L’Ail ha bisogno di medici e infermieri

Il Natale offre spesso l’opportunità di lanciare grandi campagne di raccolta fondi. Si richiama l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza della ricerca scientifica e sul ruolo delle associazioni che, come l’AIL (nelle sue diverse sezioni, in tutto il territorio nazionale), si occupano quotidianamente dei pazienti. La Sezione AIL di Taranto ringrazia tutti coloro i quali, in questi giorni, stanno esprimendo vicinanza ai volontari dell’Associazione e ai pazienti ematologici. Lo stanno facendo scegliendo di regalare o di abbellire la casa con le Stelle Ail, piante meravigliose che significano tanto per i pazienti e per i loro familiari. Il beneficio che ciascuno di loro riceve, attraverso i contributi versati per le Stelle di Natale e per gli altri oggetti legati alla stagione, è grande.

Ma in questi giorni l’AIL di Taranto rivolge un ulteriore appello alla solidarietà. L’Associazione ha urgente bisogno di medici e infermieri volontari che possano nutrire il team di persone che assistono i pazienti ematologici, in particolare coloro i quali necessitano di cure domiciliari.

L’AIL di Taranto, guidata dalla presidente Patrizia Casarotti, può già contare su un bel numero di volontari, persone che dedicano il loro tempo e le loro energie alla cura di chi affronta una patologia ematologica. Tuttavia, le richieste di aiuto, da parte dei pazienti, sono cresciute negli ultimi mesi e sono in aumento, anche a causa delle nuove esigenze contestuali alla diffusione del Covid.

Sono queste le ragioni che spingono l’AIL di Taranto a chiedere a tutti voi una mano, perché il team di professionisti al fianco dei pazienti possa allargarsi. C’è bisogno del sostegno prezioso di medici e infermieri preparati. L’Associazione rinnova l’appello già partito dal suo profilo Facebook e chiede a chi può di rendersi disponibile quanto prima a collaborare con gli altri volontari AIL. I numeri ai quali rivolgersi sono i seguenti: 0994533289; 3286423590.

Centinaia di persone attendono di essere seguite, persone che non possono lasciare la dimensione casalinga per raggiungere l’ospedale, persone alle quali sono state prescritte delle terapie; pazienti che hanno bisogno di calore, non solo di un aiuto tecnico. Anche le loro famiglie hanno bisogno di essere affiancate e supportate nella circostanza complessa che si trovano a vivere.

Un altro appello ancora, alla generosità di chi legge, riguarda la donazione del sangue. Prima di andare in vacanza, non dimentichiamo di donare il sangue. Basta rivolgersi al centro trasfusionale più vicino (l’elenco è sul sito dell’Asl di Taranto: https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/centri-donazione-sangue). Si tratta di un gesto preziosissimo che salva tante vite umane.

Infine, ricordando che le piante della solidarietà (le Stelle), il cioccolato Ail e gli altri oggetti a tema natalizio sono disponibili per tutto il periodo delle vacanze (per averli basta chiamare in sede o scrivere all’Associazione; i riferimenti sono sul sito e sulla pagina Facebook), la Sezione provinciale di Taranto rinnova a tutti gli auguri per un Natale in sicurezza (con riferimento alla diffusione del virus), sereno e solidale.  

Addio al professor Michele Baccarani

La Sezione Provinciale Ail di Taranto esprime cordoglio per la scomparsa del professor Michele Baccarani, ex allievo del compianto professor Tura, specializzato nella cura della leucemia mieloide cronica. Nel 2000, da Tura, aveva ereditato la direzione dell’Istituto di Ematologia e scienze oncologiche Sèragnoli del Sant’Orsola di Bologna, lasciata nel 2012, per andare in pensione. Nel 2014, come presidente del Comitato scientifico del Ministero della Salute, aveva bocciato il metodo Stamina.

Baccarani è stato un medico e un ricercatore appassionato; ha dedicato la sua attività allo studio e alla cura della leucemia mieloide cronica, patologia rara del sangue che colpisce ogni anno 1-2 persone ogni centomila abitanti. In Italia, quindi, ogni anno vengono effettuate 1200-1500 nuove.

Si tratta della malattia per cui sono state sviluppate, prima che per altre patologie, terapie mirate e dagli effetti collaterali più contenuti. Negli ultimi anni il trattamento della leucemia mieloide cronica è molto cambiato, sono state introdotte nuove prospettive di cura e le percentuali di guarigione sono cresciute notevolmente.

«Quando ho cominciato a studiarla – raccontava il professor Baccarani – il 50% dei pazienti moriva in tre anni e il 95% in dieci, oggi a 10 anni il 90% vive e sta bene».

