Addio al professor Michele Baccarani

La Sezione Provinciale Ail di Taranto esprime cordoglio per la scomparsa del professor Michele Baccarani, ex allievo del compianto professor Tura, specializzato nella cura della leucemia mieloide cronica. Nel 2000, da Tura, aveva ereditato la direzione dell’Istituto di Ematologia e scienze oncologiche Sèragnoli del Sant’Orsola di Bologna, lasciata nel 2012, per andare in pensione. Nel 2014, come presidente del Comitato scientifico del Ministero della Salute, aveva bocciato il metodo Stamina.

Baccarani è stato un medico e un ricercatore appassionato; ha dedicato la sua attività allo studio e alla cura della leucemia mieloide cronica, patologia rara del sangue che colpisce ogni anno 1-2 persone ogni centomila abitanti. In Italia, quindi, ogni anno vengono effettuate 1200-1500 nuove.

Si tratta della malattia per cui sono state sviluppate, prima che per altre patologie, terapie mirate e dagli effetti collaterali più contenuti. Negli ultimi anni il trattamento della leucemia mieloide cronica è molto cambiato, sono state introdotte nuove prospettive di cura e le percentuali di guarigione sono cresciute notevolmente.

«Quando ho cominciato a studiarla – raccontava il professor Baccarani – il 50% dei pazienti moriva in tre anni e il 95% in dieci, oggi a 10 anni il 90% vive e sta bene».

Finanziare la ricerca scientifica significa nutrire gli studi di professionisti come il professor Michele Baccarani, significa fare grandi passi in avanti nella cura di tutte le malattie onco-ematologiche.

Nel ringraziare e rendere omaggio al professor Baccarani, per il lavoro svolto e per la sua umanità, l’AIL di Taranto invita ancora una volta tutti i donatori a rinnovare il loro impegno accanto all’Associazione, contro le patologie ematologiche. Finanziare la ricerca vuol dire non essere mai soli e, soprattutto, non lasciare mai sole le persone che lottano contro le malattie del sangue. Alimentare la ricerca significa far parte della grande famiglia di persone che credono nel valore della solidarietà, che guardano avanti, verso orizzonti più rosei, dove una diagnosi non sia una condanna.

È già così, grazie al lavoro di medici e scienziati, grazie all’impegno dell’AIL, che a Taranto assiste tantissimi pazienti a domicilio, del tutto gratuitamente, e garantisce un’informazione costante sugli argomenti legati all’Ematologia. Chi non ha mai donato, non aspetti ancora. Colga l’occasione del Natale, per dare un piccolo contributo, un sostegno a tutte le attività dell’Associazione. Un sostegno al futuro di tutti noi, perché un sempre maggior numero di malattie possa essere curato con successo. Grazie a tutte e a tutti!  

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