Molti pazienti ematologici abbinano alle cure farmacologiche prodotti di origine naturale. Si tratta di integratori alimentari con specifiche finalità. Il principio (integrare le cure con sostanze che possano aiutare l’organismo) non è sbagliato. Negli ultimi anni, sono gli stessi medici a consigliare al paziente l’uso di prodotti non farmaceutici, a supporto delle cure mediche.
Quel che invece non va bene è l’autoprescrizione degli integratori. Soprattutto quando si è in terapia, per la cura di una o più patologie (non soltanto le malattie del sangue), si dovrebbe evitare il fai da te. Entrare in farmacia o in erboristeria e pensare di poter scegliere da soli l’integratore più adatto alle proprie esigenze non è sempre opportuno.
Una recente indagine britannica ha rilevato che il 20% dei pazienti onco-ematologici assume prodotti naturali, pensando che possano servire a prevenire le recidive della malattia. Il 40% degli intervistati usa regolarmente prodotti dietetici. La stessa percentuale di pazienti oncologici assume più di un integratore, e il 10% più di tre.
I prodotti più utilizzati contengono spezie, vitamine, estratti di erbe, minerali e oli di pesce. Secondo le linee guida internazionali i prodotti dietetici non hanno la capacità di prevenire le patologie oncologiche, così come quelle ematologiche.
In genere, gli integratori sono utili nel contrastare gli effetti indesiderati delle cure, della chemio, per esempio. Possono essere un supporto per il sistema immunitario, per contrastare il senso di stanchezza cronica che si avverte durante le cure. Ma non vanno mai confusi con i farmaci. Si tratta di due categorie distinte, con differenti finalità e composizioni completamente diverse.
L’AIL di Taranto è sempre al fianco dei pazienti ematologici, anche attraverso consigli pratici; i suoi volontari, in particolare i professionisti impegnati nell’assistenza domiciliare, sono al fianco del paziente e lo aiutano a fugare i dubbi sulla malattia, sui farmaci e su qualsiasi aspetto legato alla loro condizione di pazienti.
È il medico cui ci si affida, in seguito alla diagnosi di malattia ematologica, a stabilire quale tipo di cure e di interventi sia necessario, e con quali modalità assumere i farmaci. Lo stesso vale per gli integratori. Mai decidere in autonomia. Meglio chiedere consiglio allo specialista. A volte può non essere opportuno inserirli nella dieta, perché le sostanze che contengono possono inibire l’azione dei farmaci o modificarla. Solo il medico di riferimento conosce le eventuali interazioni e può consigliare al meglio.
Mancano pochissime ore alla Pasqua. Le uova di cioccolato Ail stanno andando a ruba. Avete già prenotato il vostro uovo AIL? Sostenere l’Associazione nelle sue campagne di raccolta fondi è fondamentale per assicurare un presente più sereno ai pazienti ematologici e cure migliori per tutti, ora e in futuro. L’AIL di Taranto augura una buona Pasqua a tutti.