Finanziare la ricerca scientifica significa nutrire gli studi di professionisti come il professor Michele Baccarani, significa fare grandi passi in avanti nella cura di tutte le malattie onco-ematologiche.

Nel ringraziare e rendere omaggio al professor Baccarani, per il lavoro svolto e per la sua umanità, l’AIL di Taranto invita ancora una volta tutti i donatori a rinnovare il loro impegno accanto all’Associazione, contro le patologie ematologiche. Finanziare la ricerca vuol dire non essere mai soli e, soprattutto, non lasciare mai sole le persone che lottano contro le malattie del sangue. Alimentare la ricerca significa far parte della grande famiglia di persone che credono nel valore della solidarietà, che guardano avanti, verso orizzonti più rosei, dove una diagnosi non sia una condanna.

È già così, grazie al lavoro di medici e scienziati, grazie all’impegno dell’AIL, che a Taranto assiste tantissimi pazienti a domicilio, del tutto gratuitamente, e garantisce un’informazione costante sugli argomenti legati all’Ematologia. Chi non ha mai donato, non aspetti ancora. Colga l’occasione del Natale, per dare un piccolo contributo, un sostegno a tutte le attività dell’Associazione. Un sostegno al futuro di tutti noi, perché un sempre maggior numero di malattie possa essere curato con successo. Grazie a tutte e a tutti!  

Hodgkin e terapie più efficaci negli over 65

I pazienti ultrasessantacinquenni con linfoma di Hodgkin, sottoposti a chemio con più farmaci, avrebbero un percorso di cura migliore, cioè con esiti più soddisfacenti rispetto ad altre terapie. Lo dimostra una ricerca del Tufts Medical Center di Boston (Usa), i cui risultati (pubblicati sulla rivista Jama Network Open) sono riportati in sintesi sul sito della Fondazione Gimema – Franco Mandelli onlus.

Lo studio, basato su dati reali, ha valutato la relazione tra la mortalità e il tipo di terapia ricevuta. Considerando altri rischi di decesso, oltre al linfoma di Hodgkin, i ricercatori hanno stabilito che regimi chemioterapici che contemplano più farmaci (somministrati contestualmente) determinano una migliore sopravvivenza anche nelle persone in età avanzata.

Ricordiamo che questa malattia del sangue è oggi curata con successo, nelle fasce d’età più giovani, mentre nelle persone over 65/70 i risultati della terapia sono meno buoni, ma gli studi in corso proprio sugli ultrasessantacinquenni mostrano l’esistenza di percorsi di cura che riescono a essere molto efficaci.

Le differenze rispetto ai tassi di sopravvivenza tra giovani e meno giovani, nel linfoma di Hodgkin, sono dovute a diversi fattori, in particolare l’età che, in alcune circostanze, impedirebbe la somministrazione di terapie aggressive. Lo studio del Tufts Medical Center ha preso in considerazione i registri epidemiologici nazionali, che forniscono una serie di dati sui pazienti. Nello specifico il tipo di chemioterapia somministrata e la risposta dell’organismo. Il risultato di queste prime indagini riguarderebbe i pazienti over 65 che hanno ricevuto cure molto “forti”. Nelle persone che riescono a tollerarle la malattia ha un decorso differente; migliorerebbe in questi casi anche il tasso di sopravvivenza.

Sarà possibile d’ora in avanti selezionare meglio il tipo di terapia da somministrare agli over 65 con linfoma di Hodgkin, anche grazie a ricerche come quella appena citata. Ecco perché è importante sostenere l’AIL. Per costruire un futuro migliore per tutti, con cure garantite alle diverse fasce d’età, da somministrare personalizzandole, rendendole quindi più efficaci.

La Sezione provinciale Ail di Taranto ricorda che in questo momento è ancora più semplice essere al fianco dei ricercatori e dei volontari che assistono i pazienti. Il Natale fornisce un’occasione importante per dare una mano agli altri e per offrire a tutti noi prospettive di cura migliori. Quale momento migliore di questo per ricordarsi che gli altri siamo noi?

Sosteniamo l’AIL con le Stelle di Natale e con gli altri oggetti a tema. Un piccolo contributo e un grande gesto per un domani ancora più grande. Per assicurarsi la pianta della solidarietà, da tenere in casa o da regalare, basta contattare la sede locale dell’Associazione, ai seguenti numeri 0994533289; 3286423590. In alternativa si può scrivere un’e-mail all’indirizzo ail.taranto@ail.it. Sulla pagina Facebook dell’AIL di Taranto è possibile visualizzare la vetrina virtuale con tutti i Christmas Presents targati AIL. I pazienti, i medici, i ricercatori e i volontari hanno bisogno di sostegno. Non facciamogli mancare il nostro!