L’importanza della Prevenzione


Una diagnosi tempestiva fa crescere le chance di guarigione definitiva, anche nei casi più gravi. Spesso i campanelli d’allarme possono essere sintomi molto comuni: malessere diffuso, stanchezza, disturbi alla vista, prurito dopo la doccia. Possono infatti rivelare la presenza di una malattia ematologica.


Medici e laboratori oggi hanno a disposizione strumenti di diagnosi più veloci e senza dubbio più precisi. Attraverso un esame del sangue oggi si possono sapere tante cose sullo stato di salute di una persona, quando invece soltanto qualche anno fa era necessario sottoporsi ad una lunga serie di esami per avere un responso attendibile.
L’insufficienza di informazione può compromettere seriamente il percorso dei pazienti ematologici verso la guarigione o comunque verso la conquista di una migliore qualità della vita. Ecco perché è importante realizzare frequenti campagne informative.


Il primo passo da compiere per aiutare una persona in difficoltà, che non sa ancora di essere malata, è sostenerla con una puntuale e precisa comunicazione. Evitare che, in queste persone, la paura abbia il sopravvento è indispensabile, il compito dell’informazione dovrebbe essere anche quello di allontanare i timori. La consapevolezza rende più forti, in grado di prendere delle decisioni con maggiore cognizione di causa. Mai ritardare una diagnosi! Purtroppo, il Covid-19 ha impedito a molte persone di recarsi, nei periodi di lockdown e di maggiore diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2, presso le strutture sanitarie. Molte le diagnosi arrivate in ritardo, maggiori i rischi corsi da tali pazienti, più difficile il percorso di cura che si è delineato per loro.


L’AIL di Taranto invita i pazienti a non saltare le terapie, a recarsi dal medico o in ospedale, se la situazione lo richiede. Prima si diagnosticano le malattie ematologiche, prima vengono somministrate le cure, più alte sono le percentuali di remissione completa della patologia. Sostenere l’AIL significa favorire le campagne informative, contribuire ad una più diffusa consapevolezza circa i mezzi e gli strumenti di cura a disposizione di tutti.

Le malattie ematologiche. Come prevenirle.

Esistono delle abitudini e uno stile di vita che aprono la strada allo sviluppo delle patologie del sangue.
La Sezione AIL di Taranto ricorda che la prevenzione non vale soltanto per il cancro al seno, ma per tutte le patologie.

Come è ben specificato sul sito dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità), anche per i tumori ematologici esistono (leucemie, linfomi, mielomi, etc.) fattori di rischio legati all’età, allo stile di vita e all’ambiente. alcune malattie genetiche, come l’anemia di Fanconi, la sindrome di Bloom e la neurofibromatosi e alcune anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down, possono contribuire allo sviluppo delle patologie tumorali (in particolare alcune tipologie).

Il fumo ed una cattiva alimentazione possono incidere sull’insorgere di malattie particolarmente difficili da curare (tra quelle ematologiche), che colpiscono soprattutto gli adulti e le persone in età avanzata.. Anche l’attività fisica è importante per la prevenzione delle malattie del sangue.

Quanto agli esami clinici, sarebbe bene fare, almeno una volta all’anno, un emocromo completo e prestare attenzione ai sintomi anche minimi, quando presenti.

Il corpo ci dà dei segnali che qualche volta tendiamo a sottovalutare. Un’eccessiva fatica nello svolgere le attività quotidiane va sempre indagata, così come la facilità a contrarre infezioni. Anche la perdita di peso, la sudorazione notturna o la febbre (sintomi comuni a molti disturbi) devono spingerci a parlare con il medico di base che eventualmente consiglierà una visita ematologica. Tale consulto è raccomandato quando gli esami ematici presentano alterazioni specifiche.

Moltissime patologie del sangue considerate un tempo inguaribili oggi sono affrontate in modo più efficace. Tuttavia, l’obiettivo principale deve restare quello di non ammalarsi.

L’obiettivo dell’AIL è informare, come in questo caso, ma soprattutto sostenere i pazienti nel loro percorso di cura. Questa attività, che è il cuore dell’impegno dell’Ail, è possibile grazie al supporto dei donatori. Ricordiamoci, non soltanto a ottobre, l’importanza della ricerca e della prevenzione. Sosteniamo l’AIL, sosteniamo la Sezione di Taranto tutto l’anno. È fondamentale per il futuro di tutti noi.

