I vaccini anti Covid sono stati aggiornati e sono disponibili nella forma bivalente, cioè sono adatti a prevenire il contagio e le complicanze gravi della variante originale del virus Sars-CoV-2 e della sotto-variante Omicron BA.1.
Sono state somministrate ancora poche quarte dosi, ma nei prossimi mesi i contagi potrebbero aumentare ancora (con tutta probabilità accadrà) e bisognerà quindi attrezzarsi, vaccinandosi.
I virologi raccomandano agli over 65 e alle persone fragili la quarta dose, e c’è già la possibilità di fare la quinta dose (per chi ha già ricevuto la quarta ovviamente, almeno 120 giorni prima).
La Regione Emilia-Romagna pubblica sul suo sito un elenco delle patologie per le quali la quarta dose del vaccino è raccomandata. Estrapoliamo dall’elenco solo le definizioni che riguardano i pazienti ematologici.
In base a quelle indicazioni, dovrebbero ricevere la quarta dose (nel senso che sarebbe opportuno che la ricevessero) coloro i quali sono stati sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro due anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica).
Anche i pazienti ematologici che seguono terapie a base di cellule T esprimenti un recettore chimerico antigenico (cellule CART) possono, anzi dovrebbero, fare il vaccino anti Covid (quarta dose).
Sono più che candidati a ricevere il farmaco anche i pazienti affetti da patologia oncologica oppure onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure.
Il vaccino è fortemente raccomandato anche a tutte le persone che hanno delle immunodeficienze (come quelle dovute a trattamenti farmacologici).
Anche la Regione Puglia ha una pagina dedicata, ma meno dettagliata nella descrizione delle condizioni patologiche per le quali si prescrive la quarta dose.
Le indicazioni riportate sui siti ufficiali, come quelli appena citati, costituiscono senza dubbio un’ottima mappa per i cittadini.
In ogni caso, i pazienti ematologici devono rivolgersi al medico presso il quale sono in cura o al proprio medico di riferimento se hanno terminato le terapie, per avere indicazioni chiare e inequivocabili sul vaccino e sull’opportunità di sottoporsi alla quarta somministrazione.
Quanto all’argomento vaccini in ambito oncologico, gli studi sulla tecnologia a mRNA (già prima della pandemia al centro dell’attenzione dei ricercatori) hanno ricevuto un notevole impulso. Soprattutto perché i farmaci messi in commercio si sono rivelati efficaci nel contrastare la Covid 19.
In futuro potremmo avere un vaccino per alcune tipologie di tumore. Come i fondatori di una delle aziende farmaceutiche produttrici dei farmaci anti Covid hanno sottolineato, la ricerca potrebbe mettere a punto un vaccino che prevenga i tumori entro il 2030 (per il momento si parla dei melanomi, ma in futuro si potrebbero coprire più tipologie di tumori).
Sarebbe un’enorme conquista che aprirebbe la strada a possibilità che forse ora nemmeno possiamo immaginare. Sosteniamo la ricerca scientifica, sosteniamo l’AIL, sosterremo il futuro di tutti noi.
