Un’altra buona notizia per i pazienti ematologici, in particolare per le persone colpite da anemia falciforme. L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha stabilito la rimborsabilità di crizanlizumab, un farmaco Novartis che sarebbe molto utile nella prevenzione delle crisi vaso-occlusive ricorrenti, nei pazienti di età superiore (o uguale) a 16 anni che abbiano avuto due episodi nell’arco dell’anno precedente.
L’anemia falciforme è una malattia rara (i casi in Italia sono 2800 circa, un dato probabilmente sottostimato) che colpisce i globuli rossi, i quali presentano anomalie nell’emoglobina, la proteina fondamentale per il trasporto dell’ossigeno dai polmoni agli altri tessuti. Si definisce anemia falciforme proprio a causa della forma anomala dei globuli, che normalmente sono come dei dischi in grado di scorrere facilmente nelle vene. I pazienti con anemia falciforme presentano invece globuli a mezza luna o a falce, che non hanno la capacità di scivolare agevolmente nei vasi sanguigni.
Tra i sintomi della malattia, si segnalano una grave anemia, i dolori (alle mani, ai piedi, soprattutto nei pazienti giovani e nei bambini, alla schiena, ai fianchi, alla pancia, alle gambe e alle braccia) acuti e improvvisi e la predisposizione a sviluppare infezioni batteriche.
Sono proprio le crisi vaso-occlusive quelle sulle quali interviene il farmaco per il quale l’Aifa ha autorizzato la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
La sostanza può integrare la terapia normalmente prevista per questa categoria di pazienti (idrossiurea e idrossicarbamide) oppure può essere scelta come unica arma contro le occlusioni dei vasi sanguigni, in quei pazienti per i quali il percorso terapeutico tradizionale non è opportuno. “Crizanlizumab ha un profilo di unicità che lo rende molto interessante per noi medici perché potrebbe aiutarci a gestire anche quei pazienti che hanno fallito o non accettano terapie considerate standard”, ha sottolineato Lucia De Franceschi, professoressa associata di Medicina Interna, AOUI Verona e Università degli Studi di Verona.
Il parere positivo dell’AIFA all’impiego del crizanlizumab segue l’approvazione del farmaco da parte dell’Ema (Agenzia Europea del Farmaco).
Le persone colpite da anemia falciforme possono dunque contare su uno strumento in più per far fronte a una malattia che può compromettere pesantemente la qualità della vita e avere conseguenze molto serie. Se si può convivere con la malattia è grazie alla ricerca scientifica. Anche i comportamenti e le abitudini hanno il loro ruolo nel mitigare i sintomi. Evitare lo stress, l’alcol, il fumo, gli sforzi fisici eccessivi e la disidratazione aiutano moltissimo a tenere sotto controllo i sintomi dell’anemia falciforme. La somministrazione del crizanlizumab è un altro importante traguardo della scienza. Per essere accanto ai pazienti e per aiutare la ricerca scientifica non dobbiamo fare altro che sostenere l’AIL. A Taranto i volontari dell’Associazione si prendono cura di chi affronta una patologia ematologica, con competenza ed empatia. Insieme si sconfigge anche il nemico più grande.