Il benessere mentale aiuta ad affrontare meglio la malattia ematologica

I disturbi mentali sono in aumento, soprattutto tra i più giovani. A lanciare l’allarme è la Federazione Italiana Medici Pediatri.

A livello nazionale, si registra un tentativo di suicidio al giorno proprio tra i più giovani. Le fragilità non conoscono età; quando arrivano a colpire gli adolescenti nelle percentuali attuali, le istituzioni dovrebbero porsi più di qualche interrogativo e soprattutto stendere piani di intervento.

La pandemia ha rivelato quanto sia importante il benessere mentale della popolazione (in tutte le fasce d’età) e quanto le strutture sanitarie siano poco attrezzate a garantirla, soprattutto in circostanze emergenziali. 

La salute mentale del paziente dovrebbe essere una priorità anche e soprattutto per le equipe mediche che si occupano di malattie onco-ematologiche.

Spesso accade che nei reparti dove i pazienti vengono ricoverati perché possano curarsi, manchino proprio le figure di supporto psicologico. Professionisti che dovrebbero farsi carico anche delle esigenze psicologiche delle famiglie dei pazienti. 

L’Oms ha sottolineato proprio recentemente che il benessere mentale universale deve essere una priorità per ogni Paese.

L’esercizio fisico, la socialità e l’alimentazione possono promuovere la salute mentale, costruirla giorno dopo giorno, attività dopo attività. Il benessere psicologico del paziente è messo a dura prova già nel momento della comunicazione della diagnosi. Fragilità pregresse possono rendere ancora più difficile una situazione già molto delicata.

Come abbiamo scritto altre volte, è umano subire delle conseguenze a livello dell’umore, della psiche quando ci si ammala di leucemia o quando si è colpiti da un’altra forma di malattia del sangue (vale anche per le altre patologie).

Chi ha forti legami familiari e amicali ha sicuramente maggiori possibilità di gestire meglio lo stress e le preoccupazioni che la malattia comporta. 

Anche se all’inizio può essere complicato, nessun paziente dovrebbe abbandonare (se possibile) le attività che svolgeva prima dell’incontro con la malattia.

Aiutare le altre persone è un altro formidabile modo per aiutare sé stessi. Si creano a volte dei legami, in corsia, che durano tutta la vita. Non è raro che i pazienti riescano anche a volgere in positivo ciò che accade loro, creando delle vere e proprie reti di mutuo confronto e aiuto. 

Di psico-oncologia si occupa un interessante articolo pubblicato alcuni giorni fa sul sito della Fondazione Gimema. L’occasione per la pubblicazione è stata offerta dalla Giornata Mondiale per la Salute Mentale celebrata il 10 ottobre scorso.

Un abstract dall’articolo ci dice che il disagio psicologico è caratterizzato, in particolare, dalla presenza di ansia, depressione e difficoltà di adattamento (si stima che il 20% delle persone con tumore risulti affetto da depressione e il 10% da ansia) che possono avere influenze negative su numerosi aspetti della salute del paziente.

I disagi psicologici possono precipitare la qualità di vita dei pazienti, già compromessa dalla malattia. Il lavoro dei volontari Ail di Taranto (come degli altri volontari Ail che operano in tutta Italia) diventa, in questo quadro, ancora più essenziale. L’assistenza offerta direttamente a casa a centinaia di pazienti, ogni anno, comprende il sostegno psicologico. 

Sono persone specializzate a occuparsi dei bisogni dei pazienti e dei loro familiari. Non far mancare loro questo supporto è fondamentale.

La continuità dell’assistenza lo è altrettanto e dipende anche da chi dona. Le donazioni indirizzate all’Ail servono anche a questo.

Ricordiamoci dell’importanza del benessere mentale, le donazioni potenziano in qualche modo il benessere psicologico e aiutano altre persone.

Grazie alle donazioni, la qualità di vita di molti pazienti che convivono con una patologia ematologica è decisamente migliorata. Migliorare la vita di qualcuno significa migliorare anche la propria.

Ricordiamocelo!