Azienda indiana crea test per diagnosticare tumori non ancora manifesti

L’azienda indiana Epigeneres Biotech ha creato uno strumento che sarebbe in grado di prevedere i tumori addirittura un anno prima che si manifestino. Se le prove sul campo successive alla scoperta e le ricerche che seguiranno dovessero confermare quella che per ora è una ‘partenza molto positiva’, si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione.

In realtà, il test è più che una possibilità, dal momento che sembra che lo strumento sia stato usato, a livello sperimentale, in alcuni ospedali britannici. Stem Cells, una rivista scientifica, ha già pubblicato i primi risultati ottenuti, impiegando questo test. 

Per la precisione si tratta di un esame ematico, quindi di uno strumento estremamente semplice da introdurre nelle strutture sanitarie. Il prestigioso New York Post ha intervistato il presidente dell’azienda farmaceutica indiana, spargendo entusiasmo tra i lettori del giornale e tra gli addetti ai lavori. 

Leggendo l’intervista, si apprende che il test indiano sarebbe in grado di rilevare il tumore prima che diventi fisicamente identificabile. Sembra quasi fantascienza; sono invece i risultati straordinari della ricerca scientifica. Immaginiamo cosa possa voler dire per tutti noi e per la sanità pubblica, sapere con 18 mesi d’anticipo rispetto al primo stadio di un tumore, che l’organismo ‘stia sviluppando’ un cancro. 

Significherebbe la possibilità di bloccare la malattia prima ancora che ‘nasca’, milioni di vite salvate e un carico di lavoro nettamente inferiore a quello attuale per la sanità pubblica (che sappiamo avere grossi problemi logistico-finanziari). 

In futuro, forse, anche le patologie ematologiche si potranno prevedere con largo anticipo. Nel frattempo, sappiamo che i numeri delle diagnosi sono impressionanti: ogni anno, in Italia, si registrano più di 35 mila nuovi casi. È vero anche che le nuove terapie biologiche e le tecniche di sequenziamento genetico riescono a trattare, ogni giorno, un numero sempre maggiore di casi un tempo ritenuti senza speranza. Ma ciò non basta, perché le cure non sono offerte con omogeneità in ogni regione italiana. Continuano a registrarsi pesanti differenze tra una regione e l’altra. 

Il divario tra nord e sud (e non solo), nell’offerta sanitaria, è stato il tema del Convegno Nazionale intitolato “Un nuovo piano per una migliore assistenza dei pazienti con neoplasie ematologiche” organizzato da ISHEO, in collaborazione con La Lampada di Aladino ETS, con il patrocinio del Gruppo Neoplasie Ematologiche della Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (F.A.V.O.).

Noi cosa possiamo fare? Offrire il nostro prezioso contributo alla scienza, attraverso le donazioni all’AIL. Anche solo destinare all’AIL il 5X1000 può fare la differenza, può salvare vite umane. Il codice fiscale per donare è il seguente: 80102390582. Grazie!

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