Zucchero o dolcificante? Chiediamolo alla scienza

La dieta può essere una cura accanto alle terapie farmacologiche (lo è nella maggior parte dei casi). Sono sempre più frequenti gli studi scientifici che pongono in relazione la genesi e l’evoluzione di una patologia con l’alimentazione abituale del paziente. 

Per quel che riguarda i tumori, solidi o liquidi, non ci sono sufficienti evidenze scientifiche che lo zucchero ne favorisca lo sviluppo. Un’eccezione è rappresentata dal cancro al seno, per il quale esiste un riscontro scientificamente documentato (Fonte: Fondazione Veronesi).

In ogni caso, eliminare lo zucchero dalla dieta è sbagliato, ma contenerlo è consigliabile.

Gli zuccheri infatti fanno crescere le concentrazioni di insulina nel sangue e conseguentemente aprono la strada alle infiammazioni e a meccanismi che inducono la crescita delle cellule, anche di quelle malate. 

Quindi contenere l’assunzione di zucchero è un comportamento certamente più saggio che eliminarlo o sostituirlo con un dolcificante tradizionale o con sostanze edulcoranti di varia origine. 

La saccarina e il sucralosio intervengono sul microbiota intestinale, secondo una ricerca pubblicata su Cell, modificandolo. Ciò causerebbe un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, un risultato che renderebbe completamente vana la sostituzione dello zucchero con le due sostanze (Fonte: Focus Salute). 

Abitudini consolidate nel tempo, come l’uso dei dolcificanti (anche da parte di chi non ne ha bisogno) possono generare supposizioni sbagliate. Presupposti sui quali modificare la dieta, anche se non è stato il medico a suggerirlo. 

In altre parole, tenere una confezione di dolcificante in borsa da tirare fuori a ogni occasione, per evitare di ingerire zucchero, e pensare che questa scelta possa far bene all’organismo è sbagliato.

Lo è soprattutto in assenza di particolari condizioni patologiche o di indicazioni fornite dal medico. 

La ricerca che conferma il dato secondo il quale alcuni dolcificanti danneggerebbero il microbiota è stata condotta dal Weizmann Institute of Science di Israele. Lo studio ha coinvolto volontari umani.

A differenza delle precedenti ricerche, la sperimentazione non è stata realizzata impiegando topi. I risultati evidenziano che molto spesso le sostanze utilizzate in alternativa al demonizzato zucchero causano diabete e sovrappeso.

I pazienti ematologici seguiti da un’equipe di medici specializzati dovrebbero chiedere loro consiglio su come comportarsi a tavola, in particolar modo con gli zuccheri semplici, con il sale e con le carni rosse.

Sia il saccarosio, sia il sucralosio non sono direttamente responsabili dell’aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Hanno piuttosto un ruolo nel deprimere, per così dire, la capacità dell’organismo di gestire i livelli di zucchero nel sangue. Non si tratta di ricerche definitive.

La scienza procede per gradi, occorrono altri studi per seguire nel lungo periodo i pazienti esaminati.

Per affermare con certezza quanto rilevato finora a proposito dei dolcificanti citati. Si tratta di sperimentazioni che interessano da vicino non solo i pazienti onco-ematologici, ma tutti noi.

Sosteniamo sempre il lavoro prezioso dei ricercatori, sosteniamolo attraverso l’AIL, nelle tante forme in cui è possibile farlo. Tutte le modalità per essere accanto all’Ail di Taranto sono elencate nella pagina dedicata del sito. Grazie!

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