Mangiamo cibi troppo salati

Prezioso ma anche dannoso, se consumato in dosi eccessive. Si tratta del sale, importante per esaltare i sapori, e spesso presente in eccesso sulle nostre tavole. La dose da ingerire quotidianamente corrisponderebbe a 1,5 grammi di sale, mentre in media se ne consumano 12 grammi al giorno, superando le reali necessità dell’organismo.

Non bisognerebbe, in ogni caso, assumere più di sei grammi al giorno di sale. Le ultime ricerche scientifiche hanno evidenziato che una dieta “troppo salata” predispone allo sviluppo di una serie di patologie, tra le quali l’ipertensione, l’osteoporosi e l’obesità.

Il consumo razionale di sale rientra nelle caratteristiche di uno stile di vita sano (che comprende una dieta equilibrata), quel complesso di abitudini che tengono lontane le malattie onco-ematologiche, oltre ad una serie di altre patologie.

Come fare quindi a condire i cibi, se non si può sempre usare il sale? Intanto è bene preferire le confezioni che recano l’indicazione “sale arricchito con iodio o iodato”. Se si portano in tavola alimenti che contengono già sale, sarebbe bene non usarne altro, in aggiunta. Ketchup, maionese, salsa di soia e senape sono soltanto alcuni dei cibi che possono essere usati come condimento, in sostituzione del sale.

Alcuni piatti possono essere insaporiti con erbe aromatiche o spezie; in questo modo si ottengono preparazioni gustose, senza l’uso del sale. Le spezie si sono ritagliate anche nella cucina mediterranea un ruolo di primo piano. Molto diffuse risultano essere il curry, la curcuma, lo zenzero, il cumino e altre ancora. Spezie tra l’altro ottenute da piante che hanno diversi effetti benefici sull’organismo. Anche l’aglio, i porri, il basilico e il prezzemolo possono tranquillamente sostituire il sale.

Se si condisce l’insalata con l’olio e l’aceto, o con il limone, il sale potrà essere usato in quantità modiche o si potrà anche farne a meno.

I prodotti da forno senza sale possono essere preferiti a quelli che lo contengono, se abbinati a cibi sapidi (per esempio, pane sciapo con pecorino o tipo Auricchio). La frutta secca, fonte ricca di nutrienti essenziali, è spesso condita con il sale. In realtà, noci, pistacchi, pinoli, mandorle e altri frutti sono buonissimi così come la natura ce li offre. Magari tostati, ma non salati. Insomma, gli accorgimenti che possiamo seguire sono tanti. I pazienti ematologici, in particolare devono seguire sempre i consigli dei medici presso i quali sono in cura, e dei volontari dell’AIL che spendono, ogni giorno, parte della giornata per garantire loro una migliore qualità della vita. La dieta mediterranea e la dieta personalizzata, nel caso dei pazienti onco-ematologici, favoriscono la salute.

Addio al Professor Sante Tura

Si sono celebrati nella chiesa di Santa Maria della Misericordia a Bologna i funerali del professor Sante Tura, che ha contribuito a dare forma alla cura e allo studio delle malattie del sangue, divenendo uno dei fondatori dell’ematologia italiana, come disciplina distinta dalla medicina interna.

Con il Professor Mandelli è stato per l’Ail una figura di riferimento. Anche la Sezione provinciale di Taranto si unisce al dolore della famiglia e della Sezione Ail di Bologna.

Il professor Tura ha formato generazioni di medici, insegnando all’Università di Bologna, è stato direttore dell’Istituto ematologico del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e fondatore e direttore dell’Istituto L. e A. Seràgnoli. Ha dedicato la sua vita allo studio delle malattie ematologiche ed è stato un pioniere nell’applicazione delle terapie più innovative. Per il suo impegno e la sua passione è stato definito il “guardiano del sangue”.

A lui si devono tanti progressi nella cura delle patologie ematologiche, in particolare di quelle considerate inguaribili, che nel tempo, grazie a professionalità come Tura, hanno trovato risposta nelle terapie. “Grazie al suo contributo umano e scientifico, l’AIL è riuscita a essere centrale in tutto il Paese nel supporto ai pazienti e nello sviluppo della ricerca scientifica in ambito ematologico – ha sottolineato Sergio Amadori, presidente nazionale AIL. Se oggi l’ematologia italiana è un punto di riferimento internazionale per la lotta ai tumori del sangue, e Bologna uno dei poli di eccellenza per la cura di queste malattie, lo dobbiamo al Suo impegno, alla Sua professionalità e alla Sua immensa umanità”.

Intanto al Senato la politica segna un passo importante nella lotta alle malattie rare. La Commissione Igiene e Sanità ha approvato il testo unico sulle malattie rare. Un documento che disciplina l’approccio a questo genere di patologie, offrendo un aiuto di grande importanza ai pazienti e alle loro famiglie. Si stabilisce l’omogeneità delle prestazioni sanitarie in tutta Italia, si favorisce la medicina e l’assistenza di prossimità, il sostegno alla ricerca sulle malattie rare e un accesso più facile ai farmaci, per i pazienti colpiti dalle patologie cosiddette orfane. Un’ottima notizia, dunque, per i due milioni di italiani che devono confrontarsi con malattie per le quali spesso mancano le strutture sanitarie e le figure professionali alle quali rivolgersi, per avere diagnosi tempestive e assistenza.

Un sorriso per dire grazie a medici e volontari

Curare e assistere un paziente; salvargli la vita. Ci siamo mai chiesti quanto sia complicato prendersi cura di qualcuno, in particolare di una persona con gravi problemi di salute? Quando stiamo male, che si tratti di una patologia seria o di un disturbo di poco conto, corriamo dal medico e gli affidiamo il nostro percorso di cura, le nostre speranze di guarigione. Forse, però, non ci rendiamo conto di quanto sia complicato il suo lavoro, di quanto impegno e dedizione richieda la professione medica.

L’Ail di Taranto lavora da anni al fianco del personale sanitario dell’ospedale S. G. Moscati, lavora anche con professionisti come medici, ematologi, psicologi, infermieri, sociologi che dedicano volontariamente parte del loro tempo all’assistenza dei pazienti, in particolare alle attività di assistenza domiciliare.

I volontari Ail si spendono ogni giorno perché il maggior numero di pazienti ematologici che si rivolgono all’Associazione possa vincere la lotta contro la malattia. Anche i volontari compiono sforzi enormi, al pari degli ospedalieri. Mettono in gioco le loro emozioni, offrono le loro competenze a beneficio del paziente. Il vissuto di ogni persona assistita diventa il loro vissuto.

Diviene dunque importante riconoscere l’impegno di medici e volontari, senza dare nulla per scontato. Perché non dimostrare di apprezzare tale impegno? È sempre il momento giusto per dire grazie a chi si prende cura di noi, ci accompagna quotidianamente in un percorso spesso difficile, lo disegna per noi, in modo che la qualità della nostra vita sia il meno possibile compromessa da quel che le cure comportano.

È sempre il momento giusto per esprimere gratitudine, anche soltanto attraverso un sorriso, una gentilezza.

Supportare l’Ail, poi, è un modo per alimentare l’impegno dei volontari, una maniera per dire loro grazie e, al tempo stesso, significa comprensione nei confronti degli sforzi degli ematologi, del personale medico delle strutture presso le quali l’Ail opera. Sostenere l’AIL significa, inoltre, riconoscere l’immenso valore della ricerca scientifica e scegliere di finanziarla.

Se c’è una maniera per essere parte attiva del progresso scientifico è promuoverlo. Lo si può fare con piccole donazioni, in cambio di gadget dell’Associazione, o con contributi più grandi, quando possibile. Con l’Ail si può persino cambiare l’aspetto di un reparto d’ospedale, migliorandone la funzionalità. La Sezione provinciale Ail di Taranto ha contribuito a migliorare il servizio offerto dal Day Hospital dell’Ematologia del Moscati, tra le altre cose.

Le nostre donazioni si trasformano in azioni concrete, che cambiano la prospettiva dei pazienti e delle loro famiglie, la migliorano. Azioni che servono anche a rendere manifesto il grazie che sentiamo di dover esprimere ai medici, agli infermieri, al personale OSS e a tutti gli operatori della sanità.

Pensiamoci: un sorriso rende la giornata di un medico, di un volontario, un po’ più leggera. Sosteniamo l’AIL. Aiuteremo medici e pazienti lungo la strada verso la guarigione.